Geo&Geo: “cose dell’altro mondo”

Nella trasmissione di Geo & Geo dello scorso giovedì 26 gennaio, con a tema l’eolico, si è ritenuto di dover magnificare tale fonte rinnovabile al punto di rappresentarla come elemento non contrastante con il paesaggio, ed anzi ad esso di contorno e di abbellimento.

Il messaggio che la Sig.ra Sveva Sagramola ha così appassionatamente inviato non è però in linea con un sempre più crescente movimento di Comitati ed Associazioni ambientaliste – tanto per citarne alcune: Italia Nostra, Amici della Terra, Comitato Nazionale del Paesaggio, Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed eolico nelle Aree Verdi, Salviamo il Paesaggio, ecc. -, le quali si battono da tempo per il rispetto dell’art. 9 comma 2 della Costituzione italiana e per impedire lo scempio di luoghi di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, storico, artistico ed archeologico, assediati da impianti eolici di tipo industriale.

Simbolo di tale aggressione è, oggi, l’antica città di Altilia-Saepinum, nel Molise, a ridosso della quale stanno per sorgere 126 torri dell’altezza di 140 mt., in cui il circostante paesaggio dell’Alta Valle del Tammaro, di rara e incontaminata bellezza rischia di subire una irreversibile trasformazione e la cancellazione della memoria storica e identitaria di quel luogo sublime e solenne.

Forse la Signora Sagramola non conosce il fenomeno eolico nei suoi aspetti negativi, la sua aggressione verso il territorio, rappresentandoselo, probabilmente, sulla base di qualche immagine televisiva o di qualche fotografia. Le sfugge, evidentemente, la violenza subita dal suolo e dal sottosuolo a causa dei profondi e larghi scavi in cui si riversano tonnellate e tonnellate di cemento (che compromettono anche l’assetto idrogeologico dei luoghi); le sfugge la irreversibile trasformazione di estese aree naturali, boschive o destinate al pascolo, necessarie per la realizzazione di strade di accesso, piazzuole e cavidotti; le sfugge la quotidiana strage di volatili che si compie a ridosso delle torri eoliche.

La “poesia” narrata dalla signora Sagramola è un’immagine assolutamente fuorviante che si è intesa dare con l’interessato contributo del presidente dell’ANEV, mentre la realtà è ben diversa per quanti sono effettivamente amanti del paesaggio o per quanti siano costretti a vivere a stretto contatto con impianti eolici, sopportandone le conseguenze in termini di inquinamento acustico, visivo, elettromagnetico, e con grave pregiudizio per la qualità della loro vita.

Il tanto sbandierato concetto di “pluralità di informazione ” imporrebbe che alla trasmissione sull’eolico, da Voi mandata in onda, ne segua un’altra in cui un esponente di quell’associazionismo che ad esso invece si oppone, considerando le pale come elementi fortemente deturpanti del paesaggio e dell’ambiente naturale e vedendo l’eolico piuttosto come fenomeno di dilagante e preoccupante sviluppo speculativo (a fronte del quale non si scorge un soddisfacente ritorno in termini di produzione energetica), abbia la possibilità di esprimere tesi avverse e contrarie a quelle da Voi entusiasticamente offerte ai telespettatori nella puntata del 26 gennaio scorso.

Con l’auspicio che un rappresentante del nostro Comitato (o di altro Comitato o Associazione) possa partecipare ad una delle Vostre prossime puntate, si porgono distinti saluti.

Gianluigi Ciamarra
(Responsabile CNP – Molise)

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5 thoughts on “Geo&Geo: “cose dell’altro mondo”

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  2. Mi pare impossibile che chi ha davvero a cuore la natura possa avvalorare tali pale e non cerchi invece soluzioni migliori per applicare le energie rinnovabili. Mi sbaglierò, ma secondo me ci sono delle spinte commerciali sotto (lo stesso vale per eminenti esponenti di Legambiente e Verdi che a una trasmissione televisiva ebbi modo di appurare che non erano in generale poi così preoccupati dell’impatto ambientale delle rinnovabili). Assurdo!

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