Michele Placido contro lo scempio eolico del paesaggio pugliese

Michele Placido ha rilasciato la seguente dichiarazione sul sito IL RESPIRO (un bellissimo sito web dedicato alla tutela degli alberi, degli animali, dell’ambiente…)

Da pugliese, e non solo, sono assolutamente in prima linea contro lo scempio del territorio per mezzo degli impianti eolici, sregolati e smisurati. Immense torri in acciaio e cemento, gigantesche pale, nella nostra meravigliosa Puglia hanno rovinato il paesaggio, le campagne, un patrimonio unico al mondo. Non c’è stato rispetto nemmeno per il prezioso sito archeologico dell’antica Herdonia.
Per favorire un’industria selvaggia, amministratori miopi e mascalzoni vanno contro gli interessi dei cittadini. Decine e decine di pale eoliche stravolgono i nostri orizzonti: io stesso ho un terreno che ne è stato deturpato e gli amici in visita ogni volta rimangono sconvolti di fronte a tanta mostruosità.
Ma questo sacrificio del paesaggio storico, di una natura spesso monumentale, non ha alcun riscontro positivo sulla comunità: le bollette sono sempre uguali mentre il valore degli immobili in prossimità degli impianti crolla. Possiamo dunque immaginare vantaggi solo nella direzione di politici e imprenditori. E non è un luogo comune purtroppo, ma la solita violenza che ci ritroviamo a subire in Italia, frutto di un’ignoranza di cui siamo stufi e che va combattuta a ogni costo per cambiare le cose.
Dirmi indignato sarebbe poco: sono incazzato.

Lettera dei comitati e delle associazioni ambientaliste ai Ministri per la riduzione e la regolamentazione degli incentivi all’eolico industriale

Alla cortese attenzione di:
Corrado Passera, Ministro dello Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti
Corrado Clini, Ministro dell’Ambiente, del Territorio e del Mare
Lorenzo Ornaghi, Ministro dei Beni Culturali
Mario Catania, Ministro dell’Agricoltura
Piero Gnudi, Ministro degli Affari regionali e del Turismo
Fabrizio Barca, Ministro della Coesione territoriale
Vittorio Grilli, Viceministro dell’Economia e delle Finanze

Roma 16 dicembre 2011
Signori Ministri,
Scriviamo in previsione degli attesi provvedimenti di attuazione del dlgs 28 – 2011, in particolare di quello che riguarderà gli incentivi per gli impianti eolici. Anche se condividiamo la sostanza della riforma che sostituisce i certificati verdi con le aste al ribasso per gli impianti di potenza superiore ai 5 MW e la ridefinizione degli incentivi negli altri casi, restiamo preoccupati per il proliferare di giganteschi impianti eolici nei luoghi più belli e integri d’Italia e temiamo che i tempi e le scelte adottate possano essere inadeguati all’urgenza e alla gravità della situazione.
Noi crediamo che, nell’attuale congiuntura economica, la modifica del sistema incentivante debba obbligatoriamente tener conto di alcuni fattori:
Anche se non riguardano la materia fiscale, gli incentivi alle fonti rinnovabili sono a caricodei contribuenti italiani e delle imprese nazionali nella loro veste di consumatori-utenti: èopportuno dunque che rispondano a criteri di equità e congruità.
Nel caso dell’eolico e del fotovoltaico gli incentivi, rappresentano un enorme fiume di danaro proveniente dai contribuenti italiani, che prende la via dei paesi produttori e delle “multinazionali”.
L’eccesso d’incentivi a queste due fonti ha penalizzato, nei fatti, la promozione di altre fonti, come quelle termiche, a prevalente tecnologia e produzione italiana e sottraggono necessari finanziamenti alla ricerca scientifica sulle rinnovabili per arrivare alla microgenerazione a vantaggio delle popolazioni e non alle grandi centrali che mantengono un regime di oligopolio.
L’incentivazione agli impianti eolici in Italia è stata fino a oggi la più alta del mondo. Solo per questa ragione è stato conveniente impiantare oltre 5000 torri per una potenza complessiva di 6.000 MW, non certo per la loro produttività. Infatti, la ventosità in Italia si attesta in media sulle 1500 ore/anno ben al di sotto delle 2000 ore/anno ritenute utili per una produzione competitiva. Vi è quindi il rischio palese d’innumerevoli impianti già autorizzati o con pareri ambientali emessi (per quanto opinabili) che rischiano di essere realizzati per ulteriori, quanto ben poco utili, 6000 MW.
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Geo&Geo promuove lo scempio dell’agrovoltaico-industriale: impietriti e sgomenti i telespettatori!

