Denuncia grave emergenza sanitaria nazionale: a rischio la salute umana e gli interi ecostistemi vicini ad impianti industriali fotovoltaici ed eolici.

Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi
Comunicato Stampa

Denuncia grave emergenza sanitaria nazionale: a rischio la salute umana e gli interi ecostistemi vicini ad impianti industriali fotovoltaici ed eolici.

Il Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi, a cui si sono aggiunti 20 associazioni e comitati oltre a persone interessate, ha inviato al Governo e in particolare al Ministro della Salute Renato Balduzzi e al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini una lettera contenente una denuncia sulla grave emergenza sanitaria a cui sono soggetti i cittadini che vivono nelle immediate vicinanze di impianti fotovoltaici ed eolici industriali a terra.
In particolare riguardo agli impianti fotovoltaici industriali a terra sono stati evidenziati, tra gli altri, i seguenti effetti: inquinamento elettromagnetico generato dalle cabine di trasformazione, dai cavidotti e dagli elettrodotti posti nelle vicinanze delle abitazioni; pericolo di incendi; abbagliamento; rumore causato dalle cabine di trasformazione; possibile dispersione di sostanze nocive (ad esempio cadmio) contenute nei pannelli, per rottura degli stessi o a causa di fenomeni naturali; danni esistenziali e neuro-psicologici; inquinamento causato dai diserbanti irrorati a terra; variazioni microclimatiche nell’area circostante; peggioramento dello stato ambientale dei luoghi; danni agli ecosistemi; grave impatto visivo; ecc.
Riguardo all’inquinamento elettromagnetico l’Organizzazione Mondiale della Sanità e lo Statuto della Comunità Europea invitano ad applicare il principio di precauzione che afferma che “occorre usare con prudenza e cautela tutte quelle tecnologie che non risultano essere sicuramente innocue”. L’Istituto Superiore della Sanità già dal 1995 ha evidenziato la correlazione tra esposizione ed aumento del rischio di leucemia infantile. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC) nel 2001 ha classificato i campi elettromagnetici come “possibilmente cancerogeni per l’uomo.” Altri ricercatori hanno constatato un drammatico incremento di patologie croniche e gravi, nonché il moltiplicarsi di ulteriori disturbi, come insonnia, vertigini, emicrania, impotenza, ecc, tutti riconducibili all’esposizione a fonti di campi elettromagnetici.
Il problema maggiore nasce per i cosiddetti “effetti a lungo termine”, derivanti da esposizioni prolungate anche a dosi di centinaia di volte inferiori a quelle stabilite per proteggersi dagli effetti immediati (per esempio un’abitazione situata vicino ad elettrodotti, cavidotti, cabine di trasformazione ecc.). Tali effetti possono essere rilevati solo da indagini epidemiologiche sulle popolazioni esposte per lunghi periodi. Per le basse frequenze, molte indagini hanno dimostrato che vi è certezza scientifica del rapporto causa-effetto di un aumento dell’incidenza di alcune gravi
patologie, tra le quali la leucemia infantile , o il tumore alla mammella maschile.

Riguardo agli impianti eolici industriali sono stati evidenziati, tra gli altri, i seguenti effetti nocivi: inquinamento da rumore; esposizioni al rumore a bassa frequenza, sindrome da turbina eolica (un’autentica malattia di natura neurologica. La sintomatologia legata alla vicinanza delle pale è uniforme in tutti i paesi dove queste sono installate. I sintomi riscontrati sono di carattere “fisico”: cardiopalmo, tachicardia, tremore, vibrazione di organi interni, tinnitus, mal di testa, disturbi acustici, sensazione di avere le orecchie chiuse, vertigine ecc.; e distorsioni di funzioni cerebrali: insonnia, difficoltà di concentrazione e perdita di memoria.  “dott.ssa Nina Pierpont – USA” ), effetto stroboscopico delle pale eoliche, possibile rottura della pala eolica con conseguente lancio a grande distanza di detriti e parti meccaniche, rischio di incendio, danni agli ecosistemi, fortissimo impatto visivo, ecc.

