GOVERNO MONTI: “AZZERI INCENTIVI PER EOLICO E FOTOVOLTAICO INDUSTRIALI PER SALVARE L’ AMBIENTE E LE CASSE DELLO STATO!” Appello dai veri ambientalisti d’Italia al nuovo governo.

Lettera aperta al nuovo Governo Monti strutturata in due parti; premesse di denuncia dell’emergenza Green Economy Industriale, quindi un elenco delle forti importanti richieste per uscire da questa crisi, che è anche e fortemente una “ECO-CRISI DEL MALAFFARE FALSO-GREEN”!

COMITATO NAZIONALE CONTRO FOTOVOLTAICO
ED EOLICO NELLE AREE VERDI
(e più in generale naturali)
Un vasto comitato di coordinamento nazionale che annovera svariate realtà associative nazionali, comitati locali, e cittadini italiani ed europei, impegnato ed unito dall’ impegno per la tutela dell’ ambiente e del paesaggio d’Italia, contro ogni fattore di inquinamento chimico-fisico, come anche di degrado paesaggistico, in nome di una vera Ecologia con la “E” maiuscola e non strumentalizzata alla mercé di qualcuno come è purtroppo sin ora, esecrabilmente, avvenuto!

Un comitato apartitico o politicamente pan-partitico assolutamente trasversale e aperto alla collaborazione più estesa di tutti al perseguimento dei suoi obiettivi etico-ambientalisti fondanti.

DOCUMENTO DEL “COMITATO NAZIONALE CONTRO FOTOVOLTAICO ED EOLICO NELLE AREE VERDI” PER I RAPPRESENTANTI DELLE ISTITUZIONI DELLA REPUBBLICA ITALIANA

 Alla prioritaria attenzione del Presidente Mario Monti
e dei Ministri del suo Governo

 con il Massimo Vivo Augurio di buon lavoro per il bene del nostro Paese che nel paesaggio ha la possibilità di concretizzarsi e divenire visibile e tangibile

 Vale come lettera aperta e comunicato stampa delle ragioni del comitato e delle istanze d’emergenza richieste e denunciate, e che sono state oggetto della conferenza stampa a Palazzo Montecitorio a Roma la mattina del 12 nov. 2011, dove una delegazione del Comitato Nazionale è stata ricevuta dall’ Onorevole Elisabetta Zamparutti della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, in prima linea nella difesa del paesaggio e della legalità.

Emergenza ambientale e di legalità da “Green Economy Industriale!”

Video integrale della Conferenza a Palazzo Montecitorio il 12 nov. 2011

http://www.radioradicale.it/scheda/339592/emergenza-ambientale-e-di-legalita-da-green-economy-industriale

Istanze alla base anche del connesso sit-in davanti al Palazzo della Camera nella mattina del 12 nov. scorso, che si è spostato nel pomeriggio davanti alle sedi RAI per sensibilizzare giornalisti e dirigenti della tv nazionale sulla necessità vitale per l’ Italia di focalizzare le indagini e l’attenzione del servizio pubblico su quella che è la più grande e devastante insostenibile speculazione della storia d’Europa, quella delle Green Economy Industriale di eolico e fotovoltaico!

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 Emergenza ambientale e di legalità da “Green Economy Industriale”!

Emergenza così grave da costituire in alcune aree del paese, soprattutto al sud, ma non solo, una grave “emergenza erosione-dileguamento dello Stato

 Denuncia del grave “stato di calamità artificiale” in cui versa il nostro paese a seguito dell’ imperversare in esso da alcuni mesi ed anni di una degenerata e degenerante, devastante e speculativa “Green Economy Industriale”, che più nulla ha, se mai lo ha avuto, di “verde” e di “ecologico”!

 Una nazione è l’ insieme di un “popolo” di una “cultura” e di un “territorio”
ed il suo pesaggio è la fusione di tutti questi tre elementi! 

   Fatta l’Italia, fatti gli Italiani, oggi è il momento, dopo 150 anni dall’Unità d’Italia, di rifarne e restaurarne il suo paesaggio storico-naturale identitario, che incantava i viaggiatori italiani, e che ci permetteva e di essere e riconoscerci visivamente e quotidianamente, con le sue meravigliose suggestioni pittoresche in ogni luogo ed in ogni direzione,  quello che siamo, e che non a caso oggi stiamo smarrendo: “Italiani”!

