CITTADINI A RISCHIO. E’ emergenza sanitaria nazionale: il fotovoltaico nei campi desertifica e uccide il territorio e le sue creature!

CRESCE LA PREOCCUPAZIONE DOPO LA MORIA DI PECORE E CAPRE NEL SALENTO, MORTE IMPROVVISAMENTE DOPO AVER PASCOLATO VICINO IMPIANTI FOTOVOLTAICI INDUSTRIALI!

No ad un’altra emergenza ambientale ora dal “Fotovoltaico Killer” – E’ un dovere prevenire prima che sia troppo tardi!

Alle autorità tutte, dal Governo, alle regioni, province, comuni, sindaci, alle ASL (Aziende Sanitarie Locali), ARPA (Agenzie Regionali per la Prevenzione e l’Ambiente), e procure si chiede ormai a gran voce dai cittadini una sola azione dovuta: RIDATECI LA SALUBRITÀ E BELLEZZA DEI CAMPI, SMANTELLATE QUESTI ORRORI!

La preoccupazione si è diffusa subito in tutt’Italia dove nei campi in are agricole, naturali e talvolta persino vicino abitazioni stanno comparendo assurdi impianti fotovoltaici industriali. Nella Puglia del sud, la Puglia salentina, iniziano a morire pecore e capre che avevano brucato l’erba vicino agli ormai detti dalla gente, senza mezzi termini, “lager” di fotovoltaico nei campi, gli impianti industriali con pannelli a celle fotovoltaiche assurdamente ubicati nei campi rurali e naturali; campi di vita, biodiversità, e di produzione dei prodotti alimentari agro-silvo-pastorali tipici del Salento. Campi e prodotti alla base del tipico pittoresco paesaggio salentino e della locale cultura gastronomica!

ARPA Puglia aveva avvisato sul rischio ambientale da fotovoltaico, con una lettera aperta del suo direttore, il Prof. Giorgio Assennato, medico epidemiologo di fama internazionale, durante la campagna elettorale che poi riconfermò Nichi Vendola per il secondo mandato a Governatore della Regione Puglia, ma è rimasta inascoltata quella lettera di forte allarme sullo stato di calamità artificiale che si stava inaugurando con la speculazione ai danni dello Stato e la follia del fotovoltaico industriale a terra!
Ora ARPA Puglia ha il dovere di inoltrare quegli stessi allarmi e quelle segnalazioni di pericolo, i cui effetti già si stanno verificando tristemente alle Procure, alle ASL, ed ai sindaci, massime autorità sanitarie locali, perché emettano le ordinanze di fermo degli impianti realizzati assurdamente in aree agricole e naturali, e affinché si proceda al loro urgente smantellamento!
Non è più solo un’ emergenza ambientale e paesaggistica, ma è anche ora una grave emergenza sanitaria. E non è più una sola emergenza Pugliese, ma nazionale dato il dilagare ovunque di queste offese ad ogni scienza della pianificazione territoriale!

Oggi le prime morie di grandi mammiferi, pecore e capre che avevano brucato l’erba avvelenata là dove l’avevano sempre brucata, da millenni, nei pascoli del Salento, là stesso dove tanti salentini raccolgono le prelibate erbe eduli salentine per cibarsene, ma quelle terre son state ora usurpate dall’industria speculativa del fotovoltaico e rese insalubri, tossiche, nocive, mortali! A sole poche settimane dall’ASSURDA istallazione dei pannelli nei nostri campi già questa strage … e le persone che vivono in quei luoghi? Non potrebbero essere a rischio avvelenamento anche esse a causa dei diserbanti che vi vengono adoperati e gettati in dosi massicce. E se i diserbanti penetrassero nelle falde acquifere? E se inquinassero i cibi che la gente mangia?
Forse le autorità competenti e responsabili agiranno, ma non vorremmo che lo facessero quando potrebbe essere troppo tardi….

L’INTERA ITALIA RURALE E NATURALE VA BONIFICATA URGENTEMENTE DA QUESTI ANACRONISTICI IMPIANTI DA SMANTELLARE CON BONIFICA-RESTAURO DELLO STATO NATURALE-RURALE DEI LUOGHI! E’ questa una priorità d’intervento a cui, senza se e senza ma, tutte le istituzioni, tutta la politica, tutte le amministrazioni e le forze di controllo vigilanza e giustizia, si devono occupare, ora e non domani.
Il fotovoltaico va ubicato solo e soltanto sui tantissimi tetti degli edifici più recenti, suoli questi inutilizzati e biologicamente morti ed in nessunissimo altro luogo, nessuno al di fuori delle aree industriali.