Prima dell’emanazione delle linee guida nazionali molti impianti industriali rinnovabili sono stati approvati ed installati in modo selvaggio, spessissimo senza sopralluoghi da parte delle amministrazioni che hanno rilasciato le autorizzazioni e senza controlli degli enti preposti.

Nella maggior parte dei progetti presentati si parla genericamente ed infondatamente di assenza di impatto ambientale incidente su persone e sul territorio. In realtà ove si fosse preventivamente provveduto ad effettuare i dovuti sopralluoghi la maggior parte di essi risulterebbero illegittimi.

Per 20-30 anni coloro che risiedono nelle vicinanze di tali impianti dovranno subirne le conseguenze estremamente negative per la propria salute.

Un numero rilevante di questi impianti, spesso realizzati a solo scopo speculativo, sono stati installati a ridosso di abitazioni. Le fasce di rispetto, cioè le distanze minime dai singoli edifici, sono state decise in maniera del tutto arbitraria.

Sempre più emerge la necessità di una pianificazione, anche retroattiva, contro la totale aggressione devastante ai danni dei territori e dei suoi abitanti. Assistiamo ad una vera e propria devastazione dei paesaggi agrari e naturali, promossa da leggi nemiche dei cittadini e dei loro beni.

Il Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi (non contrario agli impianti sui tetti industriali, di edifici pubblici e privati di nuova costruzione), già in precedenti documenti ha evidenziato al Presidente del Consiglio Mario Monti e ai suoi Ministri come le attuali leggi non prevedano, ad esempio, una sufficiente distanza minima degli impianti dalle abitazioni, venendosi così a verificare assurde imposizioni e limitazioni all’altrui proprietà con evidente e grave pregiudizio, in danno di quanti siano costretti a subire gli effetti negativi della vicinanza di vasti impianti.

Chi ha costruito una casa in campagna lo ha fatto per vivere a contatto con la natura e non già per ritrovarsi nelle immediate vicinanze della sua proprietà aree industriali per la produzione di energia elettrica, avere come panorama staffe di ferro e pannelli di silicio grigio, oppure eco-mostri come le pale eoliche. Le persone che vi abitano si sono ritrovate improvvisamente a vivere in uno stato di panico e costante preoccupazione e subendo un innegabile danno patrimoniale: gli impianti eolici e quelli del fotovoltaico a terra producono l’arricchimento di pochi a discapito del territorio e della collettività. E’ un diritto dei cittadini pretendere la tutela della loro salute e della qualità della loro vita.

Mancate o approssimative verifiche preventive dei progetti presentati e, conseguentemente, frettolose autorizzazioni concesse, costringono il cittadino a dover ricorrere ad azioni legali estremamente dispendiose e dall’esito incerto, stante la preoccupante giurisprudenza formatasi al riguardo.

Il rispetto dell’uomo, della salute e della propria casa sono diritti inviolabili. Siamo invece di fronte ad una violazione di diritti umani internazionali fondamentali allorquando i pubblici amministratori, nel desiderio di raggiungere gli obiettivi energetici (e miseri indennizzi per il bilancio dei loro Comuni), agiscono a detrimento della salute e della dignità delle famiglie.

Gli abitanti che vivono a ridosso di tali impianti CHIEDONO lo smantellamento degli impianti industriali fotovoltaici ed eolici situati in prossimità di case di civile abitazione, dovendo essere riconosciuto prevalente il diritto alla salute dei cittadini.
Chiedono che, per intervenuti motivi di pubblico interesse, di tutela dell’ambiente e della salute della collettività, le Pubbliche Amministrazioni revochino le autorizzazioni già rilasciate alla costruzione di tali impianti, come è loro facoltà.

