Eolico: TAR Campania sul concetto di vicinitas

TOT CAPITA, TOT SENTENZIAE (“Quante le teste, tante le opinioni”)

( che potrebbe anche tradursi in: ………..“tutto capita nelle sentenze”).

A) Sentenza n° 201/2012 TAR Campania (Sezione distaccata di Salerno; Prima Sezione)

Il ricorrente, proprietario di un immobile abitativo situato nei pressi di un sito individuato per la realizzazione di un impianto eolico relativamente al quale era stata concessa l’Autorizzazione Unica, ha chiesto l’annullamento di tale atto autorizzatorio, l’annullamento della convenzione stipulata tra il Comune e la ditta proponente regolante la concessione e l’annullamento, infine,  “di ogni altro atto o provvedimento preordinato, collegato, connesso o consequenziale, comunque lesivo dei suoi interessi”.

Il ricorrente assume che il rapporto di immediata contiguità tra l’impianto e l’abitazione di sua proprietà è tale da integrare la situazione di vicinitas che,  ai sensi dell’art. 31, comma 9, L. 1150/1942 come modificato dall’art. 10 L. 765/1967, sarebbe idonea a fondare la legittimazione all’impugnazione in subiecta materia, rilevando, altresì, come l’incidenza paesaggistica di un impianto per la produzione di energia eolica, nonché la creazione di zone di rispetto nelle quali siano ricomprese parti del territorio di comuni limitrofi e dalle quali discenderebbero effetti negativi in merito alla fruibilità del territorio medesimo, configurano un “vulnus” idoneo a fondare la legittimazione ad agire.

Nel rigettare il ricorso, il TAR ha ravvisato due motivi di inammissibilità per carenza di legittimazione ad agire:

1) non è di per sé sufficiente, a detta dei giudici amministrativi, la mera vicinanza dell’abitazione all’impianto, avendo dovuto il ricorrente provare l’esistenza del danno lamentato, conseguente alla approvazione dell’impianto, e riconducibile sia ad una svalutazione economica del suofondo, sia al fatto che le prescrizioni dettate dall’autorità competente in merito alle modalità di gestione dell’impianto non sarebbero idonee a salvaguardare la salute di coloro che vivono nelle vicinanze.

Il TAR ha quindi rigettato la domanda motivando la decisione sul presupposto che l’interesse del proprietario ricorrente non rispecchia solo un “interesse diffuso” per la tutela del paesaggio, ma anche un interesse suo proprio personale, della cui concretezza, però, non sarebbe stata fornita la prova;

2) il ricorrente non avrebbe preventivamente impugnato alcuni provvedimenti, quali, ad esempio, il parere positivo di compatibilità ambientale della Regione Campania; provvedimenti che si pongono quale presupposto dell’Autorizzazione Unica rilasciata. Aggiungendo che, ove anche si fosse giunti all’annullamento della impugnata Autorizzazione Unica, tale autorizzazione avrebbe potuto comunque nuovamente rivivere sulla base di quei provvedimenti già adottati (non impugnati e non più impugnabili), il che renderebbe privo di interesse l’azione prodotta dal cittadino.

 

B) Sentenza del 2006 del TAR Campania (Sezione distaccata di Salerno; Seconda Sezione)

In altra sentenza, della stessa Sede distaccata di Salerno del TAR Campania (Sezione seconda), si discute sulla legittimazione ad agire dei ricorrenti quali residenti nel Comune interessato alla realizzazione di un impianto eolico.

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile nei confronti di alcuni ricorrenti (non essendo stata ritenuta sufficiente la semplice attestazione di residenza a configurare il danno da loro lamentato, ma occorrendo, perché esso possa prospettarsi, uno stabile collegamento -residenza, proprietà, possesso di immobili- con la zona destinata alla nascita dell’impianto), ma ammissibile per ciò che concerne la posizione di un altro ricorrente, proprietario di una abitazione ubicata nei pressi del sito individuato per l’installazione dello stesso impianto.