PREMESSO
La gravissima emergenza nazionale, attualissima e palese, correlata alle devastazioni sempre più visibili di quella che va sotto il fuorviante nome di “Green Economy Industriale”, (falso è infatti il suo attributo “verde”), di eolico e fotovoltaico, che sta comportando, in atto ed in potenza, un’elevata compromissione del paesaggio identitario del nostro paese, il Belpaese per antonomasia, con danni a 360° ed ovunque, a danno di quello che è il nostro comune “paesaggio quotidiano di vita” di ogni cittadino, e persino con aggressioni delle sue aree più sensibili affascinanti e dense di storia della Nazione, è oramai al centro della prioritaria attenzione da parte di numerose fasce di cittadini, e di innumerevoli intere comunità, che in ogni regione d’Italia si organizzano in comitati spontanei ed associazioni al fine di combattere il dilagante aggressivo fenomeno, come nulla mai prima d’ora, correlato a questa speculazione fraudolenta falso-ecologista che ruota intorno all’industria eolica e del fotovoltaico nelle aree agricole e naturali, come persino in quelle costiere di maggiore pregio. Esempi eclatanti per tutti e al centro delle cronache nazionali poiché scandalosi, il mega impianto eolico a Sepino in Molise, intorno ai bellissimi resti ottimamente conservati della città romana di Saepinum, quelli in progetto sulla Serra di Giuggianello-Palmariggi-Minervino di Lecce, in Puglia, la mitologica “Collina dei Fanciulli e delle Ninfe”, ritenuta la Stonehenge d’Italia per i suoi suggestivi monumenti megalitici, e quello off-shore previsto nel Canale d’Otranto, rotta prioritaria di sancito valore internazionale per le migrazioni dell’avifauna europea e mediterranea, ma non meno importante per la navigazione umana. Ma son queste eclatanti solo le punte d’iceberg di una problematica generalizzata e a tappeto che riguarda tutta l’Italia peninsulare e le sue isole!
Un fenomeno preoccupante ed innaturale, architettato a tavolino da lobby oscure, dai catastrofici effetti su tutto il sistema Italia, basti pensare solo ai danni al settore turistico e sulla qualità di vita dei cittadini con ripercussioni anche sul sistema sanitario, (nota ad esempio è ormai in ambito medico la “sindrome da turbina eolica”)!

Un fenomeno speculativo che è incoraggiato paradossalmente da uno sconsiderato sistema di incentivi pubblici, tramite i quali si producono inimmaginabili ricchezze a beneficio di pochi, rilevandosi, peraltro, il mezzo più insidioso, più subdolo, maggiormente idoneo – ed allo stesso tempo più accessibile – a decretare lo scempio del paesaggio e il vilipendio degli habitat naturali e dei suoli agricoli e di pascolo (essenziali anche per il mantenimento delle potenzialità autarchiche alimentari della nazione di notevole importanza strategica, e che oggi si mettono invece in crisi), fino persino ai paradossi dello sterminio di interi uliveti secolari e di distese di viti, (sta avvenendo nel Salento e lo stanno denunciando i principali quotidiani italiani), per lasciar posto ai lager del fotovoltaico”, gli impianti fotovoltaici in aree verdi che desertificano artificialmente l’Italia verde, (alcuni previsti persino sui laghi in Puglia – siamo alla follia!), in nome della necessità di prevenire le desertificazioni naturali da surriscaldamento globale! Siamo al paradosso più assurdo ed aberrante! Una deriva dalla logica e del buon senso, uno smarrimento di ogni saggezza nella politica, ai fini di una mera speculazione, la più grande e devastante certamente della storia d’Europa!

E’ una catastrofe quella che sempre più cittadini, ma anche mezzi di informazione stanno denunciando!

Un grave “stato di calamità artificiale” che si chiede di riconoscere per l’intero Paese al fine di intervenire con i mezzi più idonei e d’emergenza ad ogni livello dello Stato per reprimerla, a bonifica d’Italia e suo restauro paesaggistico a 360° nelle sue suggestioni più vere, pittoresche, di naturalità, ruralità e storia! 

In nome della migliore e più vera politica dell’ “Ecologia”, con la “E” maiuscola, occorre fermare questa deriva di una malata falsa ecologia strumentalizzata da pochi furbetti ai danni di tutto il paese; ma anche in nome di una politica della moralità e della legalità più vere!

Il ricorrente richiamo alle energie cosiddette “pulite”(?), ma che pulite alla prova dei fatti non sono, nella loro implementazione industriale in aree naturali, per i loro forti impatti, quali l’eolico ed il fotovoltaico a terra (incluse le aberranti soluzioni congiunte con agricoltura, tipo pseudo-serre o pannelli sollevati da terra, che sottraggono luce alle colture, stuprano i paesaggi agricoli d’Italia e son evidentemente incompatibili con ogni filosofia del biologico che richiede “integrità naturale” del contesto come suo presupposto fondante), è sorretto da una rete di disinformazione e mistificazione, da un’ immensa campagna d’opinione falso-ecologista fondata sulla menzogna, volta a magnificare la pretesa opportunità di tali fonti e a nascondere gli effetti deleteri che esse producono sull’ambiente naturale, sulla salute e sulla qualità della vita delle persone che ne sono a contatto, senza, con ciò, che sia dato riscontrare alcun apprezzabile risultato in termini di produzione energetica e soprattutto di abbattimento dei livelli di CO2 fossile, pilastro portante di tali campagne di distorsione falso-ecologista dell’informazione; campagne mistificatorie e “terroristiche” che inneggiano, incrementando le paure della gente, al rischio dei “cambiamenti climatici artificiali”, (argomento che divide sempre il mondo scientifico internazionale), per le sue conseguenze sulle specie, ed intanto con i loro impianti cancellano la biodiversità in estesissime aree, persino facendo sterminio dell’avifauna con le torri eoliche, notori, ormai purtroppo, strumenti di quotidiano sterminio dei volatili falcidiati in volo dalle loro pale rotanti!

