STOP agli incentivi per l’eolico. Non si bruci più il denaro dei cittadini in inutili incentivi!

Lo dice il mercato, lo ammettono gli stessi produttori:
gli incentivi per l’eolico industriale non servono più.

Il Governo cancelli immediatamente
gli insani ed economicamente insostenibili

incentivi all’eolico industriale.

I cittadini hanno versato miliardi di euro all’”industria” eolica. In cambio abbiamo avuto la devastazione paesaggistica del nostro paese, scarsissima produzione, aumenti della bolletta elettrica, distruzione di aree naturali, malesseri e disturbo per chi abita vicino a questi mostri, stragi di uccelli, truffe e illegalità.
Insomma, i soldi dei cittadini non potevano essere spesi peggio.

E senza nessuna giustificazione economica, è notizia di oggi:
<<Record al ribasso per i prezzi delle turbine: a livello mondiale, per i contratti firmati nella seconda metà del 2011 con consegna nel 2013, si è arrivati ben al di sotto al milione di euro/MW, a una media di 0,91 milioni/MW, il 4% in meno rispetto al semestre precedente. Si pensi che nel 2009 i prezzi erano a 1,21 milioni di euro/MW. Per le turbine più vecchie ora si pagano addirittura in media 0,85 milioni/MW, un calo del 10% in sei mesi, e anche i prezzi delle turbine più nuove ed efficienti sono scesi su tutti i mercati mondiali. (fonte Qualenergia)>> .

Non c’è quindi nessunissima ragione che giustifichi l’incentivazione degli impianti eolici.
Ci appelliamo al senso di responsabilità del Governo affinché siano cancellati immediatamente gli incentivi all’eolico industriale. In un momento in cui ai cittadini viene richiesto di fare sacrifici per il bene della collettività, riteniamo che sia assolutamente necessario evitare di dilapidare denaro pubblico e dei cittadini inutilmente.

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14 thoughts on “STOP agli incentivi per l’eolico. Non si bruci più il denaro dei cittadini in inutili incentivi!

  1. La devastazione paesaggistica per due turbine… ma per favore… Vediti le foto delle cave di carbone a cielo aperto e poi tornami a parlare dell’impatto ambientale dell’eolico (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Strip_coal_mining.jpg).
    In qualche modo l’energia bisogna farla, ogni metodo ha il suo impatto, eolico e fv sono tra i metodi che hanno l’impatto minore. Ma chi scrive questo blog ha la minima idea di cosa si sta parlando o spara giudizi a caso e per ideologia?

  2. Le turbine eoliche sono migliaia non 2.
    Il fotovoltaico va benissimo sui tetti. Qunti tetti liberi ci sono?
    L’eolico, se proprio dobbiamo averlo, mettiamolo nelle zone industriali, quante zone industriali ci sono?

    • Purtroppo l’eolico non puo’ essere inserito dove si vuole,ma vanno scelti siti ad alta ventosità e soprattutto bassa rugosità;vanno espletati studi di micrositing che costano anche un bel po’,quindi dire di inserirlo in un posto piuttosto che in un altro non ha senso.Piuttosto invece di dire che l’eolico non va bene perchè non diciamo che l’attuale sistema di sviluppo dei progetti non va bene,e mi riferisco a queste grandi società che vengono piazzano e si portano “i nostri soldi”in altri paesi,cosi facendo il potere d’acquisto prodotto dalla produzione di impianti eolici situati in italia non resta in italia ma per l’80% va oltre i confini;quindi io proporrei di sviluppare un meccanismo dove ogni singolo cittadino possa avere la possibiltà di investire anche pochi euro comprandosi delle piccole quote di impianti,e prendersi il beneficio economico prodotto da essi.In tal modo ogni cittadino guardando la torre eolica potrebbe dire,che un pezzettino di quella torre è anche suo,e quindi lo vedrebbe come si suol dire uno scempio,ma come una fonte di guadagno,o meglio una fonte di sostegno al reddito.

  3. L’eolico va messo dove c’è vento, non dove non disturba cittadini privi di alcuna competenza scientifica.

    Questo sito è l’apoteosi del nimbysmo. Chi è contro le rinnovabili è a favore delle fonti fossili, non c’è una via di mezzo. Perché oggi ve la prendete con le pale che “disturbano il paesaggio”, domani con i pannelli sui tetti e dopodomani chissà.

