Eolico: ecco quel che accade a Piansano (la trasformazione industriale di una terra)

Piansano (Viterbo) – L’area d’impianto è la caldera del Lago di Bolsena, già Geoparco, d’importanza vitale quale specchio d’acqua potabile per le rotte migratorie, e candidato Unesco. La strategia per il montaggio dei primi pali è volta ad evitare le zone di maggior impatto visivo, il primo montaggio sta avvenendo in una zona “nascosta”, lontana dal Lago di Bolsena e dal paese di Piansano. Sullo sfondo delle foto si vede chiaramente Montefiascone.
di Elena Hagi

Eliche per una pala, navicella ed argano

Eliche ed argano (quest’ultimo è arrivato dalla Sardegna)

Sezione del raccordo di un’elica alla navicella

Arrivo dei pali 09 ottobre 2011

Sottostazione di trasporto e trasformazione dell’energia

Una torre, da Tuscania sembrerà di toccarla...

Sezione di un palo (Vestas)

Una delle prime tre torri

Dopo la lunga sosta del periodo estivo, i più credono ad una strategia per evitare una ricaduta negativa a livello turistico e mediatico, i lavori all’industria di produzione energetica da eolico di Piansano ripartono con uno slancio sorprendente.

Si lavora di notte, per lo più. Le lunghe processioni con mezzi ultrapesanti si muovono lente lungo le statali e poi si inerpicano faticosamente nei reticolati di sterrato. Le carreggiate nuove vengono continuamente allargate a danno di alberi centenari che costeggiavano i reticolati originari, e si notano comunque i segni delle strisciate delle carrozzerie dei camion lungo i costoni scavati nella terra, segno evidente di errori grossolani nella fase progettuale. I mezzi per issare questi mostri eolici alti 130 metri arrivano dalla Puglia e dalla Sardegna, la manodopera è esigua ma ci si sorprende di continuo nel vedere sempre più velocemente assemblati i pezzi del fusto, entro breve si potranno vedere le prime tre torri del tutto ultimate.

Da Montefiascone e perfino da Tuscania sembrerà di toccarle e, quando anche quelle poste più direttamente vista lago saranno montate, tutta la Tuscia viterbese non sarà più immune dall’impatto paesaggistico.

Nel tempo abbiamo pubblicato diversi articoli a carattere scientifico sull’impatto sulla salute umana ed animale e sulla compromissione degli habitat naturali, con ripercussioni tangibili a breve e lungo termine su un’area di territorio di diverse centinaia di chilometri. Da Montefiascone sono ben visibili perfino le pale eoliche di Scansano, di misura e numero minore rispetto alla selva di pale che si sta realizzando nella caldera del Lago di Bolsena. Il contributo alla produzione energetica dell’eolico in Italia è assolutamente risibile e come contraltare c’è un sacrificio territoriale enorme. I dati ufficiali sono disponibili sul sito ufficiale del GSE, l’unica vera forza trainante delle rinnovabili è l’idroelettrico, nulla di nuovo quindi sotto il sole. Abbiamo immolato migliaia di ettari al fotovoltaico ed all’eolico, in aree di pregio agricolo-naturalistico e paesaggistico per la miseria dell’11% di produzione sul fabbisogno nazionale. La stessa percentuale oltre ad essere raggiungibile è anche superabile con una politica di risparmio energetico ed efficenza degli edifici e soprattutto della Rete Elettrica Nazionale, che invece di essere continuamente ampliata ha vitale urgenza di ammodernamento e manutenzione.

L’impatto sul comparto del turismo agricolo ed alberghiero si potrà verificare già dai mesi primaverili e tutti coloro che vivono ed investono nel turismo dovranno fare i conti con questo nuovo aspetto dominante del paesaggio.Per ora un piccolo microturismo locale si sta sviluppando in una lunga e continuata via crucis della popolazione di Piansano, che ancora non si capacita di ciò che sta accadendo alle sue campagne, ad appena un chilometro dall’abitato. Resta poi la scure pendente del nuovo impianto di Cellere-Canino che, se approvato, ridurrebbe Piansano in una gabbia di pale eoliche.

L’iter autorizzativo del 2008 di questo impianto, e di conseguenza anche l’accordo sottoscritto dalla Provincia di Viterbo, in seduta segreta, hanno avallato, tra mille omissioni ed abusi, un sito industriale di produzione di energia in un luogo che non doveva essere compromesso e vincolato per 25 anni, senza alcuna possibilità di ripristino ante-operam, ad una tecnologia altamente impattante. Il Lago di Bolsena è un luogo di transito e meta di migrazioni da millenni, habitat ideale per uomini ed animali, ricco di storia ed opere d’arte, la più importante ed universalmente conosciuta ed amata è il paesaggio.

Questo mondo è in via d’estinzione

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5 thoughts on “Eolico: ecco quel che accade a Piansano (la trasformazione industriale di una terra)

  1. Io le ho viste, da lontano e da vicino. Non mi dispiace l’accostamento di case vecchie con queste torri che hanno un non so che di fantascientifico, è qualcosa che comunque rimane piacevole a vedersi. Non danno una sensazione di paura e opprimenza come farebbe una centrale elettrica. Devo dire que questo sistema non va giù agli ambientalisti, ma vorrei anche chiedergli cosa preferirebbero per produrre l’energia elettrice che anch’essi adoperano, forse le centrali nucleari, forse le centrali idroelettriche che imbrigliano i fiumi e i laghi, cosa? Ah dimenticavo, a parte il fatto che non fanno nessun rumore e non inquinano nemmeno, ma avete visto quanto sono brutti invece i campi dove hanno installato i pannelli fotovoltaici?

  2. Pingback: News dal mondo speculativo « Colline in fiore

  3. Ipocrisia? Provate ad installare 20 o 30 pale eoliche sulle belle colline della Val d’Elsa, sulle pendici del Sassolungo o delle Torri del Vajolet, o anche dietro alla Certosa di Parma. Vedete se ve lo fanno fare.. Qua ipocrita è qualcun’altro che ha venduto la propria ricchezza (ed anche quella degli altri) per un piatto di lenticchie. E il tutto all’oscuro, il che dimostra poca chiarezza e forse qualcos’altro. E poi gli ipocriti sono gli ambientalisti

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