Delirio fotovoltaico a Colleferro

Oreste Rutigliano ci ha invviato alcune foto di un impianto fotovoltaico di circa un Km quadrato, con recinzione e vigilantes e di proprietà di una società tedesca.

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Comunicato stampa: NO al condono sulle rinnovabili, SI alla moratoria su eolico e fotovoltaico industriali

SI, alla proposta di moratoria di Confindustria per gli impianti rinnovabili industriali.

NO, a qualsiasi ipotesi di condonoin materia di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili.

Si alla moratoria richiesta dal Tavolo della Domanda di Confindustria: il sistema attuale di iper-incentivazione garantisce rendite ingiustificate che nulla hanno a che vedere con competitività e sviluppo.

Nessun condono per gli impianti industriali di eolico e fotovoltaico viziati da illegalità. Non deve essere ammesso nessun tipo di condono, anzi, siano smantellati, i siti bonificati e la natura ripristinata!

Sosteniamo convintamente la proposta di moratoria di Confindustria.
È necessaria un’immediata moratoria nella costruzione di grandi impianti fotovoltaici ed eolici industriali.
L’attuale sistema di iper-incentivazione non promuove efficienza e sviluppo ma solo eccessive ed ingiustificate rendite che nulla hanno a che vedere con una sana e ordinata crescita economica ed industriale. Invece si alimentano connivenze o sudditanze che sono sotto gli occhi di tutti.
È altresì molto grave che il vigente sistema di incentivazione consenta e spinga i portatori di interessi puramente speculativi a devastare e distruggere l’ambiente, i territori, la natura e i paesaggi che tanta importanza hanno per un settore chiave dell’economia Italiana come il turismo.

Ci opponiamo con forza alla ventilata proposta di approvare un “Condono in materia di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili”.
Al contrario chiediamo che si estendano a tappeto i controlli su tutti i progetti di eolico e fotovoltaico industriali, volti cioè alla vendita dell’energia prodotta e non per mero autoconsumo, realizzati nei campi, o in mare, o ancora in cantiere, o solo ancora in iter autorizzativo, e si rivedano anche quegli impianti, alcuni anche di parecchi ettari, su cui la fallace giustizia amministrativa, a livello di TAR o di Consiglio di Stato, con sconcertanti sentenze, ha posto un velo di fuorviante legittimità, basata sulla correttezza di procedimenti amministrativi, redatti per altro spesso da un sistema amministrativo locale forse corrotto o comunque compiacente e/o superficiale, e pertanto apparentemente in regola, ma solo sulla carta, nel chiuso degli uffici, ma non nella realtà; un velo sui veri reati penali e contro il paesaggio e l’ambiente, e non solo, perpetrati invece sin ad oggi impunemente!

Chiediamo ora con massima urgenza gli smantellamenti di tutti gli impianti fotovoltaici ed eolici illegali sequestrati!

SOLO L’IDEA DI UN VOLGARE CONDONO ci indignerebbe come cittadini di uno Stato che voglia ancora dirsi uno STATO di DIRITTO !!!

16 ottobre 2011

Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi
ALTURA
CNP – Comitato Nazionale del Paesaggio – Sezione del Molise
– Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino con sede a Maglie – apartitico organismo di coordinamento di comitati e associazioni culturali ed ambientaliste del Salento

– Forum Ambiente e Salute del Grande Salento (province di Lecce, Brindisi e Taranto)
– Italia Nostra Crotone
Italia Nostra Firenze
– Italia Nostra Grosseto
– Italia Nostra Valdichiana
talia Nostra Siena
LIPU Abruzzo
– LIPU Puglia
– Rete della Resistenza sui Crinali
– Rete di Salvaguardia del Territorio
– Società Internazionale di Biourbanistica

Eolico: ecco quel che accade a Piansano (la trasformazione industriale di una terra)

Piansano (Viterbo) – L’area d’impianto è la caldera del Lago di Bolsena, già Geoparco, d’importanza vitale quale specchio d’acqua potabile per le rotte migratorie, e candidato Unesco. La strategia per il montaggio dei primi pali è volta ad evitare le zone di maggior impatto visivo, il primo montaggio sta avvenendo in una zona “nascosta”, lontana dal Lago di Bolsena e dal paese di Piansano. Sullo sfondo delle foto si vede chiaramente Montefiascone.
di Elena Hagi

Eliche per una pala, navicella ed argano

Eliche ed argano (quest’ultimo è arrivato dalla Sardegna)

Sezione del raccordo di un’elica alla navicella

Arrivo dei pali 09 ottobre 2011

Sottostazione di trasporto e trasformazione dell’energia

Una torre, da Tuscania sembrerà di toccarla...