    Ora la domanda che mi resta è: l’Eni (o qualche altro gruppo simile) vi paga o siete tanto furbi da farle questo favore a gratis?

  4. VORREI solo replicare a quei signori che scrivono, x poche turbine,ho chi e contrario all’eolico industriale nei terreni adatti a coltivazioni agricole è a favore delle fonti fossili.
    MA scusate dove vivete,davvero credete che queste grandi lobby investirebbero in eolico e fotovoltaico a terra senza gli incentivi più alti del mondo?CREDETE veramente che queste società andrebbero ad investire in zone dove vento c’e’ ne poco senza questi incentivi che pagano addiritura con gli inpianti fermi?
    E ha pagare siamo tutti noi ,incentivi pubblici x pochi privati,senza una vera programmazione per un sviluppo davvero compatibile,è grazie anche a questo sito che la gente si può far una opinione completa, e sapere ad esempio di tutte le conseguenze negative che nessuna tv ho altro mezzo dinfomazione,tranne a tarda ora ,ho relegato in un piccolo articolo della cronaca locale mette in risalto.

    • Gli impianti eolici sono remunerati in base ai kwh prodotti. Una turbina ferma non prende nessun incentivo.
      Informarsi prima di parlare per favore.
      Il terreno agricolo che utilizza una turbina eolica è ridicolo, il suolo consumato dal fotovoltaico non è trascurabile ma è comunque molto meno di quanto ne viene consumato dai vari palazzinari.
      Io vorrei chiedere a chi scrive questo blog quale è la soluzione che proponete al problema energetico? Come volete farla l’energia che serve ad un paese di 60 milioni di persone? In qualche modo bisognerà pur farla no?

      • Gentile Signore
        io abito dove c’è l’eolico e il fotovoltaico a volontà. Conosco decine e decine di progetti, forse qualche centinaio, dall’Abruzzo alla Calabria, visionati, studiati e poi osservati sul campo.
        Il vantaggio di chi promuove queste tecnologie, probabilmente guadagnandoci, è che l’informazione in materia è genuflessa ai poteri dell’ANEV & C perchè se ci fosse vera informazione allora si potrebbero scoperchiare le incredibili menzogne attraversio cui hanno inondato i nostri territori che ora sono sempre più privi di quesi valori che avremmo da giocarci per riscattare il Sud.
        L’eolico è stato realizzato senza alcun criterio, ANCHE a decine e decine di pale là dove la magliatura della rete elettrica era insufficiente. Per anni abbiamo assistito e assistiamo allo scenario (oltre che di un paesaggio imbarbarito) ridicolo con pale che nelle giornate di vento girano mentre altre che sono tenute ferme perchè non possono ingressare energia in rete PERO lautamente remunerate come se fornissero energia. Almeno fino a quando non si impegneranno altri milioni e milioni di euro pubblici per ulteriori grandi stazioni elettriche (oltre al danno la beffa). Faccio inoltre notare che in passato sono stati realizzati impianti con contributi in conto capitale per la realizzazione e non (solo) alla produzione , es. L488 e fondi POR. La Sua deduzione finale poi è abbastanza qualunquista sul come fare l’energia. Noi (ambientalisti veri e non da scrivania) abbiamo tutte le carte in regola per indicare come fare l’energia, NEI LIMITI della sostenibilità e delle stesse potenzialità delle rinnovabili ma il primo comandamento è quello di stabilire chi fa cosa e come, INDIPENDENTEMENTE dalle lobby che hanno le mani nella marmellata e dai politici che fino ad oggi li hanno sostenuti in cambio di una effimera immagine. I soldi sono quelli e vanno utilizzati nel modo più produttivo possibile e/o meno dannoso possibile. Eolico e Fotovoltaico lo hanno GIA’ fatto e senza nemmeno chiederci il permesso, quindi non ci si può tacciare di essere per il NO, semmai per il BASTA. Fare altre rinnovabili elettriche significa ingrassare i soliti noti e aumentare i privilegi con enormi dispendi di denaro (senza che le famiglie abbiano partecipato a questo che poteva essere una piccola integrazione al reddito) a scapito delle rinnovabili termiche, dei trasporti e dell’efficienza, che sono al palo.
        Il raffronto che lei fa con i palazzinari e il cemento è del tutto impraticabile sotto il profilo di una vera analisi ambientale: non c’è una “scelta”: meno suolo consumato con il FV o più suolo consumato con il cemento? Ma una “aggiunta”: hanno già martoriato il territorio con il cemento e ora “aggiungono” FV ed eolico con piste, elettrodotti, ecc. Una aggiunta di cui francamente non ce ne sarebbe bisogno visto che limitandosi solo dal 95 al 2006 (quindi senza importanza storica) ci sono state ben 750.000 ettari di nuove urbanizzazioni (residenziali, industriali, ecc) in cui cercare spazio per il FV (senza contare tutto il territorio cementificato dal dopoguerra in poi. Questo non è pregiudizio o qualunquismo ma la logica di un bambino di 10 anni, che però forse non sa cosa è la speculazione.
        Infine, non potendo esplicitare in maniera compiuta il mio pensiero nello spazio di questo breve messaggio, suggerisco 2 cose: una, di considerare che il nostro Paese già martoriato dal cemento bella e appassionante lettura: “Controvento. Il Tesoro che il Sud non sa di avere” di Antonello Caporale. Un libro bellissimo, che certo non è contro l’eolico ma spiega e fa capire molte cose.
        cari saluti e … buona riflessione
        Enzo Cripezzi – coord. LIPU per Puglia e Basilicata e membro del Comitato