L’attuale situazione  – e quella ancor più grave per il futuro che si prospetterebbe senza un intervento deciso e responsabile dei governi e dello Stato italiano tutto a sua autodifesa, dato l’abnorme numero di mega progetti già realizzati e ancora in attesa di essere realizzati o autorizzati – che mortifica le nostre zone interne come quelle costiere, va portata all’attenzione dell’opinione pubblica di quella parte numerosa di cittadini italiani “metropolitani”, inconsapevoli del pericolo imminente che incombe sul paesaggio italiano, sulle aree naturali (cosiddette “di ricarica” dello spirito), sui tanti crinali dei nostri monti e colline, nelle vallette e pianure, sui terreni destinati da sempre all’agricoltura ed all’allevamento di quei prodotti che nelle metropoli li nutrono quotidianamente; un’ opinione pubblica  oggi ancora in parte inconsapevole, anche, dei danni cagionati all’avifauna, al suolo ed al sottosuolo, (vedi estese profonde cementificazioni per i basamenti delle torri eoliche, tracce scavate per i cavidotti, movimentazioni terra impressionanti, azioni di diserbo selvaggio sotto i pannelli fotovoltaici, ecc.), nonché danni pesanti a tutto il settore turistico, ad iniziare da quelleforme emergenti e virtuose di sviluppo turistico di qualità, alternativo, destagionalizzato, di tipo rurale, agrituristico, culturale e naturalistico, nonché costiero e culturale-balneare, (proprio ora che il turismo in Italia segna un considerevole incremento – del 7% – in controtendenza su altri settori economici, e senza nutrirsi “vampiricamente” dei nostri incentivi pubblici, dunque una crescita vera e non falsa e drogata quale della Green Economy Industriale, che è fattore essa stessa e voce di crisi – le sue entrate son in realtà perdite, voci in negativo, per le casse dello Stato e per le tasche dei cittadini).

Danni che riguardano per un verso le zone interessate da impianti eolici e, per altro verso, quelle ricoperte da estesi campi di pannelli fotovoltaici, e con raggi di decine di chilometri fin dove giunge l’inquinamento visivo da questi mastodontici impianti apportato, fino ad avere pertanto aree dove gli effetti negativi di più impianti si sovrappongono ed incrementano persino, vedi le aberrazioni dell’ eolico in Daunia, nord della Puglia, divenuta un cimitero invivibile e da cui fuggire via di torri rotanti, e fino a pochi mesi fa era invece una delle aree paesaggisticamente più belle e caratteristiche d’Italia per i suoi sconfinati seminativi collinari a perdita d’occhio, il granaio d’Italia!

Oltretutto vi è un grave voluto e perseguito vuoto legislativo in merito alla normativa in materia, una vacatio legis  di deregolamentazione voluta dalla stessa lobby politico-imprenditoriale partiticamente trasversale, che si riconosce essa stessa nel malo nome “clan delle rinnovabili, e che ha al suo fianco come ente pseudo-sacerdotale di pontificazione della falsa bontà delle sue aberranti iniziative anti-ambientaliste, proprio alcune ormai false associazioni nazionali, un tempo ambientaliste, ma oggi con direttivi entrati in affari in vario modo ed a vari livelli in questa speculazione parassitaria per lo Stato! Associazioni oggi giunte all’ “ultima spiaggia” della bassezza, che ora cercano persino di parlare e di promuove i “nuovi paesaggi” del futuro, fatti proprio di pale e pannelli, dominata da questi, con design hi-tech improponibili! Un’offesa al nostro Paese, ad ogni cittadino, ai Diritti Delle Future Generazioni! Il “Paesaggio”, come la “Bellezza”,  non è qualcosa di cui si possa parlare così, come di un’ opinione soggettiva, o del gusto di qualcuno; il “Paesaggio” è la nostra “Natura”, la nostra antica e stratificata “identità”, fatta di storia dell’ uomo e di storia della natura fusesi insieme armoniosamente ne corso dei secoli!

Un’esecrabile macchinazione ai danni del sentimento ecologista genuino ed apartitico politicamente trasversale e caratteristico degli italiani, che sta emergendo alla luce del sole e che sta mettendo in crisi anche queste stesse associazioni la cui base si sgretola e prende le distanze dai direttivi degenerati, ma spesso saldamente arroccati ai vertici ed ancorati alle poltrone, e che stanno trascinando con loro nella rovina tutte queste loro storiche associazioni, via via che si sgretola il castello di menzogne su cui si regge la mala speculazione falso-verde!

