Germania: inaugurata la più grande centrale a carbone del mondo

Prosegue senza soste la rivoluzione energetica (verde?) tedesca, 4 giorni fa è stata inaugurata una gigantesca centrale elettrica a carbone alta 173 metri (un po’ meno di una pala eolica in verità, ma non si può primeggiare in tutto…) da 2200 Megawatt nei pressi di Colonia, a Grevenbroich.
Foto di Pixelator (http://www.panoramio.com/photo/69835596)Riferisce l’agenzia AGI che per la costruzione dell’impianto del colosso energetico Rwe, durata sei anni e costata 2,6 miliardi di euro e’ stata impiegata una quantita’ d’acciaio equivalente a 13 volte quella della Torre Eiffel, mentre con il cemento si sarebbero potute costruire 150 piscine olimpiche.

A premere il pulsante verde per l’avvio dell’impianto e’ stato il governatore socialdemocratico del Nordreno-Westfalia (Nrw), Hannelore Kraft, che da maggio e’ alla guida di una coalizione SPD – Verdi. “Si tratta di una giornata particolare non solo per la Rwe e per il Nrw, ma anche per l’intera Germania“, ha affermato al signora Kraft, poiche’ grazie a questa nuova centrale, che costituisce “il passo giusto al momento giusto”, vengono garantite le forniture energetiche di cui il land ed il Paese hanno bisogno.

Ricordiamo, en passant, che in Germania il 44% dell’elettricità viene prodotto col carbone e che questo dato è in crescita. La Germania è la prima potenza industriale europea – è evidente che per continuare ad esserlo non può affidarsi alle sole energie rinnovabili e quindi si affida a quello che ha: il carbone. Con buona pace dei lobbisti della green economy, dei Verdi stinti e di quegli “ambientalisti” che hanno pensato bene di diventare propagandisti della green economy industriale promuovendo il via libera alla devastazione di territori naturali (anche) protetti con l’eolico industriale, col mega fotovoltaico a terra e, sembrerebbe, pure col carbone.

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Rinnovabili industriali: grandi, grosse ed ecologicamente “stupide”

Si potrebbe evitare la distruzione di aree naturali ancora integre adottando logiche e intelligenti pratiche tendenti al risparmio energetico e ad una maggiore efficienza; invece accade che si preferisce realizzare giganteschi impianti rinnovabili (solari ed eolici) industriali proprio in aree naturali ancora integre.
Lo segnala  un articolo appena comparso su un blog americano (mojavedesertblog.com). Quello che accade negli USA accade anche da noi, magari su scala diversa. Ci permettiamo di fornire una traduzione dell’articolo.

E incredibile come venga trascurata la forza che ciascun individuo può esercitare semplicemente spegnendo le luci che non vengono utilizzate, comprando apparecchi più efficienti o scollegando il caricatore del telefono cellulare. Uno studio del luglio 2009 realizzato dall’Istituto McKinsey ha individuato un enorme potenziale di efficienza energetica negli USA e il National Renewable Energy ha realizzato delle mappe che ci aiutano a capire quanto denaro ed elettricità potremmo risparmiare se vivessimo in modo più sostenibile e costruissimo abitazioni e apparecchi più efficienti.

Le 30 città USA con il maggiore potenziale di risparmio energetico potrebbero contribuire a tagliare i consumi nazionali annui di 261.107 gigawattora (GWh). Il che consentirebbe di chiudere decine di centrali a combustibile fossile e anche di non realizzare 241 gigantesche centrali solari simili alla centrale solare di Ivanpah in California, una centrale che ha già devastato 1450 ettari di habitat incontaminato nel deserto del Mojave.

[Clicca sull’immagine per ingrandirla] Questa mappa dal National Renewable Energy Laboratory mostra i risparmi energetici potenziali ottenibili negli Stati Uniti.

Perché stiamo distruggendo intere praterie nel Wyoming (lo stato in cui si trova il parco di Yellowstone, ndr), e nel deserto della California per i progetti solari ed eolici su scala industriale quando si potrebbero perseguire opzioni più sostenibili per combattere i combustibili fossili?

È altrettanto incredibile vedere come sia trascurato il potenziale di energia generabile nelle nostre città: si pensi ai tetti, ai parcheggi e agli altri suoli disponibili che hanno perso qualsiasi caratteristica naturale. A partire dal 2000, anche senza incentivi adeguati, gli impianti fotovoltaici sui tetti si sono diffusi notevolmente superando le oltre 160.000 installazioni e generando oltre 2.600 megawatt. Più del quintuplo rispetto alla potenza distruttiva del progetto solare Ivanpah.

Questo video mostra la realizzazione di un impianto solare sopra un parcheggio. Quanti parcheggi ancora disponibili ci sono? Perché stiamo distruggendo paesaggi naturali ancora integri (praterie e “deserti”) quando nelle nostre città ci sono tanti veri deserti biologici disponibili?

