Gli Eco-Milionari tedeschi: un sacco di soldi a rischio zero

Una nuova classe di milionari si aggira per la Germania: i soldi li hanno fatti con le rinnovabili speculative, il conto lo pagano i cittadini.

Il mensile tedesco Capital ha pubblicato una interessante inchiesta (“Die neuen Öko-Millionaire“) su una categoria di nuovi ricchi germanici: gli imprenditori delle rinnovabili – eolico – fotovoltaico a terra – biomasse. Un piccolo esercito di privilegiati che, grazie alle nuove leggi che premiano chi opera nelle energie rinnovabili speculative, è riuscito nel giro di pochissimo tempo ad accumulare, complessivamente, miliardi di euro pagati dai cittadini tedeschi tramite le bollette della luce.

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198,5 metri di altezza e 900 tonnellate di cemento armato per le fondamenta.  Questo l’impatto sul territorio di una pala eolica “ultimo modello” .

Il trucco per diventare milionari è abbastanza semplice: basta trovare una banca che ti finanzi un impianto eolico, una centrale a biogas, un impianto fotovoltaico su terreno agricolo. Se hai un terreno a disposizione e dimostri di saperci fare la banca è ben contenta di prestarti un tot di milioni di euro per il tuo progetto. Tanto gli introiti sono garantiti per 20 anni dagli incentivi obbligatoriamente finanziati dai cittadini tramite le bollette della luce. Così dopo qualche anno puoi restituire alla banca il prestito con gli interessi e incominci a guadagnare veramente un sacco di soldi.

L’importante è non farsi troppi scrupoli. Consumi terreno agricolo? Chi vive vicino alla tua pala eolica non dorme sonni tranquilli? Il paesaggio va a farsi benedire? Le turbine eoliche nella foresta non sono il massimo per gli animali? Vabbè, che importa, lo stato dice che è tutto ok.

Gli Avventurieri Verdi.

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Simon e Jens osservano compiaciuti il “parco” fotovoltaico da loro edificato su un terreno ormai ex-agricolo. Posano assieme alle loro due nuovissime auto di grandissima cilindrata che si sono potuti comprare grazie agli ingenti guadagni fatti con l’impianto. Il crocifisso è l’unica testimonianza sopravvissuta del passato contadino che caratterizzava il luogo (Gesù sembra osservare la scena un po’ stranito).

Quest’anno i tedeschi hanno pagato 20 miliardi di Euro

per finanziare le energie rinnovabili.

Una parte di questi soldi è andata a impianti fotovoltaici che le famiglie installano sui tetti delle loro case per auto-consumare il più possibile l’energia auto-prodotta.
Il resto, che non è poco, anzi sono moltissimi denari, ha arricchito gli imprenditori verdi che guadagnano vendendo energia elettrica.  Intanto il costo dell’energia elettrica aumenta sempre di più e i conflitti tra chi paga e chi guadagna pure.

23030 – In Germania ci sono più di 23 mila pale eoliche.

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E se ne aggiungo sempre di nuove: dalle Alpi al Mare del Nord. Il contadino Georg osserva soddisfatto le fondamenta in cemento armato di una delle 4 pale eoliche che sta costruendo sui suoi terreni: ogni anno guadagnerà circa cento mila euro all’anno per ciascuna pala eolica.

7515 impianti a biogas.
foto002Sönke è uno dei tanti proprietari che guadagnano vendendo elettricità prodotta col biogas. Un impianto a biogas da 500 kilowatt fornisce un guadagno di 750 mila euro all’anno, al netto delle spese.

I re del solare: Simon e Jens.
foto005L’ultimo parco fotovoltaico che hanno costruito ha una potenza di 2 megawatt. Le loro due nuove auto hanno una potenza complessiva di mille cavalli. Prima di interessarsi di fotovoltaico sui terreni agricoli, Simon e Jens facevano i buttadentro in una discoteca.

foto004Esplosione di costi.
Nel 2000 il costo degli incentivi per gli impianti rinnovabili era pari a 1177 milioni di euro.
Nel 2013 il costo annuo degli incentivi, a carico dei cittadini, sarà pari a più di 20 mila milioni di euro. 20 miliardi.

foto007Il costo dell’energia elettrica per una famiglia tedesca.
Nel duemila il costo di un chilowattora era di quasi 14 centesimi (di cui 0,2 derivanti dal costo degli incentivi per le rinnovabili.)
Nel 2013 il costo di un chilowattora ha superato i 28 centesimi, di cui 5,3 da addebitare al finanziamento delle energie rinnovabili.