Leggi che non prevedono ad esempio neppure una sufficiente davvero distanza minima degli impianti dalle vicine abitazioni, venendosi così a verificare assurde imposizioni e limitazioni all’altrui proprietà, con evidente e grave pregiudizio, in danno di quanti siano costretti a subire gli effetti negativi della vicinanza di vasti impianti: anomali effetti visivi, abbagliamento, offuscamento, surriscaldamento dell’area circostante, dispersione di nocivo cadmio (relativamente al fotovoltaico), di tossico neodimio (presente nei magneti delle turbine eoliche), e altri elementi e microparticelle di sostanze inquinanti, diserbanti e solventi (per il fotovoltaico), sollevamento di polveri da desertificazione artificiale dei suoli, nebulizzazioni degli oli di lubrificazione (per le turbine eoliche), ecc.; rumori persistenti e incessanti causa di stress psicologico, depressioni, squilibri ormonali, infertilità, disturbi del sonno e problemi di memorizzazione e d’apprendimento nei bambini in età scolare, (che annoverano già in Italia anche casi di suicidi da “sindrome da turbina eolica”, per quanti non hanno avuto i mezzi economici e/o la forza d’animo per trasferirsi via dalle familiari ed ataviche aree oggi così vandalicamente aggredite!). Rischio di inquinamento elettromagnetico con causa di  leucemie nei bambini, nelle donne in età fertile, cefalee ed altro (vedasi documentazione allegata),  deprezzamento immobiliare, compromissione della veduta, ecc. ecc.  Si aggiunga il grande rischio per l’incolumità delle persone dovuto al lancio di frammenti di pale, anche di dimensioni notevoli, che possono giungere persino a gittate massime di due chilometri di distanza (da letteratura), a seguito di rottura a fatica delle pale, o di altri cedimenti delle turbine; la casistica di questi incidenti si va tristemente e preoccupantemente incrementando giorno dopo giorno nella letteratura tecnica internazionale sull’argomento !

Per non parlare poi del pericolo per la navigazione aerea (e dei giorni scorsi, 9 nov. 2011, la tragica notizia dello schianto mortale di un elicottero di elisoccorso 118 contro delle mega torri eoliche, in Sicilia),  e per la navigazione nel caso dell’ ubicazione off-shore delle torri in aree ad alto traffico, come ad esempio è nel caso dei progetti eolici folli nel Canale d’Otranto, da fermare!

Interferenze che sono altrettanto se non addirittura maggiori per la fauna la microfauna e la biodiversità più in generale!

Semplicemente: crimini contro l’ambiente e l’umanità! Altro che ecologia! 

L’U.E. approvando l’aggiornamento della Direttiva RoHS 2002/95/CE (Restriction of Hazordous Substances Directive), una normativa comunitaria per favorire la messa al bando delle sostanze pericolose per la salute umana, tra cui vi è il cadmio (di gran lunga più dannoso del mercurio e del piombo), ne ha vietato l’utilizzo nella produzione dei pannelli fotovoltaici, pur conoscendone la pericolosità, solo tra due anni, paradossalmente! L’Italia ha recepito la Direttiva RoHS con il decreto legislativo n.151 del 25 luglio 2005 e secondo l’art 5 di tale disposizione a partire dal 1°luglio 2006 è vietata l’immissione sul mercato di apparecchiature elettriche ed elettroniche nuove contenenti le sostanze elencate nella direttiva RoHs, tra cui vi è il cadmio, quindi l’Italia è a conoscenza da almeno sei anni della pericolosità del cadmio. Perché l’U.E. proroga il divieto di utilizzo del cadmio nei pannelli fotovoltaici? Per favorire chi? La salute dei cittadini non di certo, e lo Stato italiano deve operare affinché vengano corrette queste gravi contraddizioni legislative comunitarie e nazionali.

Perché non si ripetano gli errori commessi negli anni ’60 quando lo Stato italiano pur conoscendo, attraverso studi scientifici dell’epoca, la pericolosità dell’amianto per la salute umana, non legiferò in tempo a tutela della stessa, decretando, a causa di questo vuoto legislativo, la condanna a morte per mesotelioma pleurico di migliaia di lavoratori e normali cittadini italiani.

Affinché il diritto alla salute, diritto fondamentale sancito dall’art 32 della Costituzione venga effettivamente rispettato ed inteso anche nell’accezione più ampia, come richiesto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), e cioè come diritto alla prevenzione; si sottolinea il dovere d’intervento dello Stato, non solo come mero ruolo assistenzialistico ma al fine di prevenire e limitare quelle situazioni di non benessere, oltretutto scientificamente dimostrate, che possono impedire al soggetto una vita dignitosa.


CHIEDIAMO per il bene vero del paese  degli italiani

-) Si chiede pertanto un immediato intervento legislativo, affinché nelle zone non idonee, quali appunto tutte le aree naturali e rurali del paese, non industriali dunque, e tanto più a ridosso delle abitazioni, a causa dei motivi sopra elencati, tali impianti vengano assolutamente vietati con valenza retroattiva, e che pertanto quelli già autorizzati e realizzati vengano immediatamente rimossi con bonifica dell’area e ripristino dei luoghi (eventualmente trasferendoli altrove laddove possibile, come per il fotovoltaico, ad esempio, sui tetti degli edifici recenti); laddove per motivate e forti ragioni tecnico-amministrative non possano essere rimossi, si chiede che la nuova normativa preveda l’impossibilità di rinnovo alla scadenza della precedente autorizzazione,  favorendo la bonifica dei luoghi nel rispetto dei cittadini danneggiati per 20 – 30 lunghi anni  e sottoposti a danni per la loro salute, ed anche per dare la possibilità ai terreni di rigenerarsi e normalizzare l’ecosistema.

Affinché possa cessare l’aggressione in atto sul territorio – e salvare così il patrimonio paesaggistico dell’Italia, tutelato tra i principi fondanti della Repubblica nell’art. 9 della nostra Carta Costituzionale, oggi ad un bivio -, occorre un impegno serio e vincolante da parte dei nostri governanti riguardante, innanzitutto, il deciso taglio agli incentivi per  l’eolico e per il fotovoltaico  nelle aree verdi ed agricole, e più in generale naturali (includendovi in esse le aree marine a più forte rilevanza avifaunistica per migrazioni o presenza di uccelli marini, quali gli stretti e canali, e tutte le aree marine costiere tali per cui l’ubicazione di torri eoliche off-shore dovesse rientrare nei coni visuali relativi a tutti i punti del sistema orografico costiero a belvedere sul mare).

