Sepino 10/09/2011 – Resoconto del Convegno

Resoconto del convegno tenutosi a Sepino redatto da Nadia Bartoli

Dopo aver ammirato le bellezze naturali, i luoghi immersi nel verde dove lo sguardo si perde tra ampie vallate e distese di boschi, si arriva a Sepino, paese adagiato sopra un colle alle pendici dei monti del Matese. Natura incontaminata, non toccata dalla cementificazione ma a rischio scempio a causa dell’eolico industriale.

L’evento organizzato da giorni in loco in modo encomiabile dall’Avv. Gianluigi Ciamarra (membro CNP e amministratore Comitato nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi) con il Dr. Oreste Rutigliano (Consigliere Nazionale di Italia Nostra Nazionale e Presidente CNP), si è svolto in modo eccellente e interessante con la partecipazione massiccia di rappresentanti di importanti Comitati e Associazioni sia locali che provenienti da altre Regioni.

Alle ore 9,30 ci siamo incontrati nella Piazza principale “Nerazio Prisco” con attigua una bellissima scalinata che porta alla chiesa di Santa Cristina, motivo per il quale questo paese è gemellato a Bolsena. Proprio qui ci attendeva il Corteo Storico in costume sannitico.

Alcuni partecipanti mostravano un cartello indicante il sito della propria zona di provenienza dove già esiste o dovrà essere installato un impianto eolico, nel frattempo una TV locale ha iniziato le riprese chiedendo notizie e riprendendo la scena.

Sono stati immortalati questi bei momenti alla presenza del Sindaco Filomena Zeoli.

Abbiamo raggiunto la sala Conferenze dove il Sindaco ha effettuato il simbolico taglio del nastro ed è avvenuta la consegna della pergamena che sarà portata a Roma per l’incontro con i rappresentanti del Governo. Nella Sala erano presenti almeno sessanta persone, molte di queste hanno parlato delle loro esperienze sia a livello personale che associativo.

Il saluto di benvenuto del Sindaco di Sepino Filomena Zeoli: “quello odierno è un incontro fondamentale,  necessario, dovuto. Davvero significativo il fatto che sia stato fatto a Sepino, perché la battaglia contro eolico selvaggio comincia qui circa dieci anni fa”. E’ importante valorizzare questo territorio, importante che chiunque si renda conto della bellezza della Valle del Tammaro e del sito archeologico di Altilia. Urge una raccolta fondi per l’ultima battaglia legale, necessita un contributo da parte di tutti per difendere il paesaggio e il territorio.

Il Dr. Oreste Rutigliano  ha illustrato l’impianto eolico che andrebbe a deturpare Sepino con l’installazione di 16  torri eoliche alte 136 metri che incomberanno sull’area archeologica proprio nel punto in cui la vallata si apre in tutta la sua bellezza naturale e incontaminata.

La battaglia deve continuare nonostante la sentenza negativa del Consiglio di Stato, è necessario il contributo personale di ciascuno – basterebbe pochissimo se ogni abitante contribuisse alla difesa del proprio territorio.

Intervengono:

Gianluigi Ciamarra (CNP e Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico), Molise.
Le vigenti leggi in materia di energia da fonti rinnovabili prevedono che il Ministero delle Attività Produttive, d’intesa con il Ministero dell’Ambiente e con la Conferenza permanente tra Stato e regioni,  emani i decreti con i quali definire la ripartizione fra regioni – tenuto conto dei potenziali regionali – della quota minima di incremento dell’energia prodotta con fonti rinnovabili per il raggiungimento dell’obiettivo del 17% del consumo interno lordo entro il 2020 (cosiddetto Burden scharing).

La mancata emanazione di tali decreti nel corso degli anni passati ha fatto sì che in alcune regioni la quota del 17% è stata già abbondantemente superata, mentre in altre tale quota è ancora lontana dal suo raggiungimento. Ciò crea uno squilibrio tra regioni e regioni, certamente a danno di quelle che, o per estensione territoriale o perché non idonee alla installazione di impianti eolici di tipo industriale (es. Molise, per gran parte rurale caratterizzato da aree rurali), si vedono, così, notevolmente penalizzate.