Ma le preoccupazioni non si limitano solo ai diserbanti gettati per uccidere, fare sterminio di ogni erba e muschio e forma di vita sotto i pannelli, molteplici sono infatti le forme di inquinamento ed alterazione della salubrità dei luoghi, trasformati in luoghi insalubri, correlate alla presenza di questi impianti industriali fotovoltaici.

Proprio in questi giorni come “Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi e più in generale naturali”, a cui si sono aggiunti 20 associazioni e comitati da ogni parte d’Italia, oltre a tante persone (e studiosi di vari campi di ricerca interessati alla problematica e che hanno dato il loro contributo), abbiamo inviato al Governo e in particolare al Ministro della Salute Renato Balduzzi e al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini una lettera contenente una denuncia sulla grave emergenza sanitaria a cui sono soggetti i cittadini che vivono o semplicemente sostano nelle immediate vicinanze di impianti fotovoltaici ed eolici industriali a terra. Il titolo del documento: “Denuncia grave emergenza sanitaria nazionale: a rischio la salute umana e gli interi ecostistemi vicini ad impianti industriali fotovoltaici ed eolici.

In particolare riguardo agli impianti fotovoltaici industriali a terra sono stati evidenziati, nella lettera al governo “tra gli altri, i seguenti effetti: inquinamento elettromagnetico generato dalle cabine di trasformazione, dai cavidotti e dagli elettrodotti posti nelle vicinanze delle abitazioni; pericolo di incendi; abbagliamento; rumore causato dalle cabine di trasformazione; possibile dispersione di sostanze nocive (ad esempio cadmio) contenute nei pannelli, per rottura degli stessi o a causa di fenomeni naturali; danni esistenziali e neuro-psicologici; inquinamento causato dai diserbanti irrorati a terra; variazioni microclimatiche nell’area circostante; peggioramento dello stato ambientale dei luoghi; danni agli ecosistemi; grave impatto visivo; ecc.”

Taluni pannelli infatti contengono tossico cadmio, arsenico, ed altre sostanze pericolose, ecc., e si dovrebbe fare più chiarezza sui correlati rischi di contaminazione, da parte delle autorità competenti di controllo prima di autorizzare l’ubicazione di simili pannelli nei nostri campi di vita che devono essere prioritariamente destinati alla vita e alla produzione dei prodotti alimentari nelle massime condizioni di salubrità ambientale a 360 gradi! Particolarmente grave pare sia il rischio di contaminazione dell’ambiente a seguito di rottura dei pannelli e loro dispersione in ambiente, e in caso del raggiungimento in questi di alte temperature da incendio di materiale vegetale o materiale plastico elettrico! Non a caso grande è la problematica dello smaltimento di questi pannelli!

In un precedente documento e lettera aperta sempre inviata al Governo, il “Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi e più in generale naturali” ha scritto a proposito: “Per misura precauzionale riteniamo che debbano essere banditi i pannelli al Telloruro di Cadmio dagli impianti fotovoltaici, di qualsiasi tipo e ubicazione, data l’alta nocività per la salute umana del Cadmio. Lo stesso dicasi per pannelli costruiti utilizzando altri elementi o sostanze nocive per la salute umana. Rischiamo un potenziale nuovo dramma sanitario nazionale legato al Cadmio, dopo quello ‘‘amianto eternit’’, e non possiamo consentirlo. Sebbene i substrati contenenti sostanze nocive possano essere incapsulati adeguatamente nei pannelli, gli elevati rischi di contaminazione dell’ambiente a seguito di rottura ed incendio, incidentalità queste incrementate dall’immensa estensione delle superfici fotovoltaicizzate nel paese, implica un’immediata applicazione legislativa del principio di prevenzione e precauzione previsto dall’Unione Europea. Il “Trattato di Maastricht” ha introdotto il principio di precauzione (poi ripreso dalla “Costituzione Europea” art. III-233) attualmente enunciato all’art. 191 del “Trattato sul funzionamento dell’Unione europea”, dove si sostiene che la politica dell’Unione in materia ambientale mira a un elevato livello di tutela ed «è fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente e sul principio “chi inquina paga”».”

Viviamo pertanto tutti noi cittadini italiani in un’ inaccettabile nebulosità in merito agli impatti di queste tecnologie alle quali taluni, incoscienti, vorrebbero consentire di fagocitare il nostro stesso spazio vitale, che è quello della ruralità e naturalità, per puri fini speculativi, per l’accaparramento degli incentivi statali, pagati da noi tutti cittadini con le nostre bollette elettriche non a caso iper-maggiorate negli ultimi mesi, insostenibili e che stanno costringendo anche le piccole imprese a chiudere, e le grandi a delocalizzare con gravissime conseguenze per tutto il sistema paese Italia! E il tutto giustificato con mendaci paraventi falso-ecologisti legati alla necessità di salvare il pianeta! Si certo, ma quale pianeta? Non certo la terra di cui l’Italia fa parte e che per la frode della Green Economy Industriale di eolico fotovoltaico e biomasse si vorrebbe invece cancellare e trasformare in una landa desolata e devastata, desertificata artificialmente, di fumi nocivi, ciminiere, specchi fotovoltaici, elettrodotti e mega pale eoliche ovunque ed in ogni direzione, persino in mare, al posto invece di quel tipico e variegato paesaggio storico-naturale che rende l’ Italia per antonomasia il Bel Paese del Mondo, dove si producono prodotti agro-silvo-pastorali ed ittici d’eccellenza! Un Italia dove nella ruralità e nella naturalità gli unici intrusi, le uniche anomalie sarebbero solo gli italiani stessi superstiti e non immigrati per sopravvivere, e per non impazzire in tanta innaturale devastazione alienizzante hi-tech, in altre terre ancora rimaste vivibili!

Non lo possiamo permettere! L’Italia va anzi bonificata ora da tutte queste mostruosità e restaurata e rinaturalizzata, al fine di ripristinare quel pittoresco ovunque del paesaggio, sintesi di natura, storia e tradizione, pittoresco che è la misura emozionale della qualità del nostro territorio!
Pittoresco che è fatto strategico, turistico, culturale e di mera qualità di vita, di ogni Italia che voglia continuare a chiamarsi tale!

Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi e più in generale naturali

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11 thoughts on “CITTADINI A RISCHIO. E’ emergenza sanitaria nazionale: il fotovoltaico nei campi desertifica e uccide il territorio e le sue creature!

  1. sono i panelli solari che inquinano l’erba o sono i diserbanti? se sono i diserbanti eliminiamolise invece sono i panelli verifichiamo il perchè e se c’è una soluzione . O è tutta una scusa x riproporre il nucleare? Si perchè quello è molto salutare

  2. Facciamo un po’ di distinguo: trasformare terreni agricoli in centrali solari può essere un errore, ma dire di no al solare ed eolico in generale mi sembra assurdo. Allora bandiamo tutti i motori a scoppio che inquinano di certo!

  3. Vediamo se lo lasciate questo post!.
    Il problema dei disserbanti e dei prodotti chimici non è di esclusivo appannaggio dei terreni trattati per l’impianti fotovoltaici ed un pannello di silicio se pure conterrà sostanze tossiche pone il problema dello stoccaggio degli stessi non rilascia le sostanze nel terreno. Visto che citate la bassa Puglia perche non parlate della distruzione dei terreni agricoli nell indotto di Cerano della loro contaminazione della loro desertificazione produttiva (ahinoi li coltivano però), della contaminazione da sostanze chimiche nei terreni tra Copertino e Leverano per la coltivazione di fiori o di quanto scarica nel l’Ilva di Taranto tanto per fare qualche esempio. I risultati di tutto questo si posono riscontrare nei poli Oncologici Pugliesi con l’abnorme incremento di tumori. Oppure volete un bell impianto nucleare su Torre Lapillo (perchè quella si è produzione di energia a basso impatto ambientale) ma si sà un bell’impianto nucleare sai come ripristina o valorizza il pittoresco paesaggio. L’Ambientalismo può essere Amish ma allora torniamo alle candele oppure mediare tra il minore dei mali ed allora non c’è niente di più pittoresco ed emozionante nel vedere l’utilizzo del sole del vento e del mare (vero tesoro del nostro territorio) per sottrarre ai carburanti fossili o all uranio la produzione del nostro fabbisogno energetico.
    Svegliatevi la società e la vita moderna ci avvelena ogni giorno e ci sono problemi inquinanti ben più gravi molto probabilmente ogni giorno nei vostri piatti.
    Giuseppe

  4. Il titolo di questo post è un’insulto al buon senso rd il contenuto una lista di inesattezze che vorrebbero far credere che il FV uccide gli esseri viventi. Fortunatamente è proprio il contrario altrimenti io sarei gia morto visto che dormo 3 4 metri dall’impianto fv sul mio tetto. Poi è ora di finirla di dire che i pannelli contengono sostanze tossiche. In un cellulare ce ne sono migliaia di volte di piu eppure tutti li teniamo in tasca.
    Sono contrario al fv sui suoli molto fertili, ma se siamo di fronte a zone semideserte e di scarso rendimento agricolo allora installare fw a terra puo essere una buona cosa.

  5. Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere,e peggior sordo di chi non vuol sentire……
    Mi rivolgo a tutti quelli che con il pretesto che le cosidette energie verdi sono rinnovabili sono a zero impatto ed emissioni,non vogliono vedere che dietro questa “MODA” purtroppo ci sono solo gli incentivi più alti del mondo,è quindi la speculazione di pochi a danno di tutti,e sopratutto del nostro territorio,che e la vera risorsa che madre natura ci offre gratis,quando avranno occupato la maggior parte dei terreni con piantaggioni di torri eoliche industriale e di pannelli fotovoltaici,vi chiedo cosa produrremmo più? Mangeremo la pasta ed il pane con la sola farina dell’UCRANIA,i pomodori della CINA per fare la salsa ed i ragù,l’olio extravergine d’oliva inportato dai paesi nord AFRICANI ecc ecc,l’ITALIA vi ricordo ha un estensione territoriale piccola rispetto a paesi come la GERMANIA e la SPAGNA(che si usa sempre ad esempio energia prodotta come eolico e solare).
    Non siamo contro le rinnovabili ma contro le speculazioni e gli abusi,e questo sito è una testimonianza di come gente che ama la natura si pone il problema evidenziando gli apetti negativi,cercando delle soluzioni adesso ,e non frà venti anni,e questo non vuol dire che si è ha favore del nucleare ,ho non ci si pone il problema di come accendere la “famosa lampadina”.
    VI voglio solo testimoniare la mia eperienza di cittadino ,sono pugliese,abito nella provincia di FG,ebbene fino a circa dieci anni fà nessuno parlava di eolico o solare nei terreni agricoli,si viveva solo di agricoltura ma tranquilli ed industurbati,ma da quando si hanno avuto gli incentivi più alti al mondo x eolico e solare nei campi agricoli verdi senza nessuna programmazione ed tutela per un vero sviluppo compatibile,abbiamo avuto gli interessi dei cosidetti sviluppatori,che fino allora nelle campagne ci venivano solo a fare un giro qualche domenica ho ha pasquetta,ed ad oggi i risultati sono già evidenti ,basta venire dalle nostre parti x rendersene conti,e senza un vero sviluppo economico per le disastrate economie locali,e tutto questo a pagarlo lo contribuiamo tutti noi cittadini,incentivi pubblici in favore di privati,i soliti legati alle solite lobby.

  6. Leggere questo articolo è un insulto all’intelligenza, andate a vedere cosa c’è stto quei campi e come le miniere di tufo sono state riempite di rifiuti pericolosi, andate a combattere contro la cementificazione del territorio, contro le centinaia di centri commerciali (vuoti), contro gli scheletri di capannoni, le strade inutili che continuano a riempire le tasche di costruttori e assessori. Vergognatevi, tutto il mondo sta finalmente capendo che dobbiamo abbandonare il petrolio e voi vi inventate l’inquinamento elettromagnetico delle cabine e scommetto che state due ore al giorno al telefonino. In tanti siamo contro l’utilizzo delle aree agricoli per questi fini, ma quello che avete scritto è imbarazzante.

  7. pessimi!!! ma vi riferite alla regione dell’ilva? quindi siete proprio sicuri siano i pannelli e non le merde che da 50 anni vi contaminano il terreno?

  8. Pingback: News dal mondo speculativo « Colline in fiore

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