-) Chiediamo, alla luce dei grossi sacrifici che, in questi mesi ed anni di crisi economia mondiale e soprattutto nazionale, a livello internazionale si chiedono da più parti all’ Italia per risanare  i suoi conti,  che tali TAGLI DI TUTTI GLI INCENTIVI e ai sistemi vari di incentivazione (tipo “certificati verdi”, ecc.), agli impianti eolici e fotovoltaici industriali (cioè volti alla vendita dell’ energia prodotta) siano non solo effettuati d’urgenza, ma siano applicati con valenza retroattiva anche per tutti gli impianti di tale tipo già autorizzati o in esercizio, non solo:

-) chiediamo che sia applicata una forma notevole di tassazione proprio a questi impianti per il carico di danno ambientale in primis, ma anche di immoralità e  falsità, che li connotano profondamente, una sorta di “TASSAZIONE SUL BRUTTO” !

-) Chiediamo che si ritiri ogni deplorevole definizione di “pubblica utilità” per questi impianti, un orpello di cui son riusciti a fregiarsi per le menzogne e con gli stratagemmi sopra detti, e che ne ha favorito ulteriori interventi deregolamentanti ai danni dei cittadini e delle collettività!

Tutta una deregolamentazione che ha favorito forme diffuse di criminalità, microcriminalità, corruzione anche politico-amministrativa, l’intervento pesante nel settore delle varie mafie, che ha messo in ginocchio particolarmente il paesaggio del Sud Italia; un paesaggio quello del meridione che è il vero oro del Sud, fulcro per la crescita turistica del meridione, sua vera risorsa economica che può andare e sta andando in controtendenza rispetto alla crisi e per questo da migliorare e restaurare!

Una corruzione diffusa nel settore neppur facilmente enucleabile e distinguibile, che è stata denunciata dalla Commissione Bicamerale Antimafia e dal suo Presidente l’ex Ministro degli Interni, il senatore Beppe Pisanu, dall’Europol, l’Agenzia di Polizia Europea, che ha parlato del forte rischio anche di operazioni di riciclaggio di denaro sporco nel settore, e da quasi tutte le procure della Repubblica d’Italia, molte della quali impegnate in inchieste innumerevoli sul settore in oggetto, che hanno portato già a diffusi arresti di politici, tecnici, funzionari, faccendieri, imprenditori, e malviventi; vicende che ormai da mesi riempiono le pagine della cronaca di tutti i notiziari e quotidiani d’Italia, come le inchieste giornalistiche più importanti delle principali reti e testate nazionali e locali, ed in particolar modo inizialmente al Sud, ma oggi anche riguardanti il centro e nord Italia dove si diffonde questo cancro falso-ecologista industriale!

Un settore dai paradossi impressionati che giungono fino a forme vere e proprie denunciate dalle procure di neo-schiavitù di eserciti di forze lavorative extracomunitarie, uomini non retribuiti e fatti lavorare in condizioni disumane nei “lager”, mai nome fu più eloquente, del fotovoltaico nel Salento; e fino allo smaltimento di rifiuti pericoloso architettato sotto i terreni dove sopra si son ubicati i pannelli fotovoltaici, anche questo, ad esempio, al centro delle indagini delle procure salentine e delle forze dell’ ordine in Puglia!

Un’ emergenza “Stato” insomma! Punto!

Tale speculazione sta portando poi ad inaccettabili forme di vera e propria “colonizzazione” pseudo-autorizzata del nostro paese, svendita dell’Italia al mondo della sua terra, il suo bene primario e vitale, con l’arrivo di multinazionali estere da ogni dove, Cina in primis, ma anche Germania, Austria, Danimarca, Russia, Stati Uniti, Svezia, Spagna, ecc., realizzatrici degli impianti tramite appoggi locali spesso poco chiari e loschi, e non portatrici di capitali o creatrici di posti di lavoro, ma depredatrici di incentivi prima ancora che di risorse energetiche rinnovabili che ne son solo la scusa! E lo Stato muore giorno dopo giorno mentre rimane a guardare tutto questo!? E questo in tempi di crisi!

-) Chiediamo una MORATORIA URGENTE di tutti progetti di eolico e fotovoltaico industriale atti alla vendita dell’ energia prodotta (non quelli per prioritaria autoproduzione ed autoconsumo dell’ energia)! Una moratoria degli impianti in iter autorizzativo, già autorizzati sulla carta ma non realizzati, e di quelli in cantiere, dato l’enorme numero di essi per una offerta di energia di gran lunga di gran lunga superiore al fabbisogno complessivo italiano di energia elettrica, che non avrebbe alcuna ragione d’essere e che porterebbe il sistema Italia e lo stesso settore ad implodere su se stesso se non regimentato ora con la moratoria vitale per tutti !

