La giornata della biodiversità buttata al vento

Oggi nella giornata mondiale del vento l’ANEV e Legambiente si scatenano a tutto campo per propagandare le magnificenze dell’eolico nel nostro paese.

Si tratta ovviamente di eolico industriale e di impianti di grandi dimensioni (…non si é dato nessun sostegno concreto invece ai piccoli impianti eolici per abitazioni e piccole imprese) quelli che realizzati da grandi imprese, hanno saputo giovarsi dei lauti contributi messi a disposizione dal nostro paese che sono i più alti d’Europa (e che gravano sui noi contribuenti).In Italia la realizzazione di impianti eolici sarebbe stata altrimenti poco appetibile e remunerativa considerata la scarsa ventosità della sua superficie territoriale.

Diversamente quindi dal Nord-Europa (sui quali si potrà comunque obiettare per l’impatto ma non sulla loro produttività) dove impianti simili si sono potuti collocare in aree di scarso pregio ambientale o in mare. In Italia invece la ricerca della massimizzazione del profitto ha fatto si che i siti agognati dalla lobby dell’eolico fossero gli alti crinali dell’Appennino (le sole zone dove soffia un po di vento, ma non sempre adatte, neppure lì, a garantire le 1850 ore annue minime di produttività), cioè quelle aree ancora incontaminate, fragili e difficili da raggiungere, se non attraverso la realizzazione di strade devastanti e opere altamente impattanti.

Come al solito si omettono i danni che questo ha comportato per il paesaggio italiano che rappresenta una risorsa economica (rinnovabile e duratura) importantissima per il nostro Paese, che tuttavia viene subordinato agli interessi speculativi dell’eolico industriale. Ma le ferite inferte all’assetto idrogeologico e alla biodiversità del nostro paese, anche se meno visibili, non sono meno significative di quelle causate al paesaggio!

L’Italia é infatti il paese europeo più ricco di biodiversità ed é una delle rotte migratorie più importanti d’Europa per gli uccelli migratori; é quindi evidente che l’impatto degli impianti eolici in Italia é molto più pesante rispetto agli paesi del Nord-Europa! La mortalità per collisione degli uccelli migratori con le pale eoliche é un fenomeno in costante crescita denunciato dalla maggioranza degli ornitologi italiani e dalla LIPU. E non solo gli uccelli, é ampiamente dimostrato che varie specie di chirotteri (rigorosamente tutelati dalle norme internazionali) vengono uccisi sistematicamente dalle turbine eoliche.

Ivano Togni

Le mani della mafia sull’energia eolica

Tarantola (Banca d’Italia): infiltrazioni anche in smaltimento dei rifiuti e gestione cave. Sommerso fiscale criminale al 10,9% del Pil

MILANO – Smaltimento dei rifiuti e produzione di energia eolica. Sono i due settori dove «l’infiltrazione della criminalità organizzata è particolarmente rilevante», almeno secondo le ultime rilevazioni. Lo ha affermato il vicedirettore generale di Banca d’Italia, Anna Maria Tarantola, nel corso dell’audizione alla Commissione Parlamentare Antimafia.

LE SEGNALAZIONI – Tarantola ha precisato che «le segnalazioni relative a imprese operanti nel settore dello smaltimento e riciclaggio di rifiuti sono state oltre 300 nel 2010» e l’altro «settore catturato dalle mafie è quello del movimento terra e della gestione di cave», spiegando che «l’infiltrazione avviene attraverso l’utilizzo delle cave abusive che, una volta esaurite, vengono usate come discariche illegali determinando un costo collettivo rilevante in termini di danno per l’Erario e per l’ambiente, nonchè effetti distorsivi per il mercato». Continua a leggere

ENERGIA – ELISABETTA ZAMPARUTTI: UE MEGAFONO DELLE LOBBY DELLE RINNOVABILI

Sulla lettera di richiamo all’Italia, inviata dai servizi della Commissione europea al Ministero dello Sviluppo economico, per criticare le misure adottate con i recenti decreti sulle rinnovabili elettriche, Elisabetta Zamparutti, deputata radicale in Commissione Ambiente ha dichiarato:

“E’ evidente che l’UE è ormai  un megafono delle lobby delle rinnovabili elettriche (fotovoltaico ed eolico in primis) che, dopo essersi lautamente arricchite in Italia grazie al sistema di incentivazione più redditizio al mondo, non intendono vedere ridotti i loro profitti.”

“La lettera rivolta al nostro Paese – ha detto la deputata radicale – è sostanzialmente la fotocopia delle istanze espresse dagli operatori del settore, incurante delle osservazioni critiche mosse ai decreti da importanti istituzioni italiane, come l’Autority per l’energia ed il gas. Ma la lettera è ancor più stupefacente se pensiamo che diversi altri Paesi europei hanno adottato misure di riduzione degli incentivi – la Spagna addirittura in forma retroattiva – per gli elevati oneri che comportavano ed in relazione alla riduzione dei costi degli impianti.”

Elisabetta Zamparutti ha poi concluso dicendo: “Mentre l’Italia cerca di tendere a standard europei sul livello delle incentivazioni, la Commissione UE è puramente interessata a difendere gli investimenti esistenti ed insistenti sul nostro territorio, invece di preoccuparsi di tutelare la concorrenza e gli utenti finali.”