I decreti in questione, se emanati, potrebbero giustificare una moratoria (almeno limitatamente agli impianti eolici industriali e fotovoltaici a terra, che deturpano pesantemente il paesaggio e l’ambiente) da parte di quelle regioni che hanno già superato la soglia del 17% con riferimento al rapporto percentuale tra produzione energetica da fonti rinnovabili ed il consumo interno lordo (tale rapporto, nel Molise – per rimanere all’esempio fatto – è del 48%).

Emilio Izzo (UIL Beni Culturali), Isernia, Molise.
Sottolinea l’assenza dei rappresentanti politici della zona di qualsiasi schieramento, “Oggi c’era da inaugurare una nuova stagione per il paesaggio e non sono presenti”.

Riguardo all’eolico, così come è stato realizzato in questa nostra realtà, l’Italia del centro sud, il ministro per i beni delle attività culturali e per l’ambiente potevano fare molto di più, ma ciò non è avvenuto. Quello che sta accadendo con l’eolico e il fotovoltaico credo sia paragonabile al rogo dei libri avvenuto nel Medioevo. È la stessa cosa. Una cosa inaudita, inaudita come la centrale eolica prevista a Sepino.

Antonio Colucci, Ripabottoni (CB), Molise.
Antonio è un agricoltore molisano e racconta l’esperienza drammatica della sua famiglia costretta a convivere con una pala eolica, posta a soli 200 mt. dall’abitazione, il cui rumore provoca a tutti stress e mal di testa. Afferma: “le leggi tutelano tutto, beni archeologici, uccelli, ecc. ma le persone non le difende nessuno. Nonostante i tentativi legali, nulla viene riconosciuto, hanno deciso di farci morire.  A me e alla mia famiglia”

Nadia Bartoli  (Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi).
Racconta che questo Comitato è nato da un moto di ribellione personale per un sopruso subito a causa dell’installazione di un impianto fotovoltaico accanto alla propria abitazione e per il quale ha dovuto fare battaglie legali e opere per tutelare la propria proprietà.

“Non siamo contro le energie alternative ma contestiamo quelle installate in modo selvaggio, la nostra non è più una battaglia personale, ma diventa una battaglia di principio per difendere tutta l’Italia e il paesaggio nazionale. Ci sono Leggi sull’impatto ambientale che dovrebbero tutelare la qualità della vita e la salute delle persone, ma non vengono rispettate e chi ha dovuto subire maggiormente questi scempi sono le case sparse e gli agriturismi con danno ai singoli ed al turismo locale, una delle maggiori  risorse  del nostro Bel Paese. Il paesaggio è di tutti e deve essere tutelato”.

Un ringraziamento, poi, a tutti coloro che hanno partecipato e agli amministratori che pur non essendo presenti hanno collaborato alla riuscita dell’evento.

Emanuele Troisi (Insegnante), Benevento, Campania.
Incentra il discorso sull’importanza di sensibilizzare le scuole alla conoscenza di una realtà non distorta sulle energie rinnovabili.

Vitantonio Iacoviello, Lavello (PZ), Basilicata.
Parla di due anni di battaglia contro un impianto eolico che dovrebbe essere installato nella sua zona. “Mi sento isolato e sono stati fatti emendamenti sempre più peggiorativi. Dobbiamo stare attenti, i progetti sono pieni di falsità”. Spesso le abitazioni civili vicine agli impianti non risultano, La sua abitazione era stata definita “edificio senza finestre”.

Cristiano Salerno, Capaci, Sicilia.
Afferma che vi sono problemi più al sud che al nord. Si devono fare comunicati stampa che arrivino alle amministrazioni.

Dr. Fabio Tinelli (Italia Nostra Toscana e amministratore del sito viadalvento.org)
In Toscana vi sono stati grandi problemi a partire dal 2005 ma si sono formati subito comitati di cittadini che si sono battuti contro l’eolico. L’attenzione si è così spostata sulla geotermia che rappresenta il 30% di energia in Toscana. Da due anni non vengono più installate pale eoliche.
Si deve intervenire su imprese ed enti locali; i comuni hanno contatti troppo stretti con le imprese, bisogna fare esposti alla Corte dei Conti, questi sono molto efficaci perché le amministrazioni locali non hanno mai le carte in regola.

Enzo Cripezzi (Lipu Nazionale)
Sì a uno sviluppo che vuole sostenere la difesa del territorio. Basta all’eolico perché già troppo, ci sono già 6000 megawatt in esercizio. Eolico e fotovoltaico vanno contro gli interessi collettivi. Pretendere che il Ministro emani i decreti per le regioni che hanno superato la soglia del 20% produzione di energia rinnovabile.

