Appello URGENTE al Ministro del Tesoro Giulio Tremonti

Appello URGENTE al Ministro del Tesoro Giulio Tremonti

TAGLI TUTTI gli incentivi pubblici ad EOLICO e FOTOVOLTAICO INDUSTRIALE

Ed elimini il prelievo nella bolletta della Luce – voce A3

Gentilissimo Ministro del Tesoro, Giulio Tremonti,

facendo seguito a tanti nostri dettagliati comunicati sulla problematica di seguito esposta già a Lei inviati, Le chiediamo,  a seguito della delicata situazione economica italiana, e degli inviti della BCE ad anticipare gli effetti della manovra finanziaria, di prevedere il taglio diretto ed indiscriminato di tutti gli incentivi pubblici, del prelievo diretto in bolletta della luce, voce aA3, e del meccanismo aberrante dei “certificati verdi”, da cancellate in toto,(un meccanismo tanto aberrante da essere stato anche sin ora persino basato sulla potenza nominale e non su quella effettiva!), per tutti gli impianti eolici e fotovoltaici industriali, di qualsiasi potenza, cioè destinati alla produzione di energia per la vendita, e non per l’autoconsumo.
Per una Finanziaria ben accetta agli italiani, che non incida negativamente sull’istruzione, sulle pensioni, sui salari, sulla sanità e sulla ricerca, ma solo sulla più grande speculazione che sta devastando e compromettendo l’habitat dei cittadini tutti e la loro economia della ripresa prossima-futura, quella sana del turismo e dell’agro-alimentare!

Tagli il finanziamento statale a questa frode assurda della “Green Economy Industriale”, che, strumentalizzando e calpestando al contempo l’ “ecologia”, grava pesantemente sui cittadini e sulle casse dello Stato, con bilanci da intere finanziarie, senza alcun beneficio per l’ambiente, ma anzi con innumerevoli danni ad esso ed al paesaggio italiano tutelato dalla Costituzione italiana, art. 9, tra i principi fondamentali. Un articolo alla cui stesura contribuì anche un giovanissimo Aldo Moro, all’epoca della costituente.

Un danno incalcolabile all’economia del NOSTRO AMATO PAESE che trova il suo fondamento principe sul turismo, attratto dal nostro splendido ed impareggiabile paesaggio e dalle nostre ricchezze storiche ed artistiche! Una bolla speculativa che Lei ben conosce e che ha denunciato più volte con coraggio.

Una speculazione che inoltre disperde le ricchezze finanziarie statali, le volatilizza, poiché gran parte dei guadagni finiscono all’estero attraverso il coinvolgimento nella proprietà di questi impianti di istituti bancari stranieri e ditte estere, con sistemi di scatole cinesi, che portano talvolta a società off-shore con sede nei paradisi fiscali!  Speculazione che impoverisce al contempo lo Stato, delle sue risorse territoriali, e tutta la sua popolazione, in maniera diretta con il deprezzamento delle abitazioni e delle attività che insistono nei territori adibiti a questi impianti, ma soprattutto che cancella tutti quei diritti garantiti al cittadino nella Costituzione.

La tassazione pesante” di tutti questi impianti è obbligatoria come risarcimento del tutto parziale per il danno immane che arrecano al Paese e alla qualità di vita ed alla salute dei cittadini, ovunque in rivolta contro questi orrori industriali ubicati in mare e sulla terraferma, persino sui laghi!

Una “tassa sul brutto” che scoraggi ulteriori simili sfregi e tentativi speculativi ai danni del paesaggio italiano!

All’ indomani del referendum contro il nucleare, tutti gli Italiani hanno espresso la volontà di favorire forme di produzione dell’energia davvero ecocompatibili e pulite, ed hanno sperato che lo Stato lavorasse davvero con politiche volte all’indipendenza energetica per unità: abitative; artigianali ed industriali.

Invece, una corsa cieca ed incomprensibile ha operato per la disincentivazione dei piccoli impianti posizionati nei pressi dei siti energivori, in modo da salvaguardare la capacità massima di approvvigionamento energetico, evitando le onerose e inutili dispersioni che un trasporto a grandi distanze nella rete nazionale italiana, ovviamente, comporta. Si attenta così a tutte quelle realtà agricole e territoriali preservate finora da un’attività antropica deleteria all’ambiente ed al paesaggio.

 Pirtroppo si e ottenuto lo scopo contrario ai buoni propositi di “salvaguardi” dell’ecosistema : il fotovoltaico industriale che vetrifica e desertifica i campi, sottraendo spazio alle colture, ai pascoli e alla vita selvatica, ed il mega e medio eolico che falcidia i volatili e sfigura catastroficamente il paesaggio quotidiano: devono essere fermati!

CHIEDIAMO A VIVA VOCE:

 

CHE QUESTO DISEGNO DISTRUTTIVO CHE GENERA IRRIMEDIABILI ED IRRIPRISTINABILI DANNI ALL’AMBIENTE ED AL PAESAGGIO SIA SOSTITUITO DA UNA SANA E LUNGIMIRANTE POLITICA volta a favorire le produzioni di energia rinnovabile in forme davvero pulite, eticamente ed ecologisticamente parlando, che si sostituiscano le forme industriali sopra esplicitate e  fisiologicamente di grave impatto ambientale.

Occorre favorire pertanto l’autoproduzione di energia dal sole con pannelli fotovoltaici ubicati sui tetti degli edifici, che non abbiano caratteristiche di valenza storica e/o artistica, superfici queste biologicamente morte, inutilizzate, estesissime per centinaia e centinaia di ettari. L’ ubicazione su di esse dei pannelli  ha evidentemente un impatto nullo ambientale ed estetico, con azzeramento del consumo di vivo suolo, e massimo rispetto del paesaggio e degli edifici e centri storici. Si pensi alle enormi superfici dei capannoni industriali, di scuole, altri istituti, ospedali, caserme, uffici pubblici, condomini, civili abitazioni di epoca recente, parcheggi coperti, stazioni, ecc. ecc. In tal modo si permette ai cittadini, che istallando i pannelli sui tetti di loro proprietà, autonomia energetica e salvaguardia diretta dell’ambiente.   Ne conseguono immediati sgravi in bolletta, senza più alcuna speculazione ai loro danni e ai danni delle casse dello Stato intero!

E’ necessaria, anche e soprattutto, la definitiva CONDANNA dell’industria dell’energia eolica, CONTROPRODUCENTE ALLA SOSTANZIALE CARATTERISTICA DEL NOSTRO PAESE, DEFINITO “IL GIARDINO D’EUROPA” ED OGGI, IN MOLTE PARTI, DEFINITIVAMENTE SFREGIATO E SFIGURATO DA QUESTI ENORMI MOSTRI ROTANTI, PER LA MAGGIOR PARTE, IMPRODUTTIVI. E’ evidente che il nostro paese non è caratterizzato, in larga parte, da quella qualità di vento utile a produrre energia con questo tipo di tecnologia, oramai vetusta, e con un rapporto costi-benefici ambientali che è evidentemente TROPPO SBILANCIATO, E QUINDI DANNOSISSIMO.

Si inizi, finalmente, a regalare agli italiani, il sogno di nuova ecologia che li anima con una politica energetica dei piccoli passi e dei piccoli impianti, autorizzati SOLO PER L’AUTOPRODUZIONE ENERGETICA.

La Ringraziamo enormemente per la sua attenzione e per il suo impegno in merito per salvare, con l’economia di questo nostro Paese, forse per la prima volta nella sua storia, anche il paesaggio e la natura, che questi impianti falso-ecologisti, e dalle false e artatamente gonfiate ricadute occupazionali, di eolico e fotovoltaico industriali, distruggono ignominiosamente!

Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio, della Salute e dei Diritti del Cittadino
Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi
Rete di Salvaguardia del Territorio

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One thought on “Appello URGENTE al Ministro del Tesoro Giulio Tremonti

  1. sono favorevole al fotovoltaico non solo sui tetti.
    occorre distinguere i siti a terra agricoli da quelli inutilizzabili, siti ex cava o discarica che andrebbero favoriti mentre le aree agricole andrebbero precluse.
    occupando le ex cave peraltro si scongiura la futura collocazione di una discarica.
    sono convinto che ci siano molti siti sterili sui quali gli impianti potrebbero venire istallati.

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