E in ogni caso chiedono che il Governo:
– conferisca ai Prefetti poteri d’emergenza al fine di poter essi autonomamente individuare tutte le irregolarità che hanno consentito l’installazione di impianti a ridosso di abitazioni;
– preveda l’emissione di ordinanze di smantellamento degli impianti irregolari;
– inasprisca le pene per “falsa descrizione del territorio” finalizzata ad ottenere l’autorizzazione del progetto;
– renda obbligatori, di concerto con gli abitanti e/o proprietari, i sopralluoghi preordinati all’approvazione dei progetti al fine di verificare la corrispondenza della descrizione del territorio in progetto con lo stato effettivo dei luoghi;
– preveda l’assoluto divieto di integrare i progetti incompleti ed inidonei alla reale descrizione del territorio, con conseguente inefficacia degli stessi;
– elimini ogni dubbio circa la possibilità di qualsivoglia tipo di sanatoria;
– vengano applicate misure di diminuzione sull’impatto ambientale con la riduzione della superficie dell’impianto o allontanamento dello stesso dalle abitazioni;
– siano bonificati i siti alterati con il restauro-rinaturalizzazione dei luoghi secondo lo “status quo ante”;
– che le Sottostazioni elettriche per l’immissione di energia prodotta da impianti eolici e fotovoltaici sulla rete nazionale vengano allontanate da insediamenti abitativi;
– le Linee Guida Nazionali per le centrali eoliche e fotovoltaiche industriali siano pertanto essere riviste per includere aspetti quali i potenziali effetti sulla salute e la distanza idonea dalle abitazioni, al fine di garantire il diritto alla salute e alla salubrità ambientale atti ad eliminare ogni possibile forma di inquinamento acustico o elettromagnetico.

Al fine di tutelare i cittadini nel caso di installazioni già esistenti o future chiediamo che siano introdotte nelle linee guida nazionali fasce di rispetto e distanze minime, con valenza retroattiva laddove già realizzati, tra questi impianti fotovoltaici a terra e le abitazioni di almeno 500 mt.

L’Accademia Nazionale Francese di Medicina raccomanda la costruzione di turbine eoliche a un minimo di 1.5 Km dalle abitazioni; 2,5 km sono invece consigliati dagli esperti interpellati dalla provincia dell’Ontario (Canada) che ha condotto gli studi più avanzati in materia. Risulta essenziale e doveroso fissare distanze minime effettivamente efficaci e non derogabili da strade e abitazioni, gli attuali 200 metri suggeriti dalle linee guida nazionali sono assolutamente insufficienti viste le grandi dimensioni dei moderni aerogeneratori. Un minimo criterio di prudenza imporrebbe una distanza minima di almeno 1,5 km.

il Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi

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14 thoughts on “Denuncia grave emergenza sanitaria nazionale: a rischio la salute umana e gli interi ecostistemi vicini ad impianti industriali fotovoltaici ed eolici.

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  4. Si, via il fotovoltaico e l’eolico! Via tutte le FER. Continuiamo con centrali a carbone e magari rifacciamo un pensierino al nucleare. Continuiamo a importare petrolio (quello si che è naturale!) dal medioriente e gas dalla Russia (che costeranno sempre di più).
    Che ci sia stata una pianificazione fatta male siamo tutti d’accordo. Cheil FV sia la causa di tutti i mali NO! Finitela con sti attacchi insensati e sti piagnistei, che dietro queste scenate poi magari viene fuori che si nascondono pure i petrolieri etc. etc. etc….
    Le rinnovabili sono uno strumento e una speranza per un futuro migliore. Si, niente popò di meno! Se invece che sbraitare contro il FV e l’eolico (che sono strumenti tecnici) sbraitaste contro i politici nazionali e locali e contro quelli che a vario titolo si sono svenduti il territorio in modo selvaggio fareste più bella figura. Andate a cercare le società di comodo che sono state create e vedete chi c’è dietro. Assessori? Politicanti della porta accanto? Il problema è che siamo uno stato di mafiosi (nel senso ampio del termine) e qualsiasi cosa si faccia viene sempre distorta dal contesto umano putrefatto di questa povera Italia. Tutti che urlano e che strombettano e nessuno che sappia di cosa sta parlando. Lo scempio in alcune zone c’è, è innegabile, ma la causa è prima di tutto sociale, politica e culturale.
    SI ALLE RINNOVABILI, SI ALLA PIANIFICAZIONE ENERGETICA E TERRITORIALE, SI A OBIETTIVI DI SVILUPPO CHIARI, SI A NORMATIVE SEMPLICI E COMPRENSIBILI, SI A CONTROLLI FERREI E A PUNIZIONI SEVERE.
    BASTA CON STE LOTTE TRA POVERI .
    Il fotovoltaico, ben gestito, può dare supporto all’agricoltura e alle aziende agricole che NON COLTIVANO PIU’ I LORO CAMPI PERCHE’ SEMPLICEMENTE NON GLI CONVIENE.
    Se continuiamo così qualsiasi tecnologia verrà bloccata perchè alla fine la applicheremo nel peggiore dei modi e arriveranno i salvatori dell’una o dell’altra parrocchia, di bianco vestiti e con le trombette per annunciare l’imminente apocalisse. Pensiamo ad usare meglio le cose e a fare i cittadini pensando un po più al bene collettivo e un po’ meno agli nteressi personali. Altrimenti continueremo ad essere solo galline in un pollaio disordinato e infelice.

