Buon Natale ai sindaci che proteggono i territori

Come i sindaci di Soleto e Corigliano che lottano contro le speculazioni eoliche.

Non sono molti i sindaci e più in generale i politici che si impegnano per tutelare i territori a loro affidati. In un sud devastato dalle speculazioni eoliche non possiamo che accogliere con un sospiro di sollievo e con ammirazione l’impegno dei sindaci di Soleto e Corigliano d’Otranto, in provincia di Lecce, a lottare per non consentire la realizzazione di un mostruoso impianto eolico industriale che se costruito distruggerebbe in modo irreparabile l’identità culturale, paesaggistica e naturalistica dei territori da loro amministrati.
Speriamo siano di buon esempio per molti altri loro colleghi.

Riportiamo l’articolo pubblicato da leccesette.it

“Parco eolico tra Soleto e Corigliano, “santa alleanza” per difendere il territorio”

23/12/2012

I sindaci di Soleto e Corigliano si schierano a fianco delle associazioni ambientaliste contro la realizzazione del parco eolico, dando vita ad un’inedita alleanza.

Nella battaglia intrapresa contro l’installazione delle 20 pale eoliche, le associazioni ambientaliste e i cittadini di Soleto e Corigliano d’Otranto possono contare sul sostegno delle due Amministrazioni comunali. Un aspetto sicuramente insolito, se confrontato a situazioni simili vissute in altre realtà locali, dove ambientalisti e amministrazioni si guardavano da sponde opposte.

Il sindaco di Corigliano Ada Fiore (nella foto) ha partecipato alla manifestazione di domenica 16 dicembre nella quale sono stati piantati simbolicamente dei semi di ghianda sul terreno sede -secondo il progetto- dell’impianto: “La terra serve per piantare alberi -spiega il primo cittadino coriglianese- e non pale; vogliamo arricchire il territorio con ciò che può abbellirlo, non con ciò che può distruggerlo. Questo era il significato simbolico della manifestazione di domenica. Sia chiaro che non siamo contrari alle energie alternative, ma non accettiamo che venga stravolto il territorio e distrutta la nostra identità. Dobbiamo difendere ciò che ci è proprio, tutto ciò sul quale abbiamo costruito il nostro sviluppo, e lo stiamo facendo unitamente a soggetti, quali le associazioni ambientaliste, portatori di interessi collettivi legati alla nostra identità rurale. La nostra non è una posizione nuova; avevamo infatti già da tempo scritto e approvato un regolamento comunale che disciplinava l’installazione dei parchi eolici con potenza inferiore ad 1 mega”.

L’Amministrazione di Soleto non era rappresentata la scorsa domenica, ma la sua posizione si sposa perfettamente con quella espressa dai colleghi di Corigliano, come conferma il sindaco Elio Serra: “Condividiamo la preoccupazione della popolazione e degli ambientalisti in merito al possibile insediamento delle pale eoliche. Circa due anni fa, quando ci venne comunicata l’esistenza del progetto, questa Amministrazione diede parere negativo con una nota tecnica; la settimana prossima ufficializzeremo la nostra posizione in sede di Consiglio comunale. L’impianto dovrebbe sorgere nel punto più alto del nostro territorio e avrebbe un impatto assolutamente negativo dal punto di vista paesaggistico. Sosteniamo il ricorso alle energie rinnovabili, ma non in questo modo e non in quei determinati luoghi. Voglio ringraziare la mia collega Ada Fiore con la quale già in passato avevamo concordato una linea comune. Faremo nostra la loro delibera e proporremo le stesse motivazioni, così da muoverci all’unisono e senza discrepanze”.

In tempi di vacche magre, le royalty derivanti da un progetto simile potrebbero rappresentare una boccata d’ossigeno per le casse comunali ma le due amministrazioni hanno voluto ascoltare i loro cittadini e badare alla salvaguardia del proprio territorio. È nata così una “triplice alleanza” che potrebbe fungere da monito per le altre realtà locali -e non sono poche- che stanno vivendo esperienze simili.