      • Apprezzo il commento che quantomeno è argomentato correttamente, che il fotovoltaico a terra sia una scelta poco efficiente posso anche essere d’accordo, come posso essere d’accordo sull’opportunità di adeguare la rete elettrica prima di autorizzare impianti che poi vengono mandati in modulazione (a quanto mi risulta c’è un corrispettivo per l’energia non immessa per modulazione ma questo corrispettivo non include incentivazioni)..
        Il problema che sottolineavo è che in questo blog si va contro eolico e fotovoltaico in genere. L’eolico si può realizzare solo su aree verdi o in mare (ma anche lì c’è chi si oppone vedi quello che è successo in molise).
        Per quanto riguarda il sistema energetico complessivo non posso però essere d’accordo con lei. Un mix energetico che vuole limitare il consumo di carbone, petrolio e gas naturale non può prescindere da fonti rinnovabili. Nel medio-lungo termine il costo delle fonti fossili salirà ulteriormente a causa del consumo asiatico e della scarsa capacità aggiuntiva disponibile dei paesi produttori. (a meno che non vogliamo considerare le tar sands canadesi che sì loro sono una scelta sostenibile e lo shale-gas che pure ha i suoi problemi).
        Nel mese di febbraio l’italia ha consumato quasi 28 TWh di energia prodotti rispettivamente da: 7.5% idroelettrico, 73% termico, 1.5% geotermico, 4.1% eolico, 3.6% fotovoltaico e 10.3% estero (cioè sostanzialmente nucleare).
        Anche volendo ipotizzare una crescita economica nulla e un miglioramento dell’efficienza del 40% (praticamente impossibile), rimangono 17 TWh. Mi indichi lei, “ambientalista vero” un mix energetico che ritiene idoneo a produrre 17 TWh ogni mese.
        Tenga presente che il termico è circa un 70% gas naturale e 20% carbone e un 10% tra biomasse e olio combustibile. Il gas ha i ben noti problemi di instabilità politica dei paesi produttori e costi crescenti (problemi riducibili costruendo un certo numero di rigassificatori ma immagino che anche questi siano visti con sospetto dai “veri ambientalisti”). Il carbone è la fonte con il maggiore impatto ambientale esistente e spero che non sia questa la sua soluzione. Tenga inoltre presente che le fonti fossili non sono eterne, e prima o poi bisognerà affrontare il problema della loro sostituzione con alternative permanenti e rinnovabili.. Il termico deve quindi inevitabilmente ridurre il proprio peso, che fonte utilizzare per ridurre il peso del termoelettrico? Le scelte sono o rinnovabili o nucleare, il nucleare ha i suoi problemi di sicurezza e non credo sia realistico pensare di poterlo realizzare in italia senza provocare rivolte armate della popolazione. Resta solo aumentare il peso delle rinnovabili che, sicuramente hanno il loro impatto, ma un impatto decisamente inferiore a quello del carbone, e comunque inferiore al gas naturale (che però ha i suoi problemi di approvvigionamento e sicurezza energetica).
        Per quanto riguarda la spesa per incentivi ritengo che il sistema finora in vigore di incentivi è servito a fare avere una massa critica all’industria e a farle raggiungere le economie di scala necessarie a renderla competitiva. (se osserva i trend di costo di pannelli fv e turbine eoliche potrà osservare come questa politica ha permesso di ridurre i costi in modo estremamente rilevante, consentendo anche una riduzione degli incentivi). Resto sostanzialmente in accordo con lei che la produzione distribuita di fotovoltaico è preferibile rispetto a utilizzare terreno agricolo pregiato (sono invece a favore di impianti fv costruiti su terreni improduttivi), ma anche l’eccesso di impianti a terra costruiti negli ultimi anni ha permesso di raggiungere economie di scala sufficienti ad abbassare i costi in modo così consistente. Ci sono state indubbiamente delle distorsioni, ma non credo che fondi poi possano essere utilizzati in modo considerevole altrimenti decadrebbero i requisiti per l’incentivazione in conto energie per il FV e per l’ottenimento di certificati verdi per l’eolico.