-) Chiediamo che il governo dica assolutamente no a qualsiasi immorale ed esecrabile sanatoria in questo settore così profondamente incriminato,

-) E chiediamo invece che il Governo dia ai prefetti poteri d’emergenza e superiori col preciso mandato di intervenire nei territori al fine di coordinare le azioni delle forze di polizia per individuare con indagini a tappeto, in stretta collaborazione con le procure della Repubblica locali, tutte le irregolarità che hanno e stanno connotando il settore falso-green, per intervenire con ORDINANZE DI SMANTELLAMENTO DEGLI IMPIANTI IRREGOLARI, bonifica dei siti alterati e restauro-rinaturalizzazione dei luoghi secondo lo “status quo ante”.

-) Così insieme alle Asl – Agenzie Sanitarie Locali e alle Agenzie Regionali di Prevenzione e per l’Ambiente, deve subito essere emanata dal Governo un’ ORDINANZA DI RIMOZIONE E DI SMALTIMENTO IN CONDIZIONI DI MASSIMA SICUREZZA DI TUTTI I PANNELLI FOTOVOLTAICI AL CADMIO, o contenenti altre sostanze nocive ubicati sul territorio dovunque essi siano, o ancora in magazzino.

Abbiamo il dovere di evitare contaminazioni nuove come avvenuto con l’amianto, e non c’è necessità medico-scientifica di attendere i primi effetti di questa contaminazione da nocivo “cadmio fotovoltaico”, alla luce delle gravissime contaminazioni che si stanno registrando, proprio da cadmio, in Cina, in questi mesi, con rivolte della popolazione avvelenata, dove esattamente laddove la maggior parte di questi pannelli oggi impiantati in Italia vengono prodotti dalle multinazionali cinesi della Green Economy!  Si applichi a sostegno di questo doveroso rigoroso intervento il sancito “principio di precauzione e prevenzione” sancito anche a livello della Comunità Europea! Una comunità oggi messa a rischio essa stessa dalle insidie delle male frange europee più corrette e corruttrici della Green Economy Industriale!

-) Chiediamo che il Governo avvii la programmazione di un piano energetico nazionale basato sulla ricerca e sulla innovazione tecnologica (incentivando l’utilizzo di ritrovati non dannosi per la salute umana),

sullo sgombero da fuorvianti progetti relativi all’ulteriore incremento dell’eolico e del fotovoltaico a terra,

prestandosi esclusiva attenzione, eventualmente anche da iperincentivare,  al solare fotovoltaico per autoconsumo di famiglie, enti ed aziende, da ubicare solo sui tetti degli edifici recenti (superfici estesissime ed inutilizzate, biologicamente morte, e di niuno valore estetico poiché si è precisato “edifici recenti”; es. solare sulle coperture di edifici pubblici e privati, di capannoni industriali, condomini, case recenti, caserme, ecc., laddove sono stati calcolati spazi per impiantare ulteriori 48.000 MW di pannelli),

alla efficienza energetica (ma anche lì sempre con saggezza, ad esempio intollerabile è la sostituzione della calde luci gialle piacevoli dei nostri centri urbani, con hi-tech led dalla luce fredda sgradevolissima – in tutte le cose, e così anche nell’ illuminotecnica, “ci vuole misura e ponderazione”, dicevano i greci; “est modus in rebus” era un motto di saggezza romana, latina),

al risparmio energetico, dove il risultato di ogni euro investito porta benefici anche 5 volte superiori.

E si tratta di interventi eco-sostenibili e non deturpanti per l’ambiente naturale e per il paesaggio; occorre, ancora, un impegno del nostro legislatore per la emanazione di leggi più restrittive nei procedimenti autorizzativi; ma, soprattutto, necessita che il dettato dell’art. 9, comma 2, della Costituzione riacquisti la originaria valenza di mezzo indiscusso ed idoneo alla salvaguardia del patrimonio paesaggistico, storico ed artistico della Nazione: valore assoluto del paesaggio, cui, per l’appunto, i Padri Costituenti, incluso il giovane, poi statista, Aldo Moro, riservavano una tutela piena e preminente!

Sono pertanto da condannare alcune assurde recenti pronunce provenienti da alcuni giudici amministrativa che hanno ritenuto scavalcare o ignorare del tutto questi assiomi fondanti, costituzionali, per assecondare progetti di alta devastazione e speculativi legati all’eolico e al fotovoltaico industriale, al grido dell’ ottemperanza  al rispetto degli impegni dell’internazionale Protocollo di Kyoto, sottoscritto dall’ Italia; celando o ignorando gravemente il fatto che questa crescente produzione, teorica almeno, di energia da fonte rinnovabile non ha portato, e non può portare per il suo stesso sistema fondante di incentivazione, mefistofelico, basato sui cosiddetti “certificati verdi” che verdi non sono, (in realtà sono proprio “autorizzazioni ad inquinare”, a continuare ad emettere CO2 fossile se si finanziano direttamente o indirettamente sovrapproduzioni di energia da fonte rinnovabili!), alla riduzione dell’ uso dei combustibili fossili in Italia, ma anzi;

così si ignora il fatto che agli stessi risultati l’Italia può pervenire RIFORESTANDO IL SUO TERRITORIO CON ESSENZE FORESTALI AUTOCTONE, un intervento estesissimo e dai notevoli benefici sulla salubrità dell’ ecosistema, sulla biodiversità  selvatica tutelata dalla internazionale Conferenza di Rio del 1992 sottoscritta dall’ Italia (ma guarda caso, chissà perché, oggi ignorata dai falsi-ecologisti  fanatici del Protocollo di Kyoto più remunerativo per loro nel suo aspetto opzionale idustrializzante falso-green non a caso cavalcato), sulla qualità dell’aria, ed oggi anche importante ribadirlo sulla prevenzione del dissesto idrogeologico del paese!

