Arriva la recessione? Basta con le rinnovabili industriali.

Arriva la recessione economica? È tempo di eliminare l’enorme spreco di risorse rappresentato dai certificati verdi e dagli incentivi alle energie rinnovabili industriali.

Le energie rinnovabili sono benefiche per l’ambiente se sono utilizzate per promuovere l’autoconsumo di energia, l’efficienza ed il risparmio energetico. Il cittadino che monta sul proprio tetto pannelli solari termici e fotovoltaici, che coibenta la propria abitazione e riduce gli sprechi energetici deve essere incentivato. Allo stesso modo devono essere incentivati gli artigiani e le aziende che vogliono fare lo stesso nei propri luoghi di lavoro.

In Italia invece si incentivano, con costi enormi per la collettività, le energie rinnovabili industriali: enormi ed impattanti impianti eolici ed estesissimi impianti fotovoltaici a terra che rubano spazio all’agricoltura e alla natura. Si distrugge l’ambiente nel nome dell’ambiente. Si toglie ai poveri per dare ai ricchi. Gli speculatori hanno trovato la manna sotto forma di incentivi e possono fare enormi guadagni che tutti noi dobbiamo pagare con gli aumenti della bolletta della luce.

Le energie rinnovabili non devono essere usate per distruggere il territorio italiano e per far arricchire i già troppo ricchi.

Prima che l’intero sistema crolli e travolga i cittadini onesti bisogna immediatamente eliminare i certificati verdi e gli incentivi a eolico e fotovoltaico a terra. Incentiviamo i cittadini, non gli speculatori.

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2 thoughts on “Arriva la recessione? Basta con le rinnovabili industriali.

  1. Secondo una recente notizia Ansa, con una crescita del 230% in sei mesi, l’Emilia-Romagna si conferma anche nel primo semestre 2011 come una delle locomotive del fotovoltaico italiano. Gaetano Buglisi, nel suo sito, aggiunge inoltre: “Sono dati che confermano la dinamicità del settore. La Puglia si conferma eccellenza nel Sud, che tiene testa alle regioni del Nord Italia”. Mi sembrano dati decisamente positivi, no?!

  2. Non mi sembra che sia positiva la notizia di milioni di ettari di terreno agricolo usati, non per produrre beni alimentari, ma per produrre energia che avvantaggia grandi gruppi economici.
    Poi andiamo a comprare i pomodori in Cina!

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