Il Programma Rai Geo&Geo gela i suoi affezionati telespettatori con la proposta-scempio dell’ agrovoltaico-industriale nei campi del BelPaese!

Una spada di Damocle di pannelli hi-tech sulle colture e sulle bellezze d’Italia!
Una contraddizione inacettabile!

Il Comitato nazionale per la salvezza del paesaggio d’Italia contro l’ eolico ed il fotovoltaico nelle aree naturali scrive al programma e alla sua conduttrice, Sveva Sagramola, con massima urgenza per allertare della grave gaffe che mette in pericolo il paesaggio, la tradizione, l’ambiente e la salute, proprio quei cardini del vero ambientalismo italiano apartitico per cui il Programma Geo è amato dai cittadini, primi fra tutti i componenti della stessa vasta rete di comitati e associazioni scriventi, raggruppate sotto la dicitura “Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolcio nelle aree verdi!”

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Giovedì 15 dicembre 2011 nella trasmissione Geo & Geo (uno dei più bei programmi Rai, divulgatore di natura, scienza e cultura che ha avuto un ruolo fondamentale negli anni per la costruzione di una consapevolezza sempre più sensibile ai temi ambientali) condotto da Sveva Sagramola si è parlato di <<agro voltaico>>.

Di positivo c’è che la conduttrice e gli autori, si son posti la problematica del fotovoltaico a terra che toglie la possibilità di coltivare i terreni agricoli e di produrre gli alimenti per gli uomini e gli animali da allevamento. Ma, la cosa che potremmo sicuramente sottolineare fin da ora, è che sia mancata del tutto la domanda del come e perché si guardi ai terreni agricoli e naturali, quando si abbia ancora la quasi totalità di tetti e suoli edificati o cementificati in genere, ancora non asserviti all’installazione di pannelli fotovoltaici.

I mass media hanno recentemente diffuso notizie concernenti il diffondersi dell’agrovoltaico nelle campagne italiane. Molti articoli esaltano e parlano di progetti eco compatibili e rispetto della campagna. Ma la realtà è piuttosto diversa.

Prima di tutto bisogna aver ben chiaro in mente che tutti questi progetti vengono realizzati al solo scopo di lucrare sugli incentivi finanziari per il fotovoltaico. Senza incentivi nessuno li proporrebbe perché sono assolutamente antieconomici.

Si badi bene che in nessun caso vengono proposti progetti per aggiungere coperture fotovoltaiche a serre agricole già esistenti, dove già si coltiva. Invece vengono realizzate, ex novo, serre di notevolissime dimensioni su campi liberi. Serre che ombreggiano centinaia di ettari di terreno agricolo senza che sia assolutamente chiaro se e cosa sia possibile coltivare la sotto – le piante hanno bisogno di luce.

Del resto a chi investe nel fotovoltaico la resa agricola interessa ben poco visto che la quasi totalità dei proventi arriva dagli incentivi.

A Geo & Geo si è mostrata una particolare tipologia di impianto agrovoltaico esaltandone le virtù e la “bellezza” ma si è omesso di dire che quegli impianti necessitano di una superficie 7 volte maggiore rispetto a un normalissimo impianto posto su una tettoia ben orientata>. Si tratta quindi di un progetto che se venisse esteso e sviluppato porterebbe a ricoprire migliaia di ettari di terreno agricolo con un immenso reticolo di pannelli fotovoltaici, cavi e pali metallici per avere in cambio rese energetiche ridicole e una pesante manomissione del paesaggio agricolo.
Il grande pericolo di operazioni come questa è che una volta che i campi saranno convertiti in finte “serre” la loro destinazione d’uso cambierà da agricola in industriale e sarà possibile ricoprirli di cemento.

