Massima soddisfazione e massimo appoggio al decreto del Governo che elimina totalmente gli incentivi per il fotovoltaico sui terreni agricoli

Ma ancora non basta per salvare l’Italia dalla piaga del fotovoltaico industriale in aree agricole, lacustri e più in generale naturali!

Chiediamo perciò, facendo seguito alla lettera protocollata al Governo da ben 60 associazioni da tutt’Italia nei giorni scorsi anche contro l’agrofotovoltaico, che non siano equiparati gli incentivi per il fotovoltaico-bluff su serra a quelli per il fotovoltaico virtuoso sugli edifici recenti.
Vi è il serio rischio che si apra un pericoloso spiraglio che permetterebbe agli speculatori di sfruttare una ulteriore opportunità per ricoprire l’Italia di finte serre fotovoltaiche totalmente inutili e nocive sotto il profilo ambientale, paesaggistico oltre che economico.

Urge una Moratoria per fermare gli impianti già autorizzati per centinaia di ettari di vita e natura a rischio la cui realizzazione vanificherebbe in parte l’efficacia “salva-BelPaese” degli attuali provvedimenti sul fotovoltaico!

Occorre che il Ministero della Sanità e tutto il Governo intervengano con un decreto speciale ed urgente per fare rimuovere dalle aree agricole tutti i pannelli contenenti cadmio e altre sostanze nocive per l’uomo in maniera precauzionale, rischiamo altrimenti un’ emergenza sanitaria su cui sta già allertando la Unione Europea, e che oggi possiamo e dobbiamo scongiurare!

Fatta questa precisazione ci congratuliamo col Governo per aver preso in maniera tempestiva un provvedimento sacrosanto che risponde in modo puntuale e fermo alle innumerevoli proteste che migliaia di cittadini da ogni parte d’Italia hanno fatto riguardo alle continue manomissioni dei territori agricoli ad opera dei moltissimi impianti fotovoltaici a terra che costellano, purtroppo, le campagne.

Era giunto da tempo il momento di dire basta e, per fortuna, il Governo ha detto basta!

Ora il Parlamento non può tradire le aspettative di milioni di italiani: il decreto deve essere approvato e gli incentivi agli impianti fotovoltaici a terra nelle aree agricole e naturali devono essere totalmente ed immediatamente eliminati.

Se i parlamentari ritengono di voler fare delle modifiche le facciano in senso ulteriormente restrittivo al fine di proteggere il territorio e allontanare il pericolo di possibili speculazioni. Per esempio vietando del tutto la realizzazione delle inutili serre fotovoltaiche su suolo agricolo e azzerando anche per questo tipo di manufatti gli incentivi.

Riguardo al tema delle serre fotovoltaiche e dell’agrofotovoltaico non possiamo che qui ripetere quello che abbiamo già scritto della lettera sottoscritta da più di 60 associazioni inviata pochi giorni fa al governo.

Denunciamo in maniera forte, a beneficio dell’intervento preventivo del Governo, il rischio dell’agrofotovoltaico, ovvero dei tentativi strumentali di promuovere, da parte di speculatori per nulla interessati al bene paesaggio difeso dalla nostra Carta Costituzionale, forme miste di agricoltura e di fotovoltaico industriale nel medesimo sito, soluzioni miste con pannelli fotovoltaici distanziati tra loro, o sopraelevati su impalcature o addirittura su serre. Si tratta di tentativi mistificatori assurdi che tentano di bypassare la fermezza dei cittadini italiani che stanno chiedendo in maniera crescente, e noi con loro, di autorizzare l’ubicazione dei pannelli solari e fotovoltaici solo sui tetti degli edifici recenti, tantissimi ed inutilizzati in tutto il paese, a favore della salvezza dell’ambiente e del paesaggio (che rappresenta un valore aggiunto non indifferente per il brand dei prodotti del settore silvo-agro-pastorale italiano nel mondo), ma anche di una maggiore qualità biologica dei prodotti agro-alimentari, e più in generale agricoli, una maggiore garanzia sulla loro qualità inconciliabile con una produzione in luoghi contaminati dal punto di vista chimico-fisico, come sarebbe un impianto fotovoltaico con materiali elettrici, inquinamento elettro-magnetico, solventi, materiali plastici, ed altri elementi nocivi contenuti nei pannelli (cadmio, arsenico, ecc.) che fulmini attratti dalle impalcature metalliche, incendi e rotture dovute a cause varie anche naturali, come grandine e vento, potrebbero facilmente far liberare.

Per misura precauzionale riteniamo che debbano essere banditi i pannelli al Telloruro di Cadmio dagli impianti fotovoltaici, di qualsiasi tipo e ubicazione, data l’alta nocività per la salute umana del Cadmio. Lo stesso dicasi per pannelli costruiti utilizzando altri elementi o sostanze nocive per la salute umana. Rischiamo un potenziale nuovo dramma sanitario nazionale legato al Cadmio, dopo quello amianto, e non possiamo consentirlo. Sebbene i substrati contenenti sostanze nocive possano essere incapsulati adeguatamente nei pannelli, gli elevati rischi di contaminazione dell’ambiente a seguito di rottura ed incendio, incidentalità queste incrementate dall’immensa estensione delle superifici fotovoltaicizzate nel paese, implica un’immediata applicazione legislativa del principio di prevenzione e precauzione previsto dall’Unione Europea. Il “Trattato di Maastricht” ha introdotto il principio di precauzione (poi ripreso dalla “Costituzione Europea” art. III-233) attualmente enunciato all’art. 191 del “Trattato sul funzionamento dell’Unione europea”, dove si sostiene che la politica dell’Unione in materia ambientale mira a un elevato livello di tutela ed «è fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente e sul principio “chi inquina paga”».

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4 thoughts on “Massima soddisfazione e massimo appoggio al decreto del Governo che elimina totalmente gli incentivi per il fotovoltaico sui terreni agricoli

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