-) Per questo sopra anticipato riteniamo che i Governi italiani devono impegnarsi assegnando il primato ad una STRATEGIA AMBIENTALE DI RIFORESTAZIONE, che oltre a tutti i benefici elencabili, numerosissimi, e fonte di nessuna contro-indicazione, ma anzi, permette di salvare vite umane riducendo se non azzerando del tutto il dissesto idrogeologico del paese, (ma anche migliorando in tal modo gli standard ambientali del paese, per la salute dei suoi abitanti, data l’azione di purificazione dell’aria dei polmoni verdi boschivi ), e contribuendo all’ ottemperamento dei dettami del Protocollo di Kyoto in maniera virtuosa per il nostro paese, che è il “BelPaese” per antonomasia, e tale ritenuto a livello mondiale, attraverso la captazione naturale nel legno della CO2, e non più imboccando la mala strada, dalle aberrazioni fisiologiche, del settore industriale della Green Economy di eolico e fotovoltaico.

SERVE UN PIANO NAZIONALE DI RIFORESTAZIONE a partire da quella aree, come la Lucania, il Salento e la Puglia tutta , la Sicilia e la Sardegna, dove più selvaggia è stata l’azione dell’ uomo di disboscamento negli ultimi secoli e che non a caso l’ ONU ha classificato come maggiormente e rischio di desertificazione, ma che oggi subiscono paradossali processi di desertificazione, non solo naturali da detrimento dell’originario manto arboreo, ma addirittura “artificiali” con glie stesti su più ettari “lager”, così definiti ormai dalla gente, del fotovoltaico industriale!

-) Chiediamo perciò anche tutta una nuova politica per l’agricoltura che massimizzi i suoli agricoli e di pascolo ed impedisca le aberrazioni delle energie rinnovabili che denunciamo con forza.

Si devono favorire le conversioni verso le filosofie del biologico, verso la salubrità e le filosofie delle produzioni d’eccellenza e di nicchia, secondo le filosofie slow-food, legate alla tradizione, che determinano insieme quello che è il forte brand, il marchio di qualità riconosciuto del nostro Paese all’ estero! Agricoltura assolutamente esente e da esentare da OGM Organismo geneticamente modificati standardizzati ed industrializzati, pericolosi  ed alteranti direttamente ed indirettamente gli ecosistemi, di cui non abbiamo assoluto bisogno, per un’ “agricoltura vera”, che non sia più come è oggi branca dell’ industria chimica, ma che diventi davvero e di nuovo l’ unico motore trainante della ricrescita, come sempre è stato nei momenti più difficili del passato, quando ha trascinato il nostro paese fuori dalle crisi e dalla difficoltà!

-) Chiediamo alla luce della notizia che il Governo avrebbe l’intenzione di dismettere terreni agricoli statali che TALE VENDITA di terreni agricoli statali sia fatta col vincolo di utilizzarli solo e soltanto per agricoltura biologica e no Ogm! O anche per la RINATURALIZZAZIONE e/o LORO RIFORESTAZIONE con essenze autoctone, incentivata dallo Stato, come contributo al miglioramento paesaggistico, all’arricchimento della biodiversità, ed a contributo nazionale agli obiettivi del Protocollo di Kyoto, nonché a prevenzione e freno del’dissesto idrogeologico d’Italia! Vincoli a che tali terreni non siano utilizzati per industrie, né per impianti di energie rinnovabili di eolico o fotovoltaico industriale, né per edilizia e speculazioni edilizie o di estrazione mineraria, né per qualsiasi attività implicante una loro cementificazione o degrado dei suoli o comunque dei substrati naturali presenti! E con vincolo di mantenere le aree naturali a macchia, pascolo e/o bosco già presenti tali, con pratica in esse di attività silvo-pastorali rispettose di quei luoghi!

Eventualmente anche vendita di terreni statali degradati e cementificati o inquinati, per le cui vendite, finanziare ai privati acquirenti gli interventi di DECEMENTIFICAZIONE, bonifica e restauro paesaggistico, per la riacquisizione di quei terreni a suoli salubri e fertili per l’agricoltura, alle attività silvo-agro-pastorali d’eccellenza secondo le filosofie virtuose del biologico, o alla RINATURALIZZAZIONE e/o RIMBOSCHIMENTO con essenze autoctone incentivato dallo Stato!

-) Così abbiamo bisogno più in generale di una POLITICA DELLE DE-CEMENTIFICAZIONI delle RINATURALIZZAZIONI e delle bonifiche dagli inquinanti dei suoli degradati per riportarli all’agricoltura o al rimboschimento. Del RESTAURO DEL NOSTRO PAESAGGIO nelle sue suggestioni identitarie secondo il suo atavico e stratificato e definito Genius loci!