Alessandro Chizzini 

(fonte: Belpaese)

Attacco alla storia, all’arte, al paesaggio della Puglia. Adesso sotto il “fuoco” della speculazione è finito Corigliano d’Otranto

Corigliano, il paese da copertina sfregiato dall’eolico

Il magnifico castello di Corigliano

Il magnifico castello di Corigliano

CORIGLIANO D’OTRANTO (LE)  – Saranno alte tra i 100 e i 145 metri e saranno impiantante in un’area vastissima, che corre dalla strada che va da Galatina a Corigliano, fino alla vallata che scende lungo la dorsale di Soleto.

Le 20 pale, per una potenza di 60 MW che dovranno sorgere qui, in Contrada Ghermita, sono uno spettro che si trascina da tempo, dal 2007, quando il progetto venne presentato per la prima volta dalla società ‘Nextwind’.

Un anno fa, il 2 dicembre 2011, è stato deciso di sottoporre il progetto a Valutazione di Impatto Ambientale. Ora, si giunge al capolinea. La società, infatti, la stessa che è stata messa in liquidazione e ora si è trasformata in ‘Etirya srl’ con sede a Roma, ha ottemperato alle prescrizioni imposte dal Servizio Ecologia della Regione Puglia e ad ottobre ha inoltrato al Comune di Corigliano lo studio sull’impatto relativo al progetto definitivo.

Ora, a 4 giorni dalla scadenza dei termini per presentare le osservazioni, neanche una ne è stata ancora depositata. E Corigliano affila le armi del contrattacco, visto che entro il 20 gennaio dovrà inviare il proprio parere.

Insostenibili – dicono gli Amministratori – le 20 pale ad un paio di km dal centro abitato, dal paese che per la sua bellezza è finito, proprio questo mese, sulla copertina delle rivista ‘Geo’. Si punta a rimarcare proprio questo nella delibera preparata per essere votata all’unanimità nella prossima seduta monotematica del Consiglio comunale. È il concetto di conservazione ad essere, soprattutto, sottolineato.

Se questo basterà a fermare l’avanzata del mega-eolico, nel primo Comune che si è dotato di un regolamento che ha regolamentato addirittura il mini-eolico, non è ancora dato sapere.

Certo, c’è un altro elemento che ai fini della valutazione, è bene rimarcare e lo fa la stessa azienda nella relazione dell’impatto visivo e paesaggistico: è quello relativo all’impatto cumulativo. Nel raggio di 10 km, infatti, ricadono già 5 aerogeneratori autorizzati a Zollino, 7 a Sternatia, 2 a Calimera, oltre a 3 dei 10 già in esercizio a Carpignano. Scusate se è poco.

Carpignano Salentino: “Piantiamo querce che diano vita, no pale eoliche che la strappano”

(15 dicembre 2012) LECCE- I Comitati Civici e Ambientalisti del Salento lanciano un appello urgente alla Regione Puglia, ad ARPA, Asl, Provincia di Lecce, Corpo Forestale dello Stato, Soprintendenza, Comune di Carpignano e Comuni prossimi di Cannole, Bagnolo, Cursi, Castrignano, Martano, Melendugno, ecc., per la difesa del “paesaggio quotidiano”.

PIANTIAMO QUERCE CHE DANNO VITA E GIOIA DI VITA, NON PALE EOLICHE CHE LA STRAPPANO! “Abbiamo appreso della richiesta avanzata da ditte interessate, per la realizzazione di un nuovo mega impianto eolico dal gravissimo impatto ambientale, in aggiunta a quello già esistente, presente e operante, da alcuni anni in feudo di Carpignano salentino. Un nuovo impianto dagli sconquassanti inaccettabili additivi effetti di impatto sul territorio e sull’ambiente più in generale. Un territorio che ha già dimostrato di essere assolutamente non consono a tali impianti industriali, poiché prettamente agricolo-turistico-residenziale.

…Il mega eolico nel territorio di Carpignano salentino, possiamo qui dire, è in netto contrasto con le Linee Guida regionali, in più oggi minaccia l’unica area perfettamente vergine rimasta di ruralità e naturalità del feudo carpignanese. Anche allorquando si volesse immaginare, ragionando per assurdo, che alcune pale eoliche fossero ubicate o spostate ai margini di tale area di pregio e pubblico interesse carpignanese, riconosciuta nelle Linee Guida, la loro immensa altezza sarebbe sufficiente per incidere paesaggisticamente sulle aree di pregio, e sul loro paesaggio-cono visuale, come esattamente se fossero ubicate nella medesima area di pregio del feudo di Carpignano tutelato.

A rischio la preziosità del mosaico rurale della contrada di ubicazione, fatto di muretti a secco, antiche masserie, casali, incantevoli abituri rurali, anche recentemente restaurati, e divenuti importantissimi virtuosi agriturismi, trulli, monumenti megalitici, (dolmen, menhir, triliti megalitici), bucolici uliveti anche con olivi monumentali tutelati, cripte, tutto un complesso paesaggistico minuzioso che rende pazzeschi questi devastanti progetti, ed incostituzionali alla luce dell’articolo 9 della Costituzione Italiana che palesemente violano. Costituzione Italiana – Principi Fondamentali Art. 9. “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione” . Così come vanno in contraddizione con la “Carta per il Paesaggio” Europea, strumento comunitario volto proprio alla tutela del paesaggio storico-naturale dell’Europa, che il nostro stesso Paese ha firmato e ratificato, e che è dunque attualmente in vigore, a corroborazione di quanto già sancito dalla nostra Costituzione.
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Arrestato il sindaco di Casteldelci (RN), è accusato di violenza sessuale aggravata

Vittima una minorenne, l’uomo aveva anche materiale pedopornografico.
Ecco come la notizia è stata data in un articolo dell’huffingtonpost.it

Il sindaco di Casteldelci

<<Il sindaco di Casteldelci (Rimini), Mario Fortini, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia agli arresti domiciliari per violenza sessuale aggravata, nei confronti di una minorenne, e detenzione di materiale pedopornografico. Il provvedimento, scaturito da indagini del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Novafeltria e dalla Stazione Cc di Pennabilli, è stato emesso dal Gip Distrettuale di Bologna Andrea Santucci su richiesta del Pm Simone Purgato della Direzione Distrettuale Antimafia.

L’arresto del sindaco di Casteldieci è l’esito dell’operazione denominata convenzionalmente ‘Aurora’, dal nome di fantasia dato alla ragazzina. L’indagine è partita in agosto, sulla segnalazione di presunti abusi sessuali compiuti da Fortini sulla minorenne.
Secondo le indagini la vicenda di violenza sarebbe cominciata addirittura nel 2002, quando Aurora non aveva ancora cinque anni, e si sarebbe prolungata fino alla scorsa primavera.
Leggi tutto sull’Huffington Post >>

Il sindaco di Casteldelci è anche “famoso” per essere stato uno dei più strenui supporter del devastante progetto eolico di “Poggio Tre Vescovi”. Un progetto che fortunatamente è stato respinto e che se fosse stato realizzato avrebbe rovinato in modo spaventoso una zona di altissimo valore paesaggistico e naturalistico, il Montefeltro.
Riportiamo un articolo del sito di Italia Nostra Firenze che dava conto delle reazioni del sindaco di Casteldelci alla notizia che l’impianto eolico era stato bocciato.

Poggio Tre Vescovi: “Stop al parco eolico. Il sindaco di Casteldelci dà la colpa a Italia Nostra”
Fonte NewsRimini.it

Ha fatto infuriare il sindaco di Casteldelci lo stop di fatto al progetto del maxi impianto eolico che dovrebbe sorgere tra Toscana e Emilia Romagna, arrivato nei giorni scorsi, e su cui dovrà pronunciarsi ora una commissione ministeriale.

VALMARECCHIA | 12 ottobre 2011
dittico-di-urbino-eolico-4Il celebre ritratto del duca Federico da Montefeltro e della moglie con le pale eoliche sullo sfondo: è l’immagine scelta dai rappresentanti nazionali di Italia Nostra per dare l’idea del sacrificio in termini di gusto, e non solo, chiesto a volte ai panorami in nome del risparmio energetico. Sul suo sito ufficiale l’associazione ha espresso preoccupazione per la possibile devastazione delle Terre di Piero della Francesca alla vigilia di una conferenza dei servizi svoltasi a Firenze nei giorni scorsi. Conferenza da cui doveva uscire il via libera per l’Impianto eolico ’Poggio tre Vescovi– Fresciano, che la società Geo Italia ha in progetto di realizzare tra i Comuni di Verghereto, Casteldelci e Badia Tedalda (in provincia di Arezzo). Non sono stati però tutti d’accordo i partecipanti al tavolo, che coinvolge tre comuni e due Regioni. Così ora sarà una commissione ministeriale che in 60 giorni dovrà dire la sua sul progetto, bloccandone l’iter oppure no. Uno stop di fatto, al momento, che ha fatto infuriare il sindaco di Casteldelci. Il primo cittadino accusa l’associazione ambientalista. (…) Il dibattito, intanto, sbarcato sui giornali nazionali, è destinato a proseguire, intorno a quello che viene definito il più grande impianto eolico mai realizzato, con le sue 36 torri di 180 metri d’altezza. Un progetto attorno a cui si sarebbero addensate anche le ombre di un conflitto d’interesse che, ha denunciato Italia Nostra alla Procura, interesserebbe il sindaco di Badia Tedalda.

Un altro articolo, del sito stamptoscana.it, spiegava che:

<<Le dimensioni del progetto sono veramente molto ampie, e comportano senz’altro un grande impatto sulla natura del luogo, una punta appennninica che si intercala fra Romagna, Umbria e Marche, dotata di un paesaggio in buona parte incontaminato e di una storia illustre.
Innanzitutto le torri eoliche, alte 180 metri, per cui si è richiesto anche il parere dello Stato di San Marino. E’ prevista la realizzazione di 36 aerogeneratori, di cui 22 nel territorio del Comune di Badia Tedalda (Arezzo), della potenza nominale  di 3,4 MW ciascuno, per una potenza totale installata di 122,40 MW.   E’ prevista inoltre la realizzazione di circa 18 km di strade di collegamento interne all’impianto, anche attraverso adeguamenti di sentieri esistenti, di cui 14 km interessano il territorio toscano. L’accesso al sito per i mezzi pesanti adibiti al trasporto delle pale avverrà tramite strade esistenti, sulle quali sono previsti 26 interventi di adeguamento, con  relativi disboscamenti di macchie boschive, siepi e filari arborei. Il progetto ha visto in prima fila sul fronte contrario l’associazione Italia Nostra, che, con un comunicato di Mariarita Signorini, membro della giunta e del gruppo di lavoro energia del Consiglio nazionale di Italia Nostra, elenca in modo puntuale le devastazioni che verrebbero prodotte in un ambito territoriale in cui insistono paesaggi in parte già tutelati da vecchi vincoli dove, per l’elevato valore ambientale, negli ultimi anni sono state istituite anche diverse aree protette (riserve naturali, parchi SIC e ZPS). Non ultimo, il problema del terreno, argilloso e soggetto a frane, che mal potrebbe reggere l’impatto di ingenti sbancamenti e movimenti di terreno.
Uno stop, quello di fatto attuato dalla Conferenza dei Servizi del 10 ottobre scorso, che non è andato giù al sindaco di Casteldelci, Mario Fortini, che, prendendosela direttamente con Italia Nostra, accusa l’associazione ambientalista di avere condizionato il ministero.
(…)
Ma un’altra ombra, sinistra, si è alzata sul progetto: una denuncia, depositata da Italia Nostra alla Procura di Arezzo, in cui emerge che l’autorizzazione paesaggistica e idrogeologica, oltre al piano particellare di esproprio, vengono richiesti dai tecnici di Badia Tedalda. Dalla documentazione prodotta sembra che il 50 % dei terreni interessati siano di proprietà del sindaco dello stesso comune e di suo fratello.>>

Le osservazioni di Italia Nostra alla Strategia Energetica Nazionale

https://i2.wp.com/upload.wikimedia.org/wikipedia/it/b/b7/Italia_Nostra_Logo.pngItalia Nostra ha inviato le proprie Osservazioni sulla Strategia Nazionale Energetica (il documento è consultabile qui) in via di approvazione al MISE (Ministero dello sviluppo economico).
Insieme alle osservazioni sono stati spediti altri documenti:
  • un appello congiunto firmato insieme ad altre 9 associazioni ambientaliste (questo);
  • un documento redatto a seguito dell’audizione del 6 novembre 2012 presso il ministero, del quale pubblichiamo l’abstract.
Basta Eolico
Non solo distruttore del paesaggio italiano. Ma tecnologia dai costi insostenibili e illimitati nel tempo, a danno del sistema paese; a solo vantaggio dei produttori, non italiani, e della finanza internazionale, con grave pregiudizio per la bilancia commerciale ed a scapito della economia e del PIL.
Con 1563 ore annue, oramai frutto di 10 anni di esperimento, l’EOLICO ha dimostrato nei fatti la sua incongruenza anche tecnica, oltre che paesaggistica, con il territorio Italiano.
L’eolico è una tecnologia matura, che mai avrebbe dovuto avere degli incentivi, se non per un impulso di partenza per i primi due o tre anni.
Oggi siamo a tredici anni e le Imprese eoliche chiedono ancora “sostegni” e cioè incentivi o fondi pubblici per continuare ad essere profittevoli.
In effetti la “lobby eolica”, grazie ai superincentivi, ha realizzato superprofitti ed ora ha un potere tale sui decisori politici passati e futuri da poter imporre di continuare a vivere, per tutti gli anni a venire, di aiuti dei consumatori o di aiuti di Stato.
Prevediamo che non una sola torre eolica verrà mai smantellata, poiché ognuna di esse sarà un pozzo di petrolio inesauribile, da cui trarre profitti a danno dell’economia del Paese.
Ogni torre eolica viene considerata una concessione a vita e quando sarà il tempo di rimuovere le macchine obsolete, in quello stesso sito, ai decisori politici si chiederà di poterne mettere un’altra, magari con un contributo dello Stato in conto capitale e a fondo perduto.
Già oggi l’identità del paese è sotto stress per torri alte mediamente dai 100 ai 130 metri. Con Con le nuove torri da 180, a 200 e fino a 250 metri sostitutive ed aggiuntive, si andrà ad agredire ogni plaga del nostro paese co effetti devastanti.
In conclusione ci affidiamo a questo Governo tecnico, che ha avuto assegnato il compito di salvare l’Italia dai pesi economici insostenibili, dagli sprechi e riavviare la competitività (abbassando ad esempio i costi dell’energia per le imprese produttive) per mettere una linea di confine alla espansione di questa tecnologia costosa ed invasiva.
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Il documento completo è consultabile qui.
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Caro Bonelli, la ricetta americana non fa al caso nostro

Angelo Bonelli - Verdi

Angelo Bonelli – Verdi

Angelo Bonelli critica il programma energetico governativo, la SEN, e propone di fare come negli USA.
Secondo Bonelli negli USA e in altri stati “hanno ben chiaro il fatto che il futuro sta nella generazione distribuita, con piccoli impianti a fonti rinnovabili in mano agli utilizzatori finali dell’energia.” Purtroppo dobbiamo dare una delusione a Bonelli, gli USA non seguono affatto una politica di questo tipo. Al contrario l’amministrazione Obama persegue una politica che mette nelle mani di potenti gruppi industriali uno dei beni comuni fondamentali: la terra.