Ci sono milioni di tettoie su edifici recenti e tantissime aree industriali che non aspettano altro che essere ricoperte da pannelli fotovoltaici e da impianti per il solare termico.

Lì c’è tanto spazio libero, si usi quello, atteso che i pannelli siano garantiti dal rilascio di componenti inquinanti, specialmente in caso di rottura accidentale dei vetri.

Si sottolineano quindi le perplessità  riguardo l’agrofovoltaico, che non sono poche:
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NO all’eolico nel Parco dei Sibillini: le associazioni e i comitati difendono il direttore

Riceviamo e pubblichiamo con piacere.

NO ALL’EOLICO NEL PARCO DEI SIBILLINI:
LE ASSOCIAZIONI E I COMITATI DIFENDONO IL DIRETTORE
Nei giorni scorsi abbiamo assistito a un duro attacco da parte dei sindaci dei Comuni dell’Alto Nera (Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera) nei confronti del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e del suo Direttore Franco Perco. Lo scontro si è incentrato sul parere negativo del Parco per “il progetto di realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonte eolica”.

I progetti, definiti “minieolico”, prevedono l’installazione di tre torri, di altezza complessiva che va dai 33 ai 40 metri, cioè come palazzi di oltre 10 piani, sul monte Spina di Gualdo, a oltre 1300 m di quota. Il progetto interessa quindi un’area di eccezionale valore paesaggistico e ambientale, situata nel cuore del Parco e sottoposta ai massimi livelli di tutela: zona 1, dove sono prevalenti gli interessi di conservazione ambientale, e zona B del piano per il Parco, “di riserva generale orientata, dove è vietato costruire nuove opere edilizie, ampliare le costruzioni esistenti, eseguire opere di trasformazione del territorio, effettuare movimenti di terreno o trasformazione dell’uso del suolo.

Comprendiamo le difficoltà economiche dei piccoli comuni montani, ma lascia quantomeno perplessi che si spenda denaro pubblico nello studio di progetti che andrebbero a deturpare proprio le principali risorse del territorio, cioè quelle ambientali, e che contrastano palesemente con le vigenti norme di tutela dei parchi e, in particolare, con la legge n. 394/1991 che vieta le attività e le opere che possono compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati.

Riteniamo pertanto che il diniego dell’ente parco sia stato un atto doveroso ed esprimiamo piena solidarietà al Direttore Franco Perco, ingiustamente attaccato dai tre sindaci. Confidiamo che gli stessi sindaci rinuncino a tali progetti, non solo in uno spirito di legalità e rispetto delle altre istituzioni, ma anche nella consapevolezza che le principali potenzialità di sviluppo di questi territori si fonda proprio sulla tutela del paesaggio e della natura, come dimostrano i molti turisti che ogni anno visitano questi luoghi contribuendo a tener viva l’economia locale.

Associazione Sibilla Appenninica

Sottoscrivono:
WWF Marche
Associazione Guide Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi
Comitato Ariacheta
Comitato per la difesa del paesaggio dell’Alta Valsillaro
Comitato Monte Faggiola
Comitato cittadino Salviamo Biancarda e Poggio 3 Vescovi
Comitato Don Chisciotte Terni
Comitato Tutela Paesaggio di Piacenza

Recapitato al Governo e ai suoi ministri l’appello per la salvezza delle finanze e del paesaggio

Venerdì 9 dicembre sono stati consegnati ai ministri del governo Monti, presso i rispettivi uffici ministeriali, i documenti cartacei contenenti un accorato appello per la salvezza delle finanze e del paesaggio d’italia e la denuncia del grave “stato di calamità artificiale” in cui versa il nostro paese a seguito dell’imperversare in esso da alcuni mesi ed anni di una degenerata e degenerante, devastante e speculativa “Green Economy Industriale”, che più nulla ha, se mai lo ha avuto, di “verde” e di “ecologico”.
Alleghiamo qui di seguto una parte della documentazione consegnata ai ministri, in particolare:
  1. DECALOGO PER LA SALVEZZA DELLE FINANZE E DEL PAESAGGIO D’ITALIA
  2. Documento su EMERGENZA CALAMITA’ GREEN ECONOMY INDUSTRIALE
I documenti possono essere scaricati qui sopra e si prega di darne la MASSIMA DIFFUSIONE a organi di stampa, radio, TV, siti web. Vi preghiamo di segnalare sulla bacheca di Facebook (http://www.facebook.com/groups/192311587488270/) del gruppo l’avvenuta pubblicazione o diffusione via radio/TV in modo che tutti i membri del comitato ne siano informati.
Grazie.