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  7. D’accordissimo con Carlo. Basta con allarmismi generici! Basta parlare di fotovoltaico ed eolico assassino che fa morire gli animali quando è evidente che la causa è il diserbante impiegato! Perchè dovete strumentalizzare così i fatti per comunicare il vostro messaggio? Dov’è la vostra serietà?
    E smettiamola anche di dare contro agli incentivi per le rinnovabili! Facciamo così, parliamo degli incentivi all’agricoltura. Quanto pesano nelle tasche degli italiani? Qual’è il loro valore cumulato negli anni che è stato pagato? Facciamo dei controlli per vedere per ogni incentivo su un prodotto agricolo se il prodotto, girasole ad esempio, viene anche raccolto ed immesso in filiera dopo aver preso l’incentivo? Perchè non chiediamo che l’incentivo venga dato POST VERIFICA IMMISSIONE o almeno RACCOLTO del prodotto? O mettiamo un REGISTRO per l’accesso agli incentivi agricoli con tetti annui stringenti e nessuna garanzia di riuscire a prenderli…ci sono filiere di persone che lavorano da una parte e dall’altra e non è giusto continuare a sbraitare contro uno solo dei soggetti!

    Invochiamo serietà da entrambe le parti e smettiamola con questa ipocrisia!
    Pianificazione efficiente dell’uso delle risorse e PENE severe per chi sgarra, nelle RINNOVABILI come nell’AGRICOLTURA. Siamo un solo popolo italiano, impegnamoci assieme, ma CON PREMESSE CORRETTE e smettendola di andare avanti con i paraocchi tanto per tutelare i propri interessi.

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  9. l energia rinnovabile è un’enorme opportunità per aree povere del paese, per le aree agricole arretrate, per i terreni lasciati incolti perchè a coltivarli ci si perdono soldi. Il mezzogiorno ha sole e vento, potrebbe rinascere grazie a queste tecnologie. A patto di una seria pianificazione. La vostra battaglia è totalmente sbagliata. In Italia non si può piu’ fare niente senza chiedere il permesso a 1000 enti diversi: e dopo queste lungaggini burocratiche c è anche qualcuno che vorrebbe rimettere tutto in discussione e smantellare gli impianti: questa non è democrazia ma è la causa dell’arretratezza del nostro Paese. Io sono stato boicottato, non sono riuscito a realizzare il mio impianto: adesso resta il campo di pietre incoltivabile che è sempre stato il mio terreno, ed un proprietario povero come prima. Che bellezza

  10. Fate presto voi a parlare, di facili allarmismi. Io Personalmente ho acquistato a carissimo prezzo una casa in aperta campagna, immersa nella natura, nel parco nazionale d’abruzzo. Ed ora da un giorno all’altro mi ritrovo circondato da un immenso impianto di migliaia di pannelli fotovoltaici. Ho una bambina piccola di tre mesi. Sicuramente questi impianti emanano onde elettromagnetiche. Tu vivresti Tranquillamente , immerso in questo pannelli, per decenni? Scoprendo magari tra qualche anno che sono cancerogeni? Si fa presto a parlare. Per la collettività devo farmi venire io un tumore? Al di là, del danno patrimoniale, paesaggistico economico, che non riuscirò più a vendere la mia abitazione

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