Sezione di un palo (Vestas)

Una delle prime tre torri

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La Regione boccia i giganti del vento

Le raeazioni del sindaco-pastore di Badia Tedalda alla notizia che il Regione Toscana ha bocciato la mega centrale eolica di Poggio tre Vescovi

La Regione boccia i giganti del vento
11 ottobre 2011 —   pagina 1   sezione: FIRENZE

FABRIZIO Giovannini dice che non importa, perché «io ho le mie 100 chianine e di quelle campo». Delle royalties promesse dal business del vento che già pregustava lassù dai pascoli dell’ Appennino ora il sindaco-pastore è convinto di poter fare a meno. «Mica m’ avrebbero cambiato la vita i 40 o 50 mila euro delle macchine». Le macchine, come le chiama il primo cittadino di Badia Tedalda, eletto a governare il Comune aretino con il sigillo del Pdl, sono le 36 pale eoliche che la Geo Italia srl avrebbe voluto installarea cavallo fra Toscanae Emilia Romagna.

IL PROGETTO per il parco eolico più grande del centro Italia subisce una brusca frenata. Dopo mesi di attesa, ieri il piano è stato bocciato in conferenza dei servizi. Quei 36 aerogeneratori alti 180 metri – un’ altezza finora mai raggiunta dall’ eolico nel nostro Paese- avrebbero prodotto un impatto devastante su uno dei paesaggi più delicati e affascinanti della penisola. Così si sono espressi il ministero dei Beni culturali guidato da Galan, le Regioni Toscana ed Emilia, 5 soprintendenze ai beni paesaggistici, 2 ai beni archeologici, la province di Arezzo e il Comune di Sestino, oltre alle Marche, interessate soprattutto all’impatto visivo dell’ opera. Continua a leggere

Della rivincita di Piero della Francesca e dell’articolo di Mario Pirani

Gli uffici VIA delle Regioni Toscana ed Emilia Romagna hanno dato una valutazione di impatto ambientale negativa per l’impianto eolico di Poggio Tre Vescovi, la decisione finale spetta al Consiglio dei Ministri. Il paesaggio di Piero della Francesca per ora è salvo!

Lunedì 10 Ottobre su Repubblica era uscito il seguente articolo a firma Mario Piarani.

Piero della Francesca a strisce rosse nel vento
Repubblica, 10 ottobre 2011 —   pagina 39   sezione: Commenti

Sullo sfondo dello splendido dittico di Federico da Montefeltro e della moglie, Battista Sforza, di Piero della Francesca, visibile agli Uffizi, si delinea il dolce paesaggio collinare che dalle Marche declina verso l’Adriatico.

Uno dei tanti luoghi incantati della penisola che ogni italiano dovrebbe salvaguardare come cosa propria e ineguagliabile bene collettivo. Per amara esperienza sappiamo che così non è.

Neanche in questo caso, come prova con icastica ironia un manifesto illustrato di Italia Nostra che riproduce quel paesaggio nel prossimo futuro, sconciato dall’offensivo profilo del più grande impianto eolico mai realizzato.

Si tratta, in questo caso, di ben 36 torri di 180 metri, un’altezza finora mai vista, dislocate a cavallo di due Regioni, la Toscana e l’Emilia Romagna, con impatti diretti anche sulle Marche. Prende il nome dalla località Poggio Tre Vescovi,e si estende attraverso i comuni di Verghereto (Forlì, Cesena), Casteldelci (Rimini) e Badia Tedalda (Arezzo). Siamo in un crocevia interessantissimo dal punto di vista paesaggistico e culturale, dove le antiche strade di cui si conservano i resti furono percorse dagli eserciti di Annibale verso Roma, utilizzate in seguito dai “Romei” che negli anni giubiliari si recavano ad Assisi ed unisconoa tutt’oggi borghi storici di grande pregio, fortificazioni e resti dell’incastellamento medievale. Sono le terre dei duchi di Urbino, di Cesare Borgia, di Lorenzo il Magnifico. Continua a leggere

Italia Nostra ribadisce la propria opposizione all’Impianto eolico industriale di Poggio Tre Vescovi

Il Consiglio Regionale Toscano di Italia Nostra, nella sua seduta di lunedì 12 settembre, ha preso in esame il problema dell’energia eolica, con particolare riguardo all’Impianto Eolico “Poggio Tre Vescovi” che dovrebbe sorgere nei comuni di Badia Tedalda (AR) Casteldelci (Rn) Verghereto (FC), un Impianto che coinvolge territori della Toscana e dell’Emilia Romagna, per il quale la Sezione di Italia Nostra di Sestino ha espresso il proprio parere favorevole.