De Pascalis  Giovanni  (Italia Nostra e Save Salento), Puglia
Ci informa che “Elisabetta Zamparutti (deputato del PD e membro di Radicali Italiani) sostiene la nostra lotta” e che l’associazione “Save Salento”, nata per di promuovere la tutela dell’ambiente nel Salento, attualmente sta lottando per salvare dall’eolico  la Collina dei fanciulli e delle ninfe a Giuggianello (Lecce).

Infine ribadisce che “Altri sistemi per produrre energia hanno una resa molto superiore rispetto all’eolico”.

Michele Petraroia  (Segretario CGIL e Consigliere regionale), Molise
Bisogna fare le battaglie contro l’eolico, manifestazioni anche a livello nazionale, unire le forze di chi vuole bene al Paese.

Stefano Allavena (Ass. Altura,  per la tutela dei rapaci), Abruzzo
A nome della propria associazione dichiara la propria contrarietà rispetto al fotovoltaico a terra perché consuma il territori.e all’eolico, a causa delle enormi infrastrutture che provocano l’estinzione di diverse specie di uccelli rapaci.

Iannantuono Mario (Presidente Italia Nostra Campobasso), Molise
In accordo con il Dr. Oreste Ritigliano si decide di elaborare la “ Carta Saepinum“  sul tema  “ENERGIE RINNOVABILI INDUSTRIALI, UOMO E PAESAGGIO”. La stessa verrà presentata in una prossima conferenza stampa.

Dr. Colantuoni Giuseppe, (Coldiretti Molise)
“Spesso veniamo tacciati di essere sempre contro come Coldiretti, vogliamo dire un grandissimo sì ad un progetto socio-economico di difesa ambientale, ad uno  sviluppo economico agricolo; un sì per un sistema che sia sostenibile. Riguardo all’eolico: “è una situazione dal punto di vista geologico molto preoccupante,  modifica l’azione di drenaggio del terreno, si viene espropriati della propria vita.”

Nicola Faenza ( OML , Presidente Osservatorio Molisano Legalità), Campobasso, Molise
Ha stilato un comunicato stampa da divulgare.

Oreste Caroppo  (ForumAmbiente Salute e Comitato Nazionale)
Difficile raccontare con le parole l’intervento di Oreste Caroppo, tanta è stata la preparazione, la bravura e la passione con cui ha esposto i vari argomenti. Questo quindi è solo un riassunto molto approssimativo, nel sito sono comunque disponibili i video con l’intervento integrale.

Descrive l’invasione dell’eolico selvaggio e del fotovoltaico a terra in Puglia.

Colle dei fanciulli e delle ninfe, un parco eolico devasterà la costa di Otranto, il colle è vincolato ma i progetti sono antecedenti.

Questi impianti non hanno un benefico risvolto occupazionale anzi si osservano situazioni di vero e proprio schiavismo con lavoratori stranieri che si sono ribellati.

La Mafia si è istituzionalizzata. Il clan delle rinnovabili si serve di tutti i mezzi di comunicazione per presentare una realtà distorta, proprio come viene fatto nei regimi totalitari: rischio di fascismo ecologico.

Strategie subdole, sindaci e amministratori corrotti. Dobbiamo tirarci fuori l’Italia tutta.

Il Festival delle energie rinnovabili in Puglia si è spostato on Toscana, mettiamo in guardia questa regione perché lì forse hanno trovato terreno fertile.

E’ terrorismo, come combatterlo? Rivalorizzare il concetto di paesaggio, ricostruire l’Italia andando a Roma, sotto il Palazzo del Quirinale e chiedere taglio degli incentivi e moratoria.

A terminare la giornata, la visita all’area archeologica Saepinum accompagnati dall’Arch. Franco Valente che ha raccontato la storia di questa meravigliosa città romana facendola rivivere in tutto il suo fascino. E proprio scoprendo tutta la vallata, nella bellezza atavica di un verde incontaminato “sembravano apparire come spettri le torri eoliche” che dovrebbero essere installate, uno sfregio alla natura e allo sguardo di chi sta ammirando l’incanto di un sito archeologico di così rara importanza storica.

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