Ancora 60 giorni e poi un diluvio di pale eoliche devasterà la Liguria.

L’assessore allo sviluppo economico della Regione,  Renzo Guccinelli, ha manifestato l’intezione di “alleggerire i lacci burocratici delle Valutazioni d’Impatto Ambientale (VIA) e di Screening” al fine di aumentare a dismisura il numero delle aree idonee ad ospitare questi giganteschi e deturpanti impianti industriali eolici.

È stato pertanto istituito un  <<comitato>> che avrà 60 giorni di tempo per, di fatto, smantellare le tutele ambientali e paesaggistiche che faticosamente sono state conquistate negli anni. Dice infatti l’assessore: «La commissione dovrà anche valutare la possibilità di ridurre le zone vincolate, dove non è possibile installare impianti eolici».

Per quale ragione si fa tutto ciò?
Ce lo spiega La Repubblica: <<Diventa essenziale l’insediamento di un polo delle rinnovabili nelle aree Ferrania a Cairo Montenotte. Ed è proprio la deregulation l’attrattiva maggiormente attesa dall’investitore straniero che sarebbe pronto a installare la fabbrica di pale eoliche nel sito valbormidese. Lo snellimento normativo, compresa l’individuazione di nuove aree per installare gli aerogeneratori, sono i punti nodali per l’avvenire eolico di Ferrania. “In generale con lo studio di questo comitato, avremo le linee per alleggerire tutti gli elementi vincolanti e fare il salto avanti nell’eolico” conclude Guccinelli.>>

Difatto la Liguria dirà addio alla tutela dell´ambiente e paesaggistica in vaste aree, mettendo a rischio la protezione dai rischi idrogeologici e facendo fare un salto nel buio alla protezione ambientale.
I vincoli erano stati messi per delle ottime ragioni: per tutelare l’ambiente ma anche per tutelare l’assetto idrogeologico. Aprire centinaia di cantieri per installare gigantesche torri sulle alture dell’entroterra è un’azione miope e suicida.

Evidentemente alcuni amministratori non imparano mai le lezioni che la natura impartisce a tutti noi (ricordate le alluvioni e le frane di poco tempo fa?). Essi si fanno abbagliare dai mulini a vento e corrono dietro alle pale eoliche, esaudiscono i desideri di fabbricanti di aerogeneratori dimenticandosi che un amministratore ha l’obbligo di tutelare gli interessi della collettività non gli interessi degli imprenditori che chiedono la cancellazione delle leggi a tutela dell’ambiente che contrastano i loro affari.

Imprenditori che spesso spremono come un limone i territori e  approfittano dei soldi pubblici per fare enormi guadagni, salvo poi mettere gli operai in mezzo una strada, chiudere le fabbriche e scappare col bottino.

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9 thoughts on “Ancora 60 giorni e poi un diluvio di pale eoliche devasterà la Liguria.

  1. sarebbe bene che Italia Nostra e Coldiretti Liguria e Piombo bravissimo del WWF Liguria avviino una Coalizione antieolica con tutti quelli che vogliono esserci!
    Dico Coldiretti a capo poichè ha tantissimi iscritti ed elettori e quindi fa paura.
    oreste rutigliano

  2. Pingback: Ancora 60 giorni e poi un diluvio di pale eoliche devasterà la Liguria | Italia Nostra Onlus – Sezione di Firenze

  3. Purtroppo,in nome delle energie rinnovabili , la storia si ripete .
    In Puglia stà accadendo la stessa cosa,non contenti della continua devaztazione che si e fatta fino ad oggi,SI E presentata una proposta di legge nel consiglio regionale per il cosidetto “minieolico”(pale alte fino a 100 m da 1MW) X ESCUDERLO dalle veriche ambientali, approfittando degli incentivi più alti al mondo queste lobby dai poteri molto forti influenzano una politica molto debole e servile.

  4. scusate, ne so poco. leggo molto ,ma ne so poco. Ma solo per sapere se pannelli no perchè deturpano, eolico no perchè deturpa, turbine idrauliche no, perchè deturpano e producono poco…come pensate di far accendere la luce e scaldare la casa?
    mi sfugge. Ma sono tutto orecchie….

    • Probabilmente speravano nel nucleare (in un’altra regione s’intende!) tanto a parte qualche incidentucolo ogni 20 anni in qualche parte del mondo, non si sente nè – quasi – si vede…(perché lontano ovviamente….) Poi le scorie si portano in qualche Paese dell’estero…o magari sulla luna e poi… chi se ne frega! No? La botte piena e la moglie ubriaca! — Incentivi sull’eolico? Ecco che arrivano gli speculatori che pur di fare “ciccia” non badano a niente. In Germania l’eolico c’è da una vita, rispettoso dell’ambiente e dei cittadini.

  5. Non fatevi un mito della Germania.C’è sicuramente un rispetto della norma diffuso, come risponda l’ambiente è discorso diverso.Quello che loro identificano come rispettosso dell’mbiente e a livello di percezione di tutela, difficilmente viene accettato nei nostri territori che hanno caratteristiche diverse.
    Le pale ad esempio sono molto presenti in Meklenburg Vorpomern dove sfruttano i venti che si muovono dal mare del nord all’interno e viceversa, ma sono territori piani, poco abittati, depressi economicamente e belissimi: tutto un sic e zps, area dei laghi. Uccelli, migrazione e pale:che ne dite?In quanto alla VIA , tanti sforzi per nulla, basta applicarla nella forma e non nello spirito della legge e della direttiva europea e diventa carta,l’ennesima carta. Spargere poi come cacio sui maccheroni la convinzione che la prevenzione è tempo perso e focalizzare tutto sui controlli che rirmpono la bocca e piacciono tanto anche all’ala forcaiola della sinistre e i giochi sono fatti, senza scomodare modifiche di legge : ingenuo ligure!!riempiono la bocca e piacciono tanto anche alla sinistra forcaioòa

  6. Pingback: News dal mondo speculativo « Colline in fiore

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