Caro Bonelli, la ricetta americana non fa al caso nostro

Angelo Bonelli - Verdi

Angelo Bonelli – Verdi

Angelo Bonelli critica il programma energetico governativo, la SEN, e propone di fare come negli USA.
Secondo Bonelli negli USA e in altri stati “hanno ben chiaro il fatto che il futuro sta nella generazione distribuita, con piccoli impianti a fonti rinnovabili in mano agli utilizzatori finali dell’energia.” Purtroppo dobbiamo dare una delusione a Bonelli, gli USA non seguono affatto una politica di questo tipo. Al contrario l’amministrazione Obama persegue una politica che mette nelle mani di potenti gruppi industriali uno dei beni comuni fondamentali: la terra.

Ingentissime estensioni di terreni demaniali allo stato naturale selvaggio sono stati resi disponibili dall’amministrazione USA per lo sviluppo di mega centrali solari ed eoliche. Per quanto riguarda il solare il programma governativo ha reso disponibili 76 MILA CHILOMETRI QUADRATI  di territorio demaniale naturale per la realizzazione di impianti solari a terra. ( https://controfotovoltaicoeolicoareeverdi.wordpress.com/2012/08/01/la-distruzione-del-vecchio-west/ )

Lo stesso dicasi per l’eolico. Ad esempio nel Wyoming è in progetto una gigantesca centrale eolica costitiuita da MILLE turbine che devasteranno un’area di MILLE chilometri quadrati. ( https://controfotovoltaicoeolicoareeverdi.wordpress.com/2012/10/10/mille-chilometri-quadrati-di-natura-distrutta-accadra-presto-negli-usa/ ). Si tratta solo du uno dei molti giganteschi progetti in programma.

Per altro negli USA non è previsto l’abbandono della fonte nucleare, al contrario è previsto un aumento esponenziale nelle trivellazioni petrolifere e della produzione di shale gas. Si prevede che gli USA possano diventare la prima potenza petrolifera del pianeta. Anche per il carbone non si prevedono significative riduzioni da qui a venti anni. ( http://www.analisidifesa.it/2012/11/gli-stati-uniti-stanno-diventando-il-maggior-produttore-di-gas-e-petrolio/ )

Anche in Europa le cose non è che si svolgano in modo poi non tanto diverso. In generale quello che si nota è un modello che affianco alle incentivazioni dei piccoli impianti distribuiti concede ingentissime risorse ai colossi del settore industriale delle rinnovabili o alla pura speculazione. Risorse che purtroppo spesso vengono usate per realizzare impianti che devastano i territori. D’altra parte i soldi fanno gola a tutti e i lobbisti delle rinnovabili industriali sanno fare bene il loro lavoro.

Allora ci permettiamo di dire a Bonelli, non prendiamo a modello gli Stati Uniti o le altre nazioni che magari non hanno un territorio bellissimo, fragile e indifeso come quello italiano. Il modello virtuoso proviamo a crearlo noi, noi italiani, per una volta. Forse siamo ancora in tempo, nonostante le devastazioni già avvenute.

L’esperienza ci dice che il settore energetico è finito nelle mani di potenti lobby: la lobby petrolifera, quella del gas, del carbone e quella delle rinnovabili industriali. Tutte indistintamente vogliono una sola cosa: guadagnare un sacco di soldi e si disinteressano degli aspetti ambientali. Purtroppo anche le lobby delle rinnovabili industriali interessate all’eolico industriale, al fotovoltaico sui terreni agricoli, alle biomasse, al biogas.

Dobbiamo puntare all’efficienza energetica e al risparmio energetico. Consumare meglio e consumare meno. Basta con le speculazioni. Basta dare ascolto ai lobbisti di qualunque tipo. Non ci serve più il carbone, non ci servono i mega impianti eolici o fotovoltaici a terra che devastano i territori naturali e agricoli, questi impianti non devono essere più incentivati. Anzi, è necessario vietarne la costruzione, almeno nelle zone naturali e agricole di pregio. Solo consumando di meno avremo anche meno emissioni clima-alteranti.

Molte associazioni ambientaliste lo hanno già capito, si vedano le loro osservazioni alla SEN ( http://reteresistenzacrinali.wordpress.com/2012/11/07/osservazioni-al-documento-in-approvazione-strategia-energetica-nazionale-e-relative-implicazioni-negative/ ).

Sarebbe bello che un leader ecologista come Angelo Bonelli facesse proprie le loro osservazioni.

L’articolo di Bonelli pubblicato da Pubblico Giornale: http://pubblicogiornale.it/economia-2/sen-il-futuro-e-nella-generazione-distribuita/

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