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Germania: + 12% costo energia elettrica per finanziare le rinnovabili industriali (eolico, solare e biomasse)

I cittadini tedeschi pagano ogni anno 20 MILIARDI di Euro per finanziare le rinnovabili, però il ricavato della vendita dell’energia prodotta con questi impianti è pari a poco più di un decimo dell’importo finanziato con i soldi delle bollette.

Mazzata sui cittadini tedeschi: +12% costo energia elettrica (ma a Monaco in certi casi si arriva a un + 15% e oltre) a causa degli incentivi alle rinnovabili.
Insomma, i cittadini finanziano la “bella vita” degli speculatori e in cambio subiscono pure gli scempi paesaggistici.

aumento-bollettaLa produzione di energie rinnovabili pesa per 17 miliardi di euro sulle tasche dei consumatori tedeschi. La ‘Frankfurter Allgemeine Zeitung’ (Faz) pubblica i dati calcolati dalle quattro aziende tedesche impegnate nella produzione di energie rinnovabili (50 Hertz, Amprion, Tennet e Transnet BW), dai quali emerge che i finanziamenti pubblici sono ammontati lo scorso anno a 20 miliardi di euro, mentre la vendita dell’energia prodotta dagli impianti eolici, solari e della biomassa ha fatto registrare un incasso di soli 2,9 miliardi di euro.

Per finanziare la produzione di energie alternative le sovvenzioni pubbliche tedesche sono aumentate dall’inizio dell’anno da 3,5 a 5,3 centesimi per chilowattora, con la conseguenza di produrre un rincaro del 12% della bolletta della luce per i consumatori. Con i 20 miliardi di euro di finanziamenti concessi si è raggiunto in Germania un record assoluto, rispetto ai 17,1 miliardi del 2011 ed ai 13,1 miliardi nel 2010. La soglia di 10 miliardi di euro di sovvenzioni era stata sfondata nel 2009.

(La Repubblica): http://www.repubblica.it/economia/2013/01/07/news/germania_conto_salato_per_le_rinnovabili_ai_consumatori_costa_17_miliardi_all_anno-50053498/

«Il fotovoltaico non è un affare» Incentivi azzerati dalle maxi bollette

Il sistema di incentivazione delle rinnovabili è andato fuori controllo, adesso i nodi vengono al pettine.

GREEN economy e pannelli fotovoltaici per risparmiare sull’energia. Parole magiche per l’economia, si sente dire da tempo. Ma se la formula e sbagliata, la magia scompare e le casse delle aziende invece di respirare aria pulita finiscono per soffocare.

Non e tutto oro quello che splende sotto il sole, secondo il presidente di Confindustria Ceramica Franco Manfredini.Non sempre riempire i tetti dei capannoni di pannelli fotovoltaici, risulta essere un affare. È il sistema che è sbagliato — dice Manfredini — E vero, lo Stato sostiene con forti incentivi chi installa i pannelli, poi però, per recuperare sulla spesa degli incentivi stessi, aumenta le bollette. E ce ne stiamo già accorgendo, cono la componente parafscale che, quando si parla di energia elettrica, arriva quasi al 50%».

Ma il meccanismo, secondo Manfredini, non è solamente di ordine contabile: chi realizza questi impianti acquista per la stragrande maggioranza pannelli prodotti in Cina, paese dove lo scorso anno il sistema italiano ha fatto shopping per un ammontare di l0 miliardi di euro. Quindi noti mi si venga a dire che il business dei pannelli ha creato occupazione. Per il momento si tratta semplicemente di un autogol, un meccanismo che, così congeniato, crea danni e non vantaggi».

Tutto questo in un settore strategico come quello dell’energia: «Strategico e basilare soprattutto per chi esporta molto, come le nostre ceramiche — puntualizza Franco Manfredini — E’ difficile competere con paesi concorrenti come la Germania, che paga bollette che sono circa la metà delle nostre. Sul mercato globale partiamo già svantaggiati».

E in altri settori che la green economy, secondo il presidente di Confindustria Ceramica, deve esprimersi: «Personalmente vedo una green economy attiva soprattutto nel campo della responsabilità sociale delle aziende — dice infatti Manfredini E giusto per esempio, impegnarsi al massimo per far lavorare i propri dipendenti in un ambiente salubre e vivibile. Le ceramiche hanno investito molto per cercare di produrre in maniera sempre più pulita, riducendo al massimo le emissioni. E anche sui prodotto abbiamo concentrato i nostri sforzi dal punto di vista della ricerca. Non a caso ora sul mercato ci sono piastrelle ecologiche che ripuliscono l’aria. Quella è la green economy che sta portando a casa risultati e sulla quale vogliamo insistere».

il Resto del Carlino
MODENA, 22/10/2012