Alcuni gruppi ambientalisti si sono messi in fila per sostenere i progetti di gigantesche centrali rinnovabili industriali solari ed eoliche nei territori ancora naturali e selvaggi.
Nel Wyoming, per esempio, si realizzerà un impianto eolico che ucciderà fino a 64 aquile reali ogni anno. Perchè? Visto che  abbiamo a disposizione così tante opzioni che ci permetterebbero rendere il nostro paese più sostenibile senza i sacrificare questi tesori naturali?

>> Leggi l’articolo originale sul Mojave Desert Blog

Lo stupro eolico della Puglia non si ferma

Un bella lettera di un cittadino pubblicata su un blog che si occupa di Maruggio (maruggiolife.com), un comune del Tarantino, ci fa capire che nonostante le centinaia e centinaia di pale eoliche già presenti in Puglia lo stupro eolico del paesaggio e dei territori pugliesi non si ferma.
Ha ragione questo cittadino cittadino: <<il paesaggio è un bene comune e dovrebbe essere tutelato>> .
Ecco alcuni stralci della lettera:

Ho scelto di vivere a Maruggio perchè mi sono innamorato di questa terra, della sua luce e dei suoi colori ed ora vengo a sapere che tutte queste splendide doti sono lasciate in balia di mercanti che cercano solo IL PROFITTO camuffandolo con l’eco-compatibilità.

Sapere che tra qualche tempo quell’ambiente idilliaco, che non ha nulla da invidiare ai paesaggi pugliesi più tutelati, anzi spesso li supera, verrà STUPRATO da una PALIZZATA alta 80/100 mt, di 24 torri (eoliche ndr) messe a casaccio (o meglio secondo un ordine dettato dall’economia piuttosto che dall’armonia), mi ha colpito come una coltellata.

Come l’aria e l’acqua anche il PAESAGGIO è un BENE COMUNE da tutelare: NON SI SVENDE ciò che si ha di più prezioso per un piatto di lenticchie! Non ci si può trincerare dietro alle ristrettezze finanziarie e al taglio dei trasferimenti statali per accettare supinamente il saccheggio del proprio territorio.

Non voglio essere accusato di vetero-ambientalismo: sono più che favorevole alle rinnovabili, ma credo debbano essere utilizzate “cum grano salis”: sono per coprire i tetti col fotovoltaico piuttosto che i campi, per costruire impianti eolici di piccola taglia piuttosto che gigantesche offese alla natura; per dimensionare le centrali per le sole biomasse che un territorio produce; questo è ambientalmente SOSTENIBILE; però purtroppo quello che sta passando è il BUSINNES che, ancora una volta, preferisce DISSIPARE beni ed energie per un rapido tornaconto, in una logica di RAPINA che egoisticamente rifiuta di pensare al domani delle future generazioni.

>> Leggi tutto su maruggio LIFE

Fotovoltaico – Maxitruffa coinvolge il colosso cinese del fotovoltaico

L’Italia si conferma come la nazione dove più frequentemente il malaffare si coniuga con le rinnovabili industriali.

Suntech per finanziare gli investimenti nel Sud Italia aveva dato in garanzia 560 milioni in titoli tedeschi. Ma erano falsi.

Milano, 6 ago. L’anno scorso aveva annunciato di voler investire un miliardo di euro per sviluppare il settore fotovoltaico in Puglia e Sicilia. Un investimento finanziato da una grande banca cinese, la China development bank corporation, che a garanzia del prestito aveva accettato titoli di Stato tedeschi per un controvalore di 560 milioni di euro.

Ora si scopre che quelle obbligazioni erano false e a traballare è il destino stesso della Suntech,  il primo produttore di pannelli solari al mondo, un colosso da quasi 3 miliardi di euro di fatturato che nel Mezzogiorno, e in particolare nel Salento, ha rilevato aziende come la ex Italgest di Paride De Masi (oggi Apulia Renovable Energy).  Oltre alla Italgest di Melissano, il fondo ha assunto il controllo di altre aziende di energia rinnovabile pugliesi, come la Girasole, la Photos, la Geos e la Osiride Solar, tutte proprietarie di impianti fotovoltaici da 1 a 10 megawatt.

Poi l’anno scorso le procure di Brindisi e Lecce hanno posto sotto sequestro quattro di queste centrali e disposto l’arresto di una quindicina di amministratori e professionisti legati al fondo e alle sue partecipate, per tutta una serie di illeciti che dalla truffa aggravata ai danni dello Stato e all’estorsione arrivavano alla «riduzione e mantenimento in schiavitù» e al «favoreggiamento della condizione di clandestinità di cittadini extracomunitari» ( >> leggi la notizia del 2011 ).