        Per il consumo di suolo ponevo il problema di osservare la questione nel quadro generale delle cose, il problema del consumo di suolo da fotovoltaico è ridicolo rispetto a tanti altri usi di suolo, e soprattutto non è un consumo definitivo, il suolo continua a respirare, a ricevere acqua e può essere riconvertito in agricolo a fine vita dell’impianto cosa non vera per terreni cementificati. L’eolico invece non consuma praticamente suolo (l’area dei basamenti è trascurabile).

        Comunque seriamente quale è un mix energetico realistico che lei ritiene accettabile e sostenibile? è utile a tutti capire con numeri veri quale è il modello che sostenete.

  5. Ma veramente sono perplesso continuate a parlare di fantomatiche pale ferme che prendono incentivi… be cari miei gli incentivi sono erogati esclusivamente in funzione di quanto viene immesso in rete.. mi pare nella misura di € 180 a Mw prodotto… ma che state a dì?

  6. Pingback: News dal mondo speculativo « Colline in fiore

  7. Io credo che nessuno si puo’ arrogare come depositario di verita’ assolute, quindi nemmeno voi.
    Imparate a rispettare il prossimo se volete essere rispettati (disse qualcuno!!!).
    Le verita’ assolute non esistono a meno che non decidiate di andare a piedi ecc, non utilizzate energia per la produzione di qualsiasi oggetto che state sicuramente utilizzando e quando non c’e’ la luce del sole andrete a dormire.
    Se come io credo non si potra’ fare a meno di questo dobbiamo essere consapevoli che l’energia ha un costo e lo dobbiamo sopportare quindi ben vengano le rinnovabili che salvaguardano l’aria che respiriamo.
    Saluti

  8. Io ho alcune certezze:
    1) che sulla mia bolletta c’è il contributo che devo pagare per le energie rinnovabili a persone che non mi danno niente in cambio.
    2) che sotto gli impianti fotovoltaici non cresce nessun pomodoro, o prodotto alimentare.
    3) che la produttività dell’eolico è in realtà del 20% del nominale dichiarato, quando va bene.
    4) che queste fonti possono essere utilizzate a condizione di essere esteticamente accettabili e non dannose all’ambiente e moderatamente.
    5) che il futuro dell’energia passa attraverso due modalità che pochi conoscono: Solare orbitante (fra 100 anni) e nucleare al Torio (fra 5 anni – a regime nel 2025).
    Fatevi un giro su internet e digitate Thorium Energy Alliance, o TMSR, o LFTR, Kirk Sorensen, Alvin Weinberg, Rubbiatron e schiaritevi le idee.

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