Il ruolo imprescindibile del paesaggio nella conservazione del territorio e della sua memoria storica, nella qualità di vita degli abitanti in anima e corpo, loro salute e felicità, nella preservazione dell’ambiente naturale e delle attività economiche ad esso collegate, non può in alcun modo essere messo in discussione, rivestendo l’elemento paesaggistico, anche quale fattore identitario della nostra storia e della nostra cultura, particolari funzioni e importantissimi valori da difendere.

La manomissione paesaggistica e ambientale prodotta dalla sfrenata corsa all’eolico ed al fotovoltaico a terra non può essere portata a più gravi conseguenze di quelle cui stiamo e rischiamo ancor di più di assistere in nome di questa aberrante e dissacrante falsa, falsissima “Green”!

Si restituisca all’art. 9, comma 2, della Costituzione italiana la sua vera funzione di mezzo idoneo alla tutela paesaggistica contro la speculazione dilagante che è alla base del fenomeno eolico e fotovoltaico.

 Un impegno che ha anche una valenza sociale terapeutica e preventiva che non possiamo più ignorare dopo gli errori del passato e della cementificazione selvaggia delle città e delle periferie.

 Per questo chiudiamo con le parole di una grande saggio del nostro tempo, Papa Benedetto XVI:

 <<dove l’ambiente si degrada anche l’ uomo si degrada e viceversa>>

18 novembre 2011

COMITATO NAZIONALE CONTRO FOTOVOLTAICO ED EOLICO NELLE AREE VERDI
(e più in generale naturali)
Un vasto comitato di coordinamento nazionale che annovera svariate realtà associative nazionali, comitati locali, e cittadini italiani ed europei, impegnato ed unito dall’ impegno per la tutela dell’ ambiente e del paesaggio d’Italia, contro ogni fattore di inquinamento chimico-fisico, come anche di degrado paesaggistico, in nome di una vera Ecologia con la “E” maiuscola e non strumentalizzata alla mercé di qualcuno come è purtroppo sin ora, esecrabilmente, avvenuto!
Un comitato apartitico o politicamente pan-partitico assolutamente trasversale e aperto alla collaborazione più estesa di tutti al perseguimento dei suoi obiettivi etico-ambientalisti  fondanti.

Sito web: https://controfotovoltaicoeolicoareeverdi.wordpress.com/

Forum di discussioine anche sul Grupo facebook del comitato che dcointa di 4350 iscitti http://www.facebook.com/groups/192311587488270/

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4 thoughts on “GOVERNO MONTI: “AZZERI INCENTIVI PER EOLICO E FOTOVOLTAICO INDUSTRIALI PER SALVARE L’ AMBIENTE E LE CASSE DELLO STATO!” Appello dai veri ambientalisti d’Italia al nuovo governo.

  1. OK da Rutigliano.
    Sui dubbi da Cadmio o da altri nocivi userei più il principio di precauzione più che affermazioni incontrovertibili.
    Per ora e per non farsi emarginare come allarmisti, laddove i danni certi sono così palesi.
    Manca la cosa che più interessa a questo goveno e cioè l’appesantimento abnorme con incentivi delle bollette delle imprese che devono produrre con maggiore competitività e l’uscita dal paese di ingenti capitali regalati alla speculazione di
    di finanziarie che vengono in Italia non ad investire ma a succhiare profitti garantiti dallo stato .
    Qualcosa come 100 miliardi di euro in 10 anni.
    Ma la cifra sicura la deve calcolare un esperto come Cripezzi O Rosa Filippini
    oreste r

  2. Stringerei sui leggittimi e sacrosanti contenuti… Punterei invece il mirino escusivamente sulle dinamiche degli incentivi ke si sono sviluppate ,,Ponendo alla loro gentile visione quanta più documentazione possibile riguardante la speculazione,lo sfruttamento,ecc..ecc…Cé necessità di agire in maniera tecnica documentata,,,Abbiamo di fronte un governo di emergenza nazionale,e nn d impegno nazionale come lui stesso si é definito, ma anche se cosi fossè é un impegno a procurare quanto più denaro possibile per fronteggiare l imminenti scadenze….dobbiamo sollecitare e fare leva su questo interesse…

  3. come già sostenuto a Sepino ed a Roma,è fondamentale chiedere con forza anche che:
    “imprecisioni “, carenze e/o “minimizzazioni” riscontrate nei progetti ,in esame, approvati e/ o realizzati ,riferiti alla descrizione ed alla valenza attuale del territorio ( che le linee guida prescrivono dovere essere “fotografato ” nei suoi aspetti migliori) vanno PUNITE con la bocciatura ed esclusione di progetti ( coni relativi provvedimenti di smantellamento se già realizzati) e con la segnalazione immediata alla Magistratura.
    Queste “carenze” infatti,volute o meno che siano ,traggono in inganno chi deve esaminare ed autorizzare i progetti.
    allo stesso modo vanno denunciati i funzionari che “non si accorgono delle “imprecisioni ” che in qualche caso arrivano a ” non accorgersi ” della presenza di immobili e/o preesistenze economiche ,culturali , storiche , archeologiche e paesaggistiche.
    vi prego di aggiungere queste richieste che , se pure forse scontae, sono utili alla causa.

  4. Pingback: News dal mondo speculativo « Colline in fiore

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