Ingentissime estensioni di terreni demaniali allo stato naturale selvaggio sono stati resi disponibili dall’amministrazione USA per lo sviluppo di mega centrali solari ed eoliche. Per quanto riguarda il solare il programma governativo ha reso disponibili 76 MILA CHILOMETRI QUADRATI  di territorio demaniale naturale per la realizzazione di impianti solari a terra. ( https://controfotovoltaicoeolicoareeverdi.wordpress.com/2012/08/01/la-distruzione-del-vecchio-west/ )

Lo stesso dicasi per l’eolico. Ad esempio nel Wyoming è in progetto una gigantesca centrale eolica costitiuita da MILLE turbine che devasteranno un’area di MILLE chilometri quadrati. ( https://controfotovoltaicoeolicoareeverdi.wordpress.com/2012/10/10/mille-chilometri-quadrati-di-natura-distrutta-accadra-presto-negli-usa/ ). Si tratta solo du uno dei molti giganteschi progetti in programma.

Per altro negli USA non è previsto l’abbandono della fonte nucleare, al contrario è previsto un aumento esponenziale nelle trivellazioni petrolifere e della produzione di shale gas. Si prevede che gli USA possano diventare la prima potenza petrolifera del pianeta. Anche per il carbone non si prevedono significative riduzioni da qui a venti anni. ( http://www.analisidifesa.it/2012/11/gli-stati-uniti-stanno-diventando-il-maggior-produttore-di-gas-e-petrolio/ )

Anche in Europa le cose non è che si svolgano in modo poi non tanto diverso. In generale quello che si nota è un modello che affianco alle incentivazioni dei piccoli impianti distribuiti concede ingentissime risorse ai colossi del settore industriale delle rinnovabili o alla pura speculazione. Risorse che purtroppo spesso vengono usate per realizzare impianti che devastano i territori. D’altra parte i soldi fanno gola a tutti e i lobbisti delle rinnovabili industriali sanno fare bene il loro lavoro.

Allora ci permettiamo di dire a Bonelli, non prendiamo a modello gli Stati Uniti o le altre nazioni che magari non hanno un territorio bellissimo, fragile e indifeso come quello italiano. Il modello virtuoso proviamo a crearlo noi, noi italiani, per una volta. Forse siamo ancora in tempo, nonostante le devastazioni già avvenute.

L’esperienza ci dice che il settore energetico è finito nelle mani di potenti lobby: la lobby petrolifera, quella del gas, del carbone e quella delle rinnovabili industriali. Tutte indistintamente vogliono una sola cosa: guadagnare un sacco di soldi e si disinteressano degli aspetti ambientali. Purtroppo anche le lobby delle rinnovabili industriali interessate all’eolico industriale, al fotovoltaico sui terreni agricoli, alle biomasse, al biogas.

Dobbiamo puntare all’efficienza energetica e al risparmio energetico. Consumare meglio e consumare meno. Basta con le speculazioni. Basta dare ascolto ai lobbisti di qualunque tipo. Non ci serve più il carbone, non ci servono i mega impianti eolici o fotovoltaici a terra che devastano i territori naturali e agricoli, questi impianti non devono essere più incentivati. Anzi, è necessario vietarne la costruzione, almeno nelle zone naturali e agricole di pregio. Solo consumando di meno avremo anche meno emissioni clima-alteranti.

Molte associazioni ambientaliste lo hanno già capito, si vedano le loro osservazioni alla SEN ( http://reteresistenzacrinali.wordpress.com/2012/11/07/osservazioni-al-documento-in-approvazione-strategia-energetica-nazionale-e-relative-implicazioni-negative/ ).

Sarebbe bello che un leader ecologista come Angelo Bonelli facesse proprie le loro osservazioni.

L’articolo di Bonelli pubblicato da Pubblico Giornale: http://pubblicogiornale.it/economia-2/sen-il-futuro-e-nella-generazione-distribuita/