Scempi ambientali in Molise. La responsabilità non è solo del federalismo.

<<il Molise produce il 400% dell’energia che consuma, non può ospitare sul proprio territorio ulteriori impianti eolici, fotovoltaici, a biomasse o di trattamento rifiuti, altrimenti rischia di degradare in un pattumiera, compromettendo le vocazioni agricole e le attività turistiche.>>

Pubblichiamo una lettera inviata da un cartello di associazioni molisane al Corriere della Sera, al Governo e al Parlamento.

Oggetto: Scempi ambientali in Molise. Attivazione procedure ex-art. 14 quater, comma 3 legge 241/1990. Ruolo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 A nome delle nostre associazioni ringraziamo il Corriere della Sera per la sensibilità mostrata nei confronti della nostra piccola Regione, oggetto di attenzione da parte delle imprese del settore dei rifiuti, del fotovoltaico, delle biomasse e dell’eolico.

Con grandi difficoltà, nel corso degli ultimi anni, abbiamo unito le nostre forze per fermare una vera e propria aggressione ambientale che ha fatto scempio dell’agricoltura, del paesaggio, dei crinali e del patrimonio storico, archeologico e culturale.

In questa nostra mobilitazione, avviatasi nel 2001 con ITALIA NOSTRA e COLDIRETTI, e proseguita ininterrottamente fino ad oggi, siamo riusciti a coinvolgere pochi amministratori locali, rari esponenti regionali e, pur con l’alternanza di Governi, quasi nessuna attenzione a Roma.

Eppure il Molise produce il 400% dell’energia che consuma ed ha superato da tempo la soglia del 20% di energia da fonti rinnovabili concordata a livello europeo. Quindi la nostra Regione con i suoi 4.400 km quadrati ha già contribuito al raggiungimento degli obiettivi sul contenimento dell’effetto serra e non può ospitare sul proprio territorio ulteriori impianti eolici, fotovoltaici, a biomasse o di trattamento rifiuti, altrimenti rischia di degradare in un pattumiera, compromettendo le vocazioni agricole e le attività turistiche.
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