Una serie di disguidi ha impedito di chiarire tempestivamente la posizione di Italia Nostra: il Direttivo Nazionale ha più volte espresso dubbi e preoccupazioni a proposito dell’eolico e del suo impatto sul paesaggio e della sua convenienza economica.

Il Consiglio Regionale Toscano di Italia Nostra condivide e conferma questa posizione.
Su organi di stampa è apparsa la notizia che Italia Nostra/Toscana abbia approvato il Progetto Eolico di Sestino: si tratta di una informazione inesatta, della cui inesattezza il Presidente della sezione di Sestino conviene, che il Consiglio Regionale Toscano smentisce recisamente.

Il Presidente
ing. Antonio Dalle Mura

Allegati

  1. Posizione Italia Nostra Emilia-Romagna su Poggio Tre Vescovi
  2. Osservazioni imp.Poggio Tre Vescovi Italia Nostra Toscana
  3. Lettera accompagnamento oss. I.N. Toscana su Sestino

Diario di un anno vissuto accanto ad un impianto industriale eolico

DIARIO DI UN ANNO VISSUTO ACCANTO AD UN IMPIANTO INDUSTRIALE EOLICO: EFFETTI SULLA SALUTE E SUL BENESSERE.
Un estratto dal diario di una persona che per un anno ha cercato di vivere nei pressi di un impianto industriale eolico.

Copiato dal diario originale.
Ci siamo trasferiti a Murci (in Toscana) nell’ottobre 2006. Non eravamo informati che sarebbe stata costruita una centrale eolica di tali dimensioni.

“Parco eolico di Scansano” – Le prove dell’impianto sono partite all’inizio del novembre 2006.
Da casa nostra possiamo vedere 5 aerogeneratori dal versante della collina visibile da casa nostra e la cima delle eliche delle altre cinque sull’altro versante.

Non abbiamo tenuto un diario per gli ultimi mesi del 2006 perché pensavamo che il rumore emesso dagli aerogeneratori (121 metri di altezza, pale incluse) sarebbe stato eliminato durante i test.
Questo non è successo , anzi il rumore sembra essere aumentato.
(………..)
Il rumore:
Il 4 e il 5 si è sentito all’interno della casa con le tapparelle chiuse
Il 6 e il 7 come essere in aeroporto ( sono cresciuta vicino a Heathrow, un aeroporto di Londra, e so di cosa sto parlando)
Il 10: ronzio metallico
11 febbraio: ronzio metallico con una forte agitazione fisica e mentale
12 febbraio: aeroporto
14 febbraio ronzio metallico (agitazione, alle 10:30), basso rumore come un aeroporto udito all’interno della casa con le tapparelle chiuse
15 e 17 febbraio: ronzio metallico (anche con le turbine ferma dal nostro versante)
18 febbraio: aeroporto
21, 22 (1 aerogeneratore), 23, 24 ronzio metallico
25 febbraio: pioggia dalle 6:30 alle 7:00 rumore orribilmente alto
Siamo andati in vacanza dal 35 febbraio al 14 marzo: da quanto ho scritto mi posso ricordare come mi sono sentita sollevata di andarmene.
(………..)
Mi sono svegliata ancora diverse volte durante la notte, depressa, nervosa e agitata tutto il giorno, anche se le pale non si muovevano. Leggero lamento metallico tutto il giorno
Il diario parla da solo. Rileggendo quanto è accaduto nel corso dell’anno suona come un incubo ed è stato così effettivamente. Non riesco a pensare all’idea che qualcuno da qualche parte abbia fatto un mucchio di soldi praticamente sfrattandoci da casa nostra. Ma è una cosa che avviene in ogni momento in tutto il mondo…

Questa odissea ha occupato le nostre vite per un intero anno e ora ne stiamo subendo le
conseguenze finanziarie. Lo sforzo di ricerca e per documentare tutto ci ha richiesto anche l’energia necessaria per integrarci nella comunità e cercare un lavoro. Uno dei motivi per cui ho lasciato il mio lavoro in un albergo è stato che ero stanca e non riuscivo a rilassarmi e riprendermi a casa.
Qualsiasi sarà il risultato ora siamo costretti ad andarcene per cercare un lavoro perché in questo posto è impossibile concentrarsi.

Più persone sono a conoscenza di questo diario, meglio è.

>> Leggi tutto il Diario e diffondilo (documento PDF)