Rinnovabili industriali: grandi, grosse ed ecologicamente “stupide”

Si potrebbe evitare la distruzione di aree naturali ancora integre adottando logiche e intelligenti pratiche tendenti al risparmio energetico e ad una maggiore efficienza; invece accade che si preferisce realizzare giganteschi impianti rinnovabili (solari ed eolici) industriali proprio in aree naturali ancora integre.
Lo segnala  un articolo appena comparso su un blog americano (mojavedesertblog.com). Quello che accade negli USA accade anche da noi, magari su scala diversa. Ci permettiamo di fornire una traduzione dell’articolo.

E incredibile come venga trascurata la forza che ciascun individuo può esercitare semplicemente spegnendo le luci che non vengono utilizzate, comprando apparecchi più efficienti o scollegando il caricatore del telefono cellulare. Uno studio del luglio 2009 realizzato dall’Istituto McKinsey ha individuato un enorme potenziale di efficienza energetica negli USA e il National Renewable Energy ha realizzato delle mappe che ci aiutano a capire quanto denaro ed elettricità potremmo risparmiare se vivessimo in modo più sostenibile e costruissimo abitazioni e apparecchi più efficienti.

Le 30 città USA con il maggiore potenziale di risparmio energetico potrebbero contribuire a tagliare i consumi nazionali annui di 261.107 gigawattora (GWh). Il che consentirebbe di chiudere decine di centrali a combustibile fossile e anche di non realizzare 241 gigantesche centrali solari simili alla centrale solare di Ivanpah in California, una centrale che ha già devastato 1450 ettari di habitat incontaminato nel deserto del Mojave.

[Clicca sull’immagine per ingrandirla] Questa mappa dal National Renewable Energy Laboratory mostra i risparmi energetici potenziali ottenibili negli Stati Uniti.

Perché stiamo distruggendo intere praterie nel Wyoming (lo stato in cui si trova il parco di Yellowstone, ndr), e nel deserto della California per i progetti solari ed eolici su scala industriale quando si potrebbero perseguire opzioni più sostenibili per combattere i combustibili fossili?

È altrettanto incredibile vedere come sia trascurato il potenziale di energia generabile nelle nostre città: si pensi ai tetti, ai parcheggi e agli altri suoli disponibili che hanno perso qualsiasi caratteristica naturale. A partire dal 2000, anche senza incentivi adeguati, gli impianti fotovoltaici sui tetti si sono diffusi notevolmente superando le oltre 160.000 installazioni e generando oltre 2.600 megawatt. Più del quintuplo rispetto alla potenza distruttiva del progetto solare Ivanpah.

Questo video mostra la realizzazione di un impianto solare sopra un parcheggio. Quanti parcheggi ancora disponibili ci sono? Perché stiamo distruggendo paesaggi naturali ancora integri (praterie e “deserti”) quando nelle nostre città ci sono tanti veri deserti biologici disponibili?

Alcuni gruppi ambientalisti si sono messi in fila per sostenere i progetti di gigantesche centrali rinnovabili industriali solari ed eoliche nei territori ancora naturali e selvaggi.
Nel Wyoming, per esempio, si realizzerà un impianto eolico che ucciderà fino a 64 aquile reali ogni anno. Perchè? Visto che  abbiamo a disposizione così tante opzioni che ci permetterebbero rendere il nostro paese più sostenibile senza i sacrificare questi tesori naturali?

>> Leggi l’articolo originale sul Mojave Desert Blog

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One thought on “Rinnovabili industriali: grandi, grosse ed ecologicamente “stupide”

  1. Maria Rita, parecchie cose che hai riportato sono vere, alcune sono un pò stiranchiate ( ti piace il termine?). La riduzione degli incentivi fatte dal precedente governo erano finalizzate a creare una più seria analisi del tornaconto prima di procedere alle installazioni.In USA la corsa alle rinnovabili è aperta e, in alcuni casi ,ritengo sia anche giusta. Il parco eolico creato fra la valle della morte e le montagne non lontane è un grosso i9nvestimento di denaro e di ecologia, perchè finalmente si produce energia al massimo rendimento.Chiaro che c’è un inquinamento acustico spaventoso( ma non ci sta nessuno) e un danno paesaggistico. Non risultano danni agli uccelli perchè si tengono alla larga dato il rumore pazzesco .
    E’ chiaro che il risparmio energetico è la centrale per eccellenza, ed è da sostenere con gran forza, ma la nostra civiltà ( o inciviltà) non può fermarsi ad aspettare che l’individuo dominante arrivi a questo traguardo a cui sarà comunque costretto.
    Allora, non potendo nel frattempo vivere come gli Amish ( e ti assicuro che è una vita che noi giudicheremmo terribile), dobbiamo convivere con la necessità di produrre energia.
    Ogni sistema di produzione energetica è una violenza alla natura, perchè prima( nella fase di costruzione) durante e dopo ( la dismissione) inquina pesantemente.
    Ti faccio un esempio che raramente viene fatto: pannelli fotovolaici. Tu parli di inquinamento come danneggiamento del territorio in cui vengono messi. Io voglio parlarti di un altra faccenda: Per produrre i p f in uso oggi si danneggia l’ambiente e si consuma energia in misura superiore a quella che mediamente verrà fornita . Ci sono, per la verità p f che dopo circa 3 anni potranno fornire energia “nuova”, ma basandosi sul cadmio ,sono costosi e paurosamente inquinanti anche per lo smaltimento.
    Quindi, non sarebbe male che si facesse un’analisi molto seria ed approfondita sui danni arrecati dalle varie produzioni di energia e poi, fermo restando il traguardo del risparmio, favorire le soluzioni più valide e non quelle più alla moda.

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