In tal caso la contiguità tra immobile ed impianto (nella fattispecie in esame la distanza era pari a circa 240 mt.) ben delinea, a detta del TAR, una situazione di vicinitasche, ai sensi dell’art. 31, comma 9, l. n. 1150 del 17 agosto 1942, come modificato dall’art. 10 l. n. 765 del 6 agosto 1967, e giustifica, pertanto, pienamente, la proposta impugnativa. Detto ricorrente è pertanto legittimato alla proposizione del ricorso in virtù dello stabile e concreto collegamento della sfera dei suoi interessi con la zona interessata dalla realizzazione del progetto di centrale eolica. Tale principio, per il quale la vicinitasdeve essere valutata tenendo conto della natura e delle dimensioni dell’opera realizzata, della sua destinazione, delle conseguenze che si producono con il suo insediamento sulla qualità della vita di coloro che per residenza o altro hanno uno stabile collegamento con la zona in cui l’opera è destinata, è stato più volte affermato in giurisprudenza (a tal proposito, vedasi Consiglio Stato, sentenza n. 4790 del 2004; sentenza n.4821 del 2007).

Alcune considerazioni discendono dalla lettura delle sentenze in esame:

1) Seppur la domanda (relativa al ricorso di cui alla prima sentenza sub A) appare non provata sotto l’aspetto della concretezza del danno economico che si prospetta per la proprietà del ricorrente, può ritenersi che tale danno è in re ipsa, dovendosi considerare presuntivamente la innegabile svalutazione cui è soggetto un immobile che venga successivamente a trovarsi nelle strette vicinanze del costruendo impianto eolico la cui presenza modifica il preesistente aspetto dei luoghi circostanti, il loro originario assetto; determinandosi, così – ed anche – una limitazione nel godimento della proprietà derivante da nuove situazioni (rumore, campo elettromagnetico, infrasuoni, modificazione del paesaggio e del sottosuolo) che incidono inequivocabilmente sulla qualità della vita di coloro che siano costretti a subire le conseguenze della vicinitas con impianti eolici.

La prova relativa al danno lamentato, dovrebbe ritenersi implicita nella vicinitas come fatto generatore della svalutazione dell’immobile in questione.

2) Il concetto di “vicinitas può assumere un significato meno restrittivo di quello testé preso in considerazione, ove lo si rapporti alle dimensione dell’opera da realizzarsi. E’ indubbio che un impianto eolico dalle grosse dimensioni, per numero di aerogeneratori e per l’altezza di essi, è destinato ad incidere anche nella sfera di interessi di quanti abbiano la loro residenza a notevole distanza dal sito eolico, laddove esso crei pregiudizio al loro vissuto ambientale diretto, modificandosi, con la installazione della centrale, il loro quotidiano paesaggio naturale, storico e culturale.

Oltre a tale categorie di persone, portatrici di un interesse loro proprio, sembra potersi conseguentemente riconoscere la legittimazione ad agire anche ai Comuni (e di altri Enti esponenziali) limitrofi a quello interessato dall’opera, quali Enti esponenziali di interessi collettivi di collettività esposte alle conseguenze pregiudizievoli, di ordine paesaggistico ed ambientale, derivanti dalla realizzazione di impianti deturpanti.  E ciò sia nella ipotesi in cui la centrale eolica si rendesse visibile dai Comuni limitrofi, sia quando, pur non essendo essi visibili, esistesse una zona di rispetto in cui l’Ente è titolare di un diritto a ridosso dell’area in cui è destinata a sorgere la centrale.

3) Con la stessa sentenza (di cui al precedente n° 2) il TAR ha rigettato una eccezione di inammissibilità sollevata dalle parti resistenti circa la pretesa decadenza del diritto ad impugnare; eccezione sollevata in ordine alla pretesa non tempestiva opposizione, da parte del ricorrente, alle delibere comunali approvative della istituzione dell’impianto eolico. Nel rigettare tale rilievo, il TAR  ha sostenuto che “la natura intrinsecamente programmatica delle citate delibere, anche alla luce della non riferibilità delle stesse ad un progetto connotato da sufficiente compiutezza descrittiva ed attitudine attuativa, impone di escludere ogni loro carattere di immediata ed effettiva incidenza nei confronti degli interessi del ricorrente”.

Al lettore le conclusioni.

Gianluigi Ciamarra

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