Denuncia grave emergenza sanitaria nazionale: a rischio la salute umana e gli interi ecostistemi vicini ad impianti industriali fotovoltaici ed eolici.

Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi
Comunicato Stampa

Denuncia grave emergenza sanitaria nazionale: a rischio la salute umana e gli interi ecostistemi vicini ad impianti industriali fotovoltaici ed eolici.

Il Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi, a cui si sono aggiunti 20 associazioni e comitati oltre a persone interessate, ha inviato al Governo e in particolare al Ministro della Salute Renato Balduzzi e al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini una lettera contenente una denuncia sulla grave emergenza sanitaria a cui sono soggetti i cittadini che vivono nelle immediate vicinanze di impianti fotovoltaici ed eolici industriali a terra.
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Ora si SALVI l’ITALIA: RINNOVABILI INDUSTRIALI, la Crisi “eco-finanziaria” da cui la Spagna si è tirata fuori!

Lettera aperta urgente per il Governo
Roma, 12 febbraio 2012

Il Governo Monti segua il virtuosissimo esempio Spagnolo,
tagli con coraggio la maxi-speculazione del fotovoltaico e dell’eolico industriale, cancellando ogni pubblico incentivo, con valenza quanto più retroattiva possibile, data la totale assenza di alcuna “equità” in quegli assurdi incentivi, dalle conseguenze persino incostituzionali ai danni del Paese, tassi pertanto tutti quegli impianti che devastano la qualità di vita dei cittadini ed il paesaggio difesi dalla Costituzione, e dunque con esso l’economia italiana, il turismo e il settore silvo-agro-pastorale!

<< Siano esclusi da tali provvedimenti gli impianti fotovoltaici virtuosi davvero che son solo quelli ubicati sui tetti dei tantissimi inutilizzati tetti degli edifici recenti, specie poi anche se per l’autoconsumo >>

Uscire dalla crisi non si può senza tagliare queste assurde esorbitanti voci di spesa, speculazione e di danno al BelPaese, che indeboliscono le casse dello Stato e le tasche dei cittadini, come delle aziende piccole e non, che assorbono risorse ben più utili per sanità, istruzione, e “ambiente”, quello vero, come i rimboschimenti con essenze naturali autoctone, le bonifiche-decementificazioni con ripristino della fertilità e rinaturalizzazione delle aree inquinate-degradate, i sussidi per l’agricoltura biologica!

Dopo la lettera al Governo sottoscritta da ben 60 associazioni e dal “Comitato Nazionale contro il fotovoltaico e l’eolico nelle aree verdi, e più in generale naturali”, il Comitato Nazionale lancia d’urgenza questo invito a seguire con forza il provvidenziale esempio Spagnolo, anche di fronte ai maldestri tentativi delle lobby speculative di stravolgere tramite taluni parlamentari il Decreto del Governo “Salva Italia dalla piaga del fotovoltaico industriale nei campi”, ovvero l’articolo 65, contenuto nel recente Decreto Liberalizzazioni, che il Parlamento deve ratificare in legge nei prossimi giorni.
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Eolico: TAR Campania sul concetto di vicinitas

TOT CAPITA, TOT SENTENZIAE (“Quante le teste, tante le opinioni”)

( che potrebbe anche tradursi in: ………..“tutto capita nelle sentenze”).

A) Sentenza n° 201/2012 TAR Campania (Sezione distaccata di Salerno; Prima Sezione)

Il ricorrente, proprietario di un immobile abitativo situato nei pressi di un sito individuato per la realizzazione di un impianto eolico relativamente al quale era stata concessa l’Autorizzazione Unica, ha chiesto l’annullamento di tale atto autorizzatorio, l’annullamento della convenzione stipulata tra il Comune e la ditta proponente regolante la concessione e l’annullamento, infine,  “di ogni altro atto o provvedimento preordinato, collegato, connesso o consequenziale, comunque lesivo dei suoi interessi”.

Il ricorrente assume che il rapporto di immediata contiguità tra l’impianto e l’abitazione di sua proprietà è tale da integrare la situazione di vicinitas che,  ai sensi dell’art. 31, comma 9, L. 1150/1942 come modificato dall’art. 10 L. 765/1967, sarebbe idonea a fondare la legittimazione all’impugnazione in subiecta materia, rilevando, altresì, come l’incidenza paesaggistica di un impianto per la produzione di energia eolica, nonché la creazione di zone di rispetto nelle quali siano ricomprese parti del territorio di comuni limitrofi e dalle quali discenderebbero effetti negativi in merito alla fruibilità del territorio medesimo, configurano un “vulnus” idoneo a fondare la legittimazione ad agire.

Nel rigettare il ricorso, il TAR ha ravvisato due motivi di inammissibilità per carenza di legittimazione ad agire:

1) non è di per sé sufficiente, a detta dei giudici amministrativi, la mera vicinanza dell’abitazione all’impianto, avendo dovuto il ricorrente provare l’esistenza del danno lamentato, conseguente alla approvazione dell’impianto, e riconducibile sia ad una svalutazione economica del suofondo, sia al fatto che le prescrizioni dettate dall’autorità competente in merito alle modalità di gestione dell’impianto non sarebbero idonee a salvaguardare la salute di coloro che vivono nelle vicinanze.

Il TAR ha quindi rigettato la domanda motivando la decisione sul presupposto che l’interesse del proprietario ricorrente non rispecchia solo un “interesse diffuso” per la tutela del paesaggio, ma anche un interesse suo proprio personale, della cui concretezza, però, non sarebbe stata fornita la prova;

2) il ricorrente non avrebbe preventivamente impugnato alcuni provvedimenti, quali, ad esempio, il parere positivo di compatibilità ambientale della Regione Campania; provvedimenti che si pongono quale presupposto dell’Autorizzazione Unica rilasciata. Aggiungendo che, ove anche si fosse giunti all’annullamento della impugnata Autorizzazione Unica, tale autorizzazione avrebbe potuto comunque nuovamente rivivere sulla base di quei provvedimenti già adottati (non impugnati e non più impugnabili), il che renderebbe privo di interesse l’azione prodotta dal cittadino.

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Geo&Geo: “cose dell’altro mondo”

Nella trasmissione di Geo & Geo dello scorso giovedì 26 gennaio, con a tema l’eolico, si è ritenuto di dover magnificare tale fonte rinnovabile al punto di rappresentarla come elemento non contrastante con il paesaggio, ed anzi ad esso di contorno e di abbellimento.

Il messaggio che la Sig.ra Sveva Sagramola ha così appassionatamente inviato non è però in linea con un sempre più crescente movimento di Comitati ed Associazioni ambientaliste – tanto per citarne alcune: Italia Nostra, Amici della Terra, Comitato Nazionale del Paesaggio, Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed eolico nelle Aree Verdi, Salviamo il Paesaggio, ecc. -, le quali si battono da tempo per il rispetto dell’art. 9 comma 2 della Costituzione italiana e per impedire lo scempio di luoghi di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, storico, artistico ed archeologico, assediati da impianti eolici di tipo industriale.

Simbolo di tale aggressione è, oggi, l’antica città di Altilia-Saepinum, nel Molise, a ridosso della quale stanno per sorgere 126 torri dell’altezza di 140 mt., in cui il circostante paesaggio dell’Alta Valle del Tammaro, di rara e incontaminata bellezza rischia di subire una irreversibile trasformazione e la cancellazione della memoria storica e identitaria di quel luogo sublime e solenne.

Forse la Signora Sagramola non conosce il fenomeno eolico nei suoi aspetti negativi, la sua aggressione verso il territorio, rappresentandoselo, probabilmente, sulla base di qualche immagine televisiva o di qualche fotografia. Le sfugge, evidentemente, la violenza subita dal suolo e dal sottosuolo a causa dei profondi e larghi scavi in cui si riversano tonnellate e tonnellate di cemento (che compromettono anche l’assetto idrogeologico dei luoghi); le sfugge la irreversibile trasformazione di estese aree naturali, boschive o destinate al pascolo, necessarie per la realizzazione di strade di accesso, piazzuole e cavidotti; le sfugge la quotidiana strage di volatili che si compie a ridosso delle torri eoliche.

La “poesia” narrata dalla signora Sagramola è un’immagine assolutamente fuorviante che si è intesa dare con l’interessato contributo del presidente dell’ANEV, mentre la realtà è ben diversa per quanti sono effettivamente amanti del paesaggio o per quanti siano costretti a vivere a stretto contatto con impianti eolici, sopportandone le conseguenze in termini di inquinamento acustico, visivo, elettromagnetico, e con grave pregiudizio per la qualità della loro vita.

Il tanto sbandierato concetto di “pluralità di informazione ” imporrebbe che alla trasmissione sull’eolico, da Voi mandata in onda, ne segua un’altra in cui un esponente di quell’associazionismo che ad esso invece si oppone, considerando le pale come elementi fortemente deturpanti del paesaggio e dell’ambiente naturale e vedendo l’eolico piuttosto come fenomeno di dilagante e preoccupante sviluppo speculativo (a fronte del quale non si scorge un soddisfacente ritorno in termini di produzione energetica), abbia la possibilità di esprimere tesi avverse e contrarie a quelle da Voi entusiasticamente offerte ai telespettatori nella puntata del 26 gennaio scorso.

Con l’auspicio che un rappresentante del nostro Comitato (o di altro Comitato o Associazione) possa partecipare ad una delle Vostre prossime puntate, si porgono distinti saluti.

Gianluigi Ciamarra
(Responsabile CNP – Molise)

Appello per salvare Sepino (dall’eolico industriale)

al Ministro dei Beni Culturali LORENZO ORNAGHI,
al Presidente  del Consiglio MARIO MONTI
al Presidente Giorgio Napolitano

Italia Nostra, CNP (Comitato nazionale Paesaggio), Mountain Wilderness
29 gennaio 2012

Saepinum e la conca montana del Tammaro sono un luogo emblematico del piccolo Molise, insieme al teatro Sannitico di Pietrabbondante.
Il Molise è parte irrinunciabile dell’unità del nostro Paese.
Questi luoghi costituiscono le fondamenta della storia unitaria di cui si è appena celebrato il centocinquantenario.
Quando furono progettate le centrali eoliche industriali in questi siti, forse non ci si rendeva ancora conto che il fuori scala prodotto dalle torri ciclopiche, avrebbe sfregiato irrimediabilmente un paesaggio fino allora intatto; che questo paesaggio sarebbe stato
omologato ai troppi luoghi già violati nel Mezzogiorno d’Italia;
che si sarebbe cancellata in modo irreversibile l’essenza stessa di territori che meriterebbero ben altro trattamento e conservazione.

Oggi tutto è più chiaro. Ma le procedure giudiziarie amministrative, seguono il loro iter con anonima burocraticità, ignorando completamente i sacrosanti diritti della popolazione stessa del Molise in difesa della propria identità culturale e dei propri luoghi, così carichi di memoria storica.
C’è stato infatti in questi anni un movimento imponente di ribellione civica a progetti industriali, così impattanti, da parte dei cittadini, ora più consapevoli, della necessità di difendere il proprio paesaggio.

Per queste ragioni, Signor Ministro, in nome dell’articolo 9 della Costituzione e del significato che è insito nei festeggiamenti dei 150 anni di unità nazionale, con solennità, Le chiediamo un intervento che definisca, anche con la potestà della legge, la definitiva
salvaguardia di questi luoghi che il nostro Paese riconosce come proprio irrinunciabile patrimonio.

Anche con questo Vostro intervento l’Italia può ricominciare a sperare.