Ed ora lo scandalo dei bond falsi, che è stato lo stesso presidente della Suntech, Shi Zhengrong, ad ammettere pubblicamente. Un annuncio che ha fatto perdere al gruppo cinese quotato a Wall Street il 40% di capitalizzazionein pochi giorni.

Sandro Orlando
>> Leggi l’articolo originale e completo su: Il Mondo

Il lupo perde il… palo ma non il vizio

Una recente sentenza del Consiglio di Stato (n. 03039/2012 del 23.05.2012) ha annullato le autorizzazioni relative a tre grandi impianti eolici da realizzarsi nei Comuni di Santa Croce di Magliano, San Giuliano di Puglia e Rotello, tutti in provincia di Campobasso.
Sul presupposto che l’autorizzazione unica va rilasciata “nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell’ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico”, l’Organo Giudicante enuncia alcuni principi giuridici di estremo interesse.
Tra essi rilevano i seguenti:
  1. “la conferenza di servizi è per la legge la sede propria e esclusiva in cui le amministrazioni interessate (e in particolare il Ministero per i beni e le attività culturali) manifestano – con le forme ivi necessarie – l’assenso o il dissenso rispetto al rilascio del domandato titolo abilitativo regionale alla realizzazione dell’impianto”.
  2. “l’interesse paesaggistico ha carattere preminente, perché la tutela del paesaggio è principio fondamentale della Costituzione (art. 9);
  3.  “anche in questo speciale procedimento abilitativo, che richiede il ricordato rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell’ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico, occorre assicurare – pena il sospetto di incostituzionalità – adeguatamente la difesa di questo interesse mediante l’esercizio, ove occorra, di poteri senz’altro interdittivi.

Una sentenza per molti “indigesta”, quella del Consiglio di Stato, il quale, dopo alternanti pronunce sul punto, riassegna in tutta la sua interezza al paesaggio e al patrimonio storico ed artistico della Nazione quel valore primario riconosciuto ad essi dai nostri Padri costituenti.

Il CNP in difesa del paesaggio molisano

COMITATO NAZIONALE DEL PAESAGGIO

ASSOCIAZIONE PER LA TUTELA DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO

Sezione del Molise

Oggetto: Sentenza definitiva del Consigliodi Stato n. 03039 depositata il 23.05.2012 a tutela dei territori comunali diSanta Croce di Magliano, San Giuliano di Puglia e Rotello. Richiesta accessoalle informazioni ai sensi dell’art. 3-sexies del Decreto Legislativo n. 152del 3.04.2006 sul ricorso proposto dal Servizio Energia della Regione Moliseinnanzi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed in programma il 3 agosto2012.
Il Comitato Nazionale del Paesaggio -Sezione del Molise, unitamente ai comitati territoriali di tutela dell’agricoltura e dei beni paesaggistico – culturalidi Santa Croce di Magliano, San Giuliano di Puglia e Colletorto ed insieme alleassociazioni che hanno rilanciato l’appello del Corriere della Sera in difesadel patrimonio archeologico – ambientale del Molise

 CHIEDE

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La distruzione del vecchio West

Spaventoso: 115.000 (centoquindicimila) ettari di territorio naturale del “West” americano saranno destinati ad ospitare gigantesche centrali solari industriali a terra.

Ecco la lista delle migliaia di acri di terreno vergine che saranno utilizzati in ciascuno stato per creare le prime “zone solari”:
Arizona: 6.465
California: 153.627
Colorado: 16.308
Nevada: 60.395
New Mexico: 29.964
Utah: 18.658

E si tratta solo dell’inizio…. Si prospetta una vera e propria catastrofe paesaggistica e ambientale che interesserà il West Americano su larga scala. Il piano dell’amministrazione Obama pone le basi per uno sviluppo potenziale che andrebbe a pavimentare 19 milioni di acri di territorio naturale, ovvero 76 mila chilometri quadrati (un territorio grande quasi come l’Austria) con moduli fotovoltaici o specchi solari.

Quanto sono grandi queste centrali? Sono enormi, gigantesche. Ecco cosa si ottiene sovrapponendo il territorio occupato da uno di questi progetti solari (in giallo) alla città di San Francisco.

Le mostruose dimensioni delle altre centrali solari progettate nel sud della California sono visibili qui.

Ora chiunque penserebbe che questi progetti devastanti abbiano incontrato la ferma opposizione delle associazioni ambientaliste americane… nulla più errato. A parte alcune lodevoli eccezioni le maggiori associazioni americane come il Sierra Club, la Wilderness Society e altre hanno salutato queste iniziative governative come un grande passo avanti per l’industria solare americana. Avete capito bene: queste associazioni hanno più a cuore le sorti dell’industria americana piuttosto che le sorti della natura che dicono di voler proteggere.
Realizzare gli impianti solari sui tetti? Pare che a loro non interessi…

Per approfondire: