ATTENZIONE: in arrivo la deregulation paesaggistica anche in Emilia Romagna?

È assolutamente indecente che chi è preposto alla tutela dell’ambiente invochi la deregulation ambientale e paesaggistica.

607706506Apprendiamo che Emanuele Burgin, assessore all’Ambiente della Provincia di Bologna, avrebbe affermato «Con la normativa vigente le possibilità che questo progetto decolli (eolico sul monte La Fine, ndr) sono ridotte al lumicino. L’esperienza di questi anni lo dimostra: il problema è sempre quello dei crinali».

Per altro nell’articolo c’è un evidentissimo refuso: manca un “NON“.
Si dovrebbe leggere: “Dove però, particolare non da poco, NON soffia il vento”
Infatti, 1093 ore di vento utile annue nel 2011 per gli impianti eolici dell’Emilia Romagna significano appunto che il vento, sui crinali della regione, NON soffia. A meno di non andare a costruire sul Corno o negli altri parchi naturali…

Quello che è accaduto in Liguria (dove la Giunta Regionale ha modificato la legge che tutelava i territori ed il paesaggio per consentire la realizzazione di impianti eolici industriali in aree tutelate) non deve ripetersi in altre regioni italiane.

Sarebbe opportuno che gli assessori che la pensano così si facessero un esame di coscienza e prendessero in considerazione di rassegnare le proprie dimissioni per manifesta inadeguatezza.

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Gabriella Meo: “Se quel progetto eolico venisse proposto in Emilia riceverebbe un secco NO”

Gabriella-Meo-227x300“A volte ritornano”. Così la consigliera regionale verde Gabriella Meo commenta la presentazione di un nuovo progetto della società elettrica svizzera Repower per un parco eolico sull’Appennino tosco-emiliano fra il passo della Cisa e quello del Cirone.

“La costruzione del parco eolico – afferma – sarà devastante, non solo per le 16 pale alte 150 metri, alcune a soli 12 metri dal confine fra le due regioni, ma soprattutto per la costruzione della strada di servizio che correrà sul crinale e delle reti a media e alta tensione”. Un progetto “nuovo per modo di dire – spiega – quello depositato alla Regione Toscana il 18 gennaio scorso è la riproposizione modificata di quello vecchio a cui la Provincia di Parma aveva già dato parere negativo nel 2011.

Hanno soltanto diminuito le pale da 24 a 16 e spostato tutte le opere infrastrutturali sul versante toscano, nel Comune di Pontremoli, per evitare la necessità di chiedere l’intesa alla Regione Emilia-Romagna, che l’avrebbe certamente negata”.

In una interrogazione, la consigliera Meo chiede alla Giunta dell’Emilia-Romagna “di esprimere in Conferenza dei Servizi il proprio parere negativo sulla realizzazione del parco eolico”.

“Se lo stesso progetto venisse proposto sul versante emiliano – sottolinea – riceverebbe un secco ‘no’: non soltanto perché dalla parte parmense si trova il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, ma anche perché le norme sull’insediamento degli impianti energetici da fonte rinnovabile sono più stringenti, proprio a tutela di un ambito territoriale di particolare pregio”.

Fonte: Gonews