Il minieolico è un progetto di privati

dal Corriere Romagna.it

Mer, 11/28/2012 – 12:10
Valle Savio

Verghereto.
In consiglio comunale si è discusso anche di energie alternative, non senza battibecchi
«Il minieolico è un progetto di privati»
Per la centrale idroelettrica Alferello la Regione intima la sospensione dei lavori

VERGHERETO. I temi degli investimenti per l’utilizzo di energie rinnovabili hanno tenuto banco, nel corso dell’ultimo consiglio comunale. Il sindaco ha anche auspicato la costituzione di una società a completa partecipazione pubblica, così come avviene anche nel Comune di Cesena, una cosiddetta società “in house” per la gestione delle operazioni legate alla commercializzazione dell’energia prodotta con le pale eoliche di cui il Comune potrebbe disporre.
Centrale Alferello. Nel lungo balletto che di volta in volta porta il cerino acceso del progetto della nuova centrale idroelettrica ora tra le mani della Regione, ora tra quelle del Comune , ora tra quelle della Provincia, è arrivato improvvisamente un momento nel quale il cerino è stato messo dalla Regione nelle mani della Fgf, la ditta realizzatrice. Il sindaco Guido Guidi ha risposto a una interrogazione urgente presentata dalla minoranza e ha informato che la Regione ha inviato alla Fgf srl un’ingiunzione per la sospensione immediata dei lavori. Il provvedimento è la conseguenza della accertata “difformità”, come aveva segnalato il Comune, tra il progetto approvato in Regione con la delibera di Via e il progetto presentato in Comune per il permesso di costruire. La Regione invita inoltre la ditta a indicare modalità e tempi per l’adeguamento del progetto a quanto effettivamente previsto nella delibera regionale di Valutazione di Impatto Ambientale positiva. «Cosa significa?», ha chiesto il consigliere Paolo Acciai. «Difficile dire» ha risposto il sindaco. Tra l’altro sembra che nel frattempo la ditta abbia realizzato completamente i locali della centrale, e secondo le maggiori volumetrie presenti nel progetto del permesso di costruire comunale. Minieolico. La minoranza aveva protestato per la gestione del progetto del minieolico in località Capanne. «La maggior parte degli investitori potenzialmente interessati – aveva scritto la minoranza – non era a conoscenza dell’opportunità. Crediamo che il coinvolgimento del sindaco in investimenti diretti nel progetto non sia accettabile dal punto di vista etico, politico e morale. Crediamo che il sindaco non debba partecipare a questa opportunità di business per non alimentare sospetti spiacevoli e poco edificanti». Secondo la minoranza si doveva informare e fare leva su risorse e capitali del territorio, col coinvolgimento delle aziende locali e un azionariato diffuso dei privati. Il sindaco Guido Guidi ha risposto definendo l’interrogazione piena di «notevole non verità». «Il progetto – ha continuato – non è stato gestito dai comuni; è un progetto ideato e realizzato da un privato e da singoli cittadini. Anche l’amministrazione è interessata per la realizzazione di una pala in un’area di proprietà della Regione». Il sindaco ha precisato che in comune di Verghereto si prevedono due pale proprietà di due privati cittadini e che in comune di Casteldelci se ne prevedono tre, tutte di privati. Il consigliere di minoranza Acciai ha ribattuto che «l’amministrazione ha sponsorizzato il progetto». Il consigliere di opposizione Lorenzo Belluzzi ha ricordato che «tanti investimenti privati sono collegati ad accordi e convenzioni che fanno arrivare benefici al territorio», cosa che in questo caso mancherebbe. Il capogruppo di opposizione Romano Giovannetti ha tenuto a ribadire che comunque la minoranza non aveva mai pensato a situazioni o comportamenti irregolari da parte del sindaco, perché in questo caso si sarebbe presentato un esposto. (al.me.)