ROBIN HOOD TAX – È solo l’inizio sulla strada della ricostruzione del nostro paesaggio nazionale!

Appello urgente al Ministro del Tesoro Giulio Tremonti

Un primo buon risultato: tassiamo i ricchi per restituire ai poveri. La Robin Hood Tax su eolico, fotovoltaico e biomasse, in discussione nella manovra di questi giorni, è un primo, positivo, passo avanti per restituire agli italiani i soldi che essi sono stati costretti a dare, con l’aumento delle bollette della luce, agli speculatori delle energie rinnovabili industriali.

Speculatori che si sono avvalsi di enormi finanziamenti e incentivi statali al fine di finanziare questa frode assurda della “Green Economy Industriale”, che, strumentalizzando e calpestando al contempo l’ecologia, grava pesantemente sui cittadini e sulle casse dello Stato, con bilanci da intere finanziarie, senza alcun beneficio per l’ambiente, ma anzi con innumerevoli danni ad esso ed al paesaggio italiano tutelato dalla Costituzione italiana, art. 9, tra i principi fondamentali. Un articolo alla cui stesura contribuì anche un giovanissimo Aldo Moro, all’epoca della costituente.

Un danno incalcolabile all’economia del NOSTRO AMATO PAESE che trova il suo fondamento principe sul turismo, attratto dal nostro splendido ed impareggiabile paesaggio e dalle nostre ricchezze storiche ed artistiche! Una bolla speculativa che Il ministro Tremonti ben conosce e che ha denunciato più volte con coraggio.

Esortiamo il ministro Tremonti a proseguire su questa strada.
Ora il Governo deve imporre altre tasse, ben più esose, come la “tassa sul brutto”! E deve tagliare, azzerare ogni incentivo alla mala della Green Economy Industriale, che paghiamo tutti noi in bolletta, e cancellare la menzogna-frode dei “certificati verdi”, licenze in bianco ad inquinare!
Questi speculatori devono presto trovare più conveniente bonificare i siti che hanno offeso e piantare lì boschi per risanare i suoli e migliorare clima, microclima locale e paesaggio!

All’indomani del referendum contro il nucleare, tutti gli Italiani hanno espresso la volontà di favorire forme di produzione dell’energia davvero ecocompatibili e pulite, ed hanno sperato che lo Stato lavorasse davvero con politiche volte all’indipendenza energetica per unità: abitative; artigianali ed industriali.

Invece, una corsa cieca ed incomprensibile ha operato per la disincentivazione dei piccoli impianti posizionati nei pressi dei siti energivori, in modo da salvaguardare la capacità massima di approvvigionamento energetico, evitando le onerose e inutili dispersioni che un trasporto a grandi distanze nella rete nazionale italiana, ovviamente, comporta. Si attenta così a tutte quelle realtà agricole e territoriali preservate finora da un’attività antropica deleteria all’ambiente ed al paesaggio.

Purtroppo si è ottenuto lo scopo contrario ai buoni propositi di “salvaguardia” dell’ecosistema: il fotovoltaico industriale che vetrifica e desertifica i campi, sottraendo spazio alle colture, ai pascoli e alla vita selvatica, ed il mega e medio eolico che falcidia i volatili e sfigura catastroficamente il paesaggio quotidiano devono essere fermati!

CHIEDIAMO A VIVA VOCE:

CHE QUESTO DISEGNO DISTRUTTIVO CHE GENERA IRRIMEDIABILI ED IRRIPRISTINABILI DANNI ALL’AMBIENTE ED AL PAESAGGIO SIA SOSTITUITO DA UNA SANA E LUNGIMIRANTE POLITICA volta a favorire le produzioni di energia rinnovabile in forme davvero pulite, eticamente ed ecologisticamente parlando, che si sostituiscano le forme industriali sopra esplicitate e fisiologicamente di grave impatto ambientale.

Occorre favorire pertanto l’autoproduzione di energia dal sole con pannelli fotovoltaici e termici ubicati sui tetti degli edifici, che non abbiano caratteristiche di valenza storica e/o artistica, superfici queste biologicamente morte, inutilizzate, estesissime per centinaia e centinaia di ettari. L’ubicazione su di esse dei pannelli  ha evidentemente un impatto nullo ambientale ed estetico, con azzeramento del consumo di vivo suolo, e massimo rispetto del paesaggio e degli edifici e centri storici. Si pensi alle enormi superfici dei capannoni industriali, di scuole, altri istituti, ospedali, caserme, uffici pubblici, condomini, civili abitazioni di epoca recente, parcheggi coperti, stazioni, ecc. In tal modo si permette ai cittadini, che istallando i pannelli sui tetti di loro proprietà, autonomia energetica e salvaguardia diretta dell’ambiente. Ne conseguono immediati sgravi in bolletta, senza più alcuna speculazione ai loro danni e ai danni delle casse dello Stato intero!

E’ necessaria, anche e soprattutto, la definitiva CONDANNA dell’industria dell’energia eolica, CONTROPRODUCENTE ALLA SOSTANZIALE CARATTERISTICA DEL NOSTRO PAESE, DEFINITO “IL GIARDINO D’EUROPA” ED OGGI, IN MOLTE PARTI, DEFINITIVAMENTE SFREGIATO E SFIGURATO DA QUESTI ENORMI MOSTRI ROTANTI, PER LA MAGGIOR PARTE, IMPRODUTTIVI. E’ evidente che il nostro paese non è caratterizzato, in larga parte, da quella qualità di vento utile a produrre energia con questo tipo di tecnologia, oramai vetusta, e con un rapporto costi-benefici ambientali che è evidentemente TROPPO SBILANCIATO, E QUINDI DANNOSISSIMO.

Si inizi, finalmente, a regalare agli italiani, il sogno di nuova ecologia che li anima con una politica energetica dei piccoli passi e dei piccoli impianti, autorizzati SOLO PER L’AUTOPRODUZIONE ENERGETICA.

La Ringraziamo enormemente per la sua attenzione e per il suo impegno in merito per salvare, con l’economia di questo nostro Paese, forse per la prima volta nella sua storia, anche il paesaggio e la natura, che questi impianti falso-ecologisti, e dalle false e artatamente gonfiate ricadute occupazionali, di eolico e fotovoltaico industriali, distruggono ignominiosamente!

  • Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi
  • Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio, della Salute e dei Diritti del Cittadino
  • Rete di